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IL MONDO SIMULATO

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Il 6 marzo del 2008 si è tenuta una giornata di studio su Jean Baudrillard, a cura della rivista “kainos”, intitolata “l’Occidente allo specchio”, presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, per celebrare il primo anniversario della morte del grande filosofo e sociologo francese .
 I testi di Baudrillard, dalla fine degli anni ’60, hanno scandito la riflessione sociologica sul postmoderno: Il sistema degli oggetti (1968), Per una critica dell’economia politica del segno (1972), Lo scambio simbolico e la morte (1976), Le strategie fatali (1983)  Il delitto perfetto (1995), sono solo alcuni tra gli oltre cento che hanno caratterizzato la sua produzione.
Le analisi di Baudrillard rappresentano un punto di rottura con le teorie filosofiche e sociologiche del passato, la voglia di scioccare,l’oltraggio, fanno parte della sua prospettiva volta ad accedere ad una visione sovversiva del nostro modo di essere.
Nelle prime opere  utilizza un approccio strutturalista,mantenendo uno strumento d’analisi di tipo osservativo che lo spinge ad esaminare quello che giace al di sotto del mondo reale.
Sviluppa un discorso che, ispirato ad un marxismo non ortodosso , vede nel crescente spossessamento del soggetto, ridotto a consumatore ossessivo delle merci il vero senso della società attuale e dell’alienazione da essa indotta.
Successivamente  cambierà prospettiva, abbracciando un pensiero  che diventa finzione,invenzione e patafisica. 
L’autore francese immagina che il mondo possa implodere su se stesso per mezzo delle proprie strutture,presagendo ciò che sarebbe avvenuto con le torri gemelle,la scalata dell’uomo verso il cielo distrutta in mondovisione.
Le guerre ed i conflitti mossi dall’Occidente e l’interpretazione che ne dà il circuito mediatico riflettono l’esteriorizzazione di un mondo che in preda alla sua mancanza di realtà cerca, attraverso l’aiuto di strutture di simulazione, una diversa forma di vita.
E’l’oggetto simbolico a esser stato preso di mira, e potremmo pensare che sia stata la distruzione fisica a comportare il crollo simbolico. Invece è il contrario: è stata l’aggressione simbolica a comportare il crollo fisico delle Torri. Come se la potenza che sino a quel momento le aveva tenute in piedi avesse perduto ogni risorsa: quello di voler essere l’unico modello del mondo. Stanche di incarnare quel simbolo, troppo pesante da portare, le Torri hanno ceduto fisicamente, hanno ceduto verticalmente di fronte agli occhi attoniti del mondo intero.
 Nonostante sferri un feroce attacco all’universo dei mezzi di comunicazione  accusandoli di alimentare il processo di nullificazione del reale e prosegua la sua critica nei confronti della scienza colpevole di artificializzare la vita umana, non cede ad una visione totalmente apocalittica ma segue una linea caratterizzata dal sarcasmo e da un’ironia che lo spinge ad analizzare il vuoto che avvolge il nostro tempo cercando di comprenderne i meccanismi.
Il mondo diviene un dominio dell’immagine che assorbe il reale e ci consegna un mondo ipervisibile  ma piatto.
Il progresso ci conduce verso un mondo totalmente irreale,invaso da un livello di simulazione totale, in cui la virtualità diviene la forma base di ogni comunicazione e relazione sociale avvolgendo anche gli individui sempre piu’ destinati a divenire segni.
Questo susseguirsi incessante di messaggi rende da un lato ogni  cosa maggiormente visibile e dall’altro purifica il mondo debellando ogni forma  che possa turbare il sistema. Questo universo reale, imperfetto e contraddittorio, pieno di negatività, di morte, viene depurato, lo si rende pulito; lo si riproduce in maniera identica .Viene così generato un  mondo irreale che diffonde uno scetticismo generale;gli uomini  vivono integrati nell’iper efficienza del sistema ma contemporaneamente sentono di vivere in una situazione conflittuale
Il filosofo ha colto  lo sprofondare del senso nell’epoca tardo-moderna ed il crollo delle colonne culturali su cui l’occidente aveva fondato il suo dominio. Il  suo pensiero che a qualcuno poteva sembrare un lamento nostalgico, è stato in verità la premonizione più lucida del collasso (che oggi è sotto i nostri occhi) della cultura contemporanea.

Baudrillard è sicuramente un autore che spesso sfiora il paradosso ma proprio per questo offre la possibilità di una riflessione nuova capace di reinterpretare questo mondo illusorio e simulato.

 


Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data fabio , 20 Marzo, 2008 08:56:58
    Articolo interessante