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Riflessioni per i credenti dalle certezze incrollabili

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Il priore Enzo Bianchi, intervistato da Daria Bignardi (La 7 - 28 gennaio), poiché è persona religiosissima ed intelligente e non vive di certezze incrollabili, ha parlato della difficoltà della fede, delle domande "senza risposta" (da qui la difficoltà) che un cristiano si pone davanti alla sofferenza, segnatamente degli innocenti. Ma riguardo a questo problema tanto dibattuto, ha aggiunto una considerazione particolarmente interessante. Ha affermato che spesso la sofferenza abbrutisce l'uomo, anziché elevarlo spiritualmente. Concetto particolarmente interessante se lo si confronta con quello espresso da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984): "Attraverso i secoli e le generazioni è stato costatato che nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia". E si aggiunge a quello di Renato Pierri che critica la Salvifici doloris nel libro "La sposa di Gesù crocifisso" (Kaos edizioni - 2001), e trattando il tema più ampiamente in un articolo su Italialaica (10 nov. 2010), scrive: "Moltissimi uomini si abbrutiscono proprio a causa della sofferenza...Spesso la sofferenza è distruttiva non solo del fisico ma anche dello spirito...Nulla dice Giovanni Paolo II, riguardo  alla sofferenza dei bambini. Anche i bambini scoprono il senso salvifico della sofferenza?". Resta difficile immaginare che nella sofferenza si nasconda una "particolare grazia", giacché riguarderebbe solo alcuni fortunati individui adulti. Questo dovrebbe far riflettere tutti quei credenti dalle certezze incrollabili, che si ostinano a vedere la mano di Dio anche nella sofferenza.

 

Elisa Merlo

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data elisa merlo, 06 Febbraio, 2011 17:04:31
    L'articolo è stato pubblicato oggi 6 febbraio da L'unità, nella rubrica lettere, col titolo: "Gli effetti della soffrenza"