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Legittimo impedimento: per la Consulta è incostituzionale

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Finocchiaro: "Non c’era bisogno di essere né cattivi né comunisti per capire che la legge sul legittimo impedimento sarebbe stata bocciata". Orlando: "La sentenza evita abusi, cessino le aggressioni ai giudici". Casson: "Bocciati i consigliori del premier".
pubblicato il 13 gennaio 2011 , 446 letture
Al termine della camera di consiglio convocata da questa mattina dal presidente Ugo De Siervo al palazzo della Consulta, la Corte Costituzionale ha stabilito che la legge sul legittimo impedimento viola gli articoli 3 ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...") e 138 ("Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione...") della Costituzione.


In particolare, sono due i commi dell’articolo 1 della legge sul legittimo impedimento (numero 51 del 7 aprile 2010) che non hanno passato indenni l'esame dei giudici della Consulta.

È stato giudicato «illegittimo» il comma 4, quello che prevede che «ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi».
Per violazione degli stessi articoli della Costituzione è stato giudicato illegittimo il comma 3 (»il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza«) nella parte in cui non prevede espressamente che il giudice valuti in concreto l'impedimento indicato, come già stabilisce l'articolo 420-ter del codice di procedura penale.

 

Commentando il pronunciamento dell'Alta Corte, Pier Luigi Bersani ha detto di ritenere "inaccettabili le prime dichiarazioni del centrodestra e della Lega di attacco alla Consulta. Dobbiamo
grande rispetto per la sentenza della Corte costituzionale, che ha interpretato
la Costituzione. Il premier non coinvolga il Paese nei propri problemi, l'agenda politica non può girare sempre intorno a lui: questo l'Italia non può permetterselo".
Andrea Orlando, Presidente del Forum Giustizia del PD è lapidario: "La Consulta è intervenuta con grande equilibrio, ha eliminato le parti della legge che anziché tutelare l’attività istituzionale, sono state evidentemente concepite per evitare la celebrazione dei processi al premier. La legge sul legittimo impedimento così modificata ed interpretata evita l’uso strumentale e l’abuso di questo istituto". Poi interviene sui pesanti attacchi politici: "Cessino le aggressioni alla Corte che ha svolto la sua funzione, applicando la Costituzione, davvero come promettono gli esponenti della Lega si passi alle riforme necessarie per il Paese. Sarebbe questa la vera novità che viene dalla maggioranza sino ad oggi rimasta inchiodata ai problemi personali di Berlusconi. Temiamo invece, in base alla canea che il Pdl sta
alimentando, che da domani si ricominci".

A giudizio di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, “non c’era bisogno di essere né cattivi né comunisti per capire che la legge sul legittimo impedimento sarebbe stata bocciata. La Consulta ha infatti bocciato l’automatismo disposto dalla legge e la certificazione di Palazzo Chigi e ha rimesso ai giudici la valutazione relativa al rinvio dell'udienza per contemperare le esigenze della giurisdizione con quelle dell'esercizio del diritto di difesa e della tutela della funzione di governo. Mi sembra chiaro – ha concluso il capogruppo dei Democratici a Palazzo Madama - che a saltare è l'impianto complessivo della legge. Cosa succederà sul piano politico ora? Non so, certo mi aspetto dal Premier e dai suoi consiglieri qualche reazione sopra le righe”.

 

Per Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, “le anticipazioni sulle motivazioni della Corte smontano sostanzialmente l'impianto della legge e confermano che non c’era alcun bisogno di un intervento legislativo sul legittimo impedimento. Il parlamento è stato quindi impegnato inutilmente per troppi mesi. Si tratta – ha messo in evidenza la Ferranti dell'ennesimo colpo a quel modo di legiferare ad personam che ha caratterizzato questa legislatura ed è la conferma che i motivi della nostra opposizione erano fondati, ragionevoli e costruttivi”.


"Nella sostanza la Corte Costituzionale ha bocciato completamente la linea del governo e dei consigliori del premier - ha rilevato Felice Casson, senatore Pd - in particolare il ministro Alfano continua a fornire interpretazioni della Costituzione italiana ripetutamente rigettate dalla Corte. Piuttosto che pensare a creare sempre nuovi privilegi per il premier e a cercare scudi processuali per Berlusconi, il governo farebbe meglio a pensare a come rimettere in sesto l'asfittica e traballante macchina della giustizia".

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Gonnella, 15 Gennaio, 2011 19:07:48
    l' ho detto un anno fa...