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Il preoccupante momento di crisi occupazionale registrabile nel Porto di Gioia Tauro

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La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e ai  Ministri dell’Economia e delle Finanze,  delle Infrastrutture e Trasporti,  del Lavoro e delle Politiche Sociali – per sapere – premesso che:

- nell’ultimo atto ispettivo n. 2-00625, presentato il 23 febbraio 2010, l’interpellante aveva denunziato Il preoccupante momento di crisi occupazionale registrabile nel Porto di Gioia Tauro, giacché  la MCT fin da allora aveva chiesto l’applicazione degli ammortizzatori sociali per 400 lavoratori ed aveva, altresì, previsto il licenziamento per il personale con contatto a termine;

- già allora, ad avviso dell’interpellante, la MCT si era avvalsa dell’alibi della crisi internazionale delle movimentazioni per fare altre scelte e posizionare  altrove l’attività di transhipment;

- nei giorni scorsi il gruppo terminalistico Contship Italia ha diffuso una nota (Informare 10 -11 gennaio 2011) in merito al fermo temporaneo dell’attività al container terminal di Gioia Tauro gestito dalla propria filiale MCT, che è avvenuto a cavallo della giornata di domenica 9 gennaio 2011;

- nella nota Contschip Italia evidenzia l’eccezionalità della mancanza di attività al terminal puntualizzando che “la mancanza di lavoro per 30 ore ha colpito i media come una novità”, novità che ad avviso di Contship “dovrebbe rimanere tale nell’interesse delle oltre tremila famiglie di lavoratori impegnati nella più grande attività industriale calabrese,  perché sono più urgenti e necessarie che mai le azioni richieste al Governo nazionale ed a quelli regionali per consolidare ed avviare un’attività ad alta intensità di investimenti e di occupazione messa in discussione dalla agguerrita concorrenza dei Porti del Nord Africa”;

- nella stessa nota la Contship invita Governo e sindacati a fare squadra per superare il momento critico affiancando l’azienda che “crede fortemente negli investimenti realizzati in Italia” ed affermando che “Contship Italia e MCT hanno sempre contato su se stessi riorganizzando, investendo, rinunciando al proprio profitto, promuovendo commercialmente le attività di Gioia Tauro e proponendo la collaborazione alle Istituzioni regionali per integrare la propria attività con altre che possano creare impresa, ricchezza e lavoro”:

- dal 1994 ad oggi quante risorse statali abbia assorbito la Contship attraverso MCT di Gioia Tauro fra contratto d’Area, Cassa integrazione straordinaria ed ordinaria e finanziamenti all’attività utili per l’acquisto di mezzi mobili, peraltro a Gioia obsoleti per quanto riguarda la metà delle gru e tutto il parco di strader – carrier;

- a quanto ammonta la perdita per il demanio che a partire dal 1995 a concesso alla MCT 1 milione e mezzo di mq per circa 1 miliardo di vecchie lire all’anno, prezzo politico e assolutamente fuori mercato per il terminal che per la sua posizione strategica, e fino a quando la Contship non ha acquisito il terminal di Cagliari e il secondo terminal di Tangeri, ha bruciato tutte le tappe nel qualificarsi primo porto del mediterraneo;

- se risponde a verità che l’arresto totale del traffico, avendo la MCT ridotto il terminal calabrese a monocliente, dipenda da beghe in corso per l’acquisizione fra Contship e MSC di quote societarie e in che termini l’Autorità portuale, rappresentante dello Stato nel porto sia al corrente di queste trattative;

- se non si ritengano necessario ed urgente prevedere nel disegno di legge mille proroghe un limite di cessione delle quote societarie di un terminalista che alimenta il proprio capitale dalle concessioni ottenute nelle aree depresse a prezzo politico e non in linea con il mercato;

- a quanto ammonti il beneficio costituito nel 2010 per MCT, già beneficiata da 3 mesi di cassa integrazione e dalla continuità di traffico, e per MSC monocliente del terminal, dalla riduzione delle tasse di ancoraggio operata dall’Autorità portuale.


On. Angela NAPOLI

Roma, 12 gennaio 2011

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