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Manifestazione donne, Bersani il 13 febbraio in piazza

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Tante le manifestazioni per chiedere le dimissioni del Premier. Bersani: "Io in piazza con le donne. Se non si mette in moto di nuovo il protagonismo delle donne, la civiltà di un Paese rallenta”. Firma su www.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti
pubblicato il 31 gennaio 2011 , 1199 letture
L’appuntamento è per il 13 febbraio in tutte le città d’Italia, giorno in cui è stato lanciato un appello alle donne italiane a partecipare ad una giornata nazionale di mobilitazione, in difesa della dignità delle donne e per invocare a gran voce le dimissioni del Presidente del Consiglio. La parola d'ordine è: “se non ora quando?”, ad indicare che è tempo di ribellarsi dallo svilimento pubblico della figura femminile che viene consumato ogni giorno nelle televisioni e suoi giornali. Si chiede a Berlusconi di dimettersi perché “l’Italia non ha bisogno di un sultano, ma di un Presidente”, come si legge in uno slogan apparso la scorsa settimana a Milano. La protesta è ovviamente aperta anche agli uomini, che già numerosi hanno deciso di aderire.

Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha annunciato che parteciperà alla manifestazione delle donne a Roma. "È un'iniziativa molto importante – ha detto Bersani - e ho chiesto alla nostra gente di partecipare nel rispetto dell'autonomia di quel movimento. E siccome è aperta anche ai maschi, ci sarò anch'io. Mentre i dati sulla disoccupazione registrano i massimi storici – ha proseguito il Segretario Pd -, Berlusconi e il suo esecutivo paralizzano le istituzioni con le solite leggi ad personam. L'economia del Paese sta crollando, le casse dello Stato languono e il Parlamento è ostaggio dei problemi giudiziari del Capo del Governo. Insomma è giunto il momento della partecipazione e della mobilitazione collettiva e il Pd, oltre a battersi in Parlamento, lo farà nelle piazze al fianco dei cittadini".

Se non si mette in moto di nuovo il protagonismo delle donne – ha lanciato un monito Bersani -, la civiltà di un Paese rallenta. Spero che l'iniziativa abbia una grandissima risposta perché può essere una chiave di svolta".

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Intanto prosegue con grande vigore, la raccolta di “dieci milioni di firme per mandare a casa Berlusconi e il governo della destra”, lanciata dal Partito democratico, raccogliendo l’adesione di tanti cittadini stanchi e delusi dall’”insostenibile pesantezza dell’essere” del nostro Paese. Grazie all’ausilio di centinaia di militanti del Pd nel territorio nazionale, sono stati allestiti banchetti, gazebo e sono state organizzate diverse iniziative di piazza in tutta Italia.
La campagna di mobilitazione del Pd proseguirà nel mese di febbraio e si concentrerà il fine settimana del 12 e il 13 febbraio, proprio per permettere agli iscritti nei circoli ed ai simpatizzanti di contribuire a raccogliere le firme ed a dedicare il loro tempo, sempre volontariamente e gratuitamente: tratto distintivo ed unico del Partito democratico.

Le file di gente ai banchetti sono sempre più numerose e questo perché gli italiani vogliono esprimere con la propria firma nero su bianco, un forte dissenso verso il premier e la maggioranza sempre più vacillante, incapace di affrontare i problemi veri del Paese. “Moltissimi i cittadini che stanno aderendo per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio”, ha annunciato il responsabile dell’Organizzazione della Segreteria del Pd, Nico Stumpo. “La richiesta di adesione che ci è arrivata dai territori è stata così alta che abbiamo deciso di dare a ogni cittadino la possibilità di raccogliere lui stesso le firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi” ha dichiarato Stumpo.

Oltre ai gazebo del Pd che saranno allestiti il prossimo 12 e 13 febbraio, saranno i cittadini i protagonisti diretti di questa grande mobilitazione, anche per cercare di colmare il distacco tra la politica e l’opinione pubblica, che le vicende personali del premier hanno sicuramente accentuato distraendo per l’ennesima volta il governo dai problemi degli italiani.
Quindi non solo le organizzazioni locali e i circoli territoriali del Pd, ma tutti cittadini che lo vorranno potranno scaricare dal sito nazionale del Partito democratico il modulo per la raccolta di firme o firmare direttamente online all'indirizzo www.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti . Al termine della mobilitazione i moduli andranno spediti a "10 milioni di firme per mandarlo a casa", indirizzo: SPA service - Piazza Guglielmo Marconi, 14/D 00144 Roma o riconsegnati alle sedi locali del Partito democratico.


“Berlusconi ragiona come Sansone con i Filistei: pur di salvare se stesso è pronto a tutto e ad andare contro tutti. E’ ora che si faccia da parte”. Ha aggiunto in un’intervista a YouDem Tv il Coordinatore della segreteria del PD Maurizio Migliavacca. “E’ ora di presentare il nostro progetto per l’Italia, dire qual è la nostra proposta alternativa di governo. E la prima occasione sarà quella dell’Assemblea nazionale di venerdì 4 e sabato 5 febbraio a Roma”.

Sarà all’Assemblea di Roma che verrà definita la base per la proposta di patto per la crescita e il lavoro per il Paese. Proposta che secondo quanto ha annunciato il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il Partito metterà al centro del confronto con le altre opposizioni politiche e con le forze sociali per “mandare a casa” Berlusconi e superare il Berlusconismo.
Solo in Emilia-Romagna sono oltre 60mila le firme raccolte, in appena due giorni, nei primi banchetti allestiti dal PD in diverse città. Il via ufficiale alla campagna “Berlusconi dimettiti” è infatti coinciso con la Conferenza delle Donne del PD regionale, svoltasi a Parma sabato scorso. “Ovunque si allestisce un banchetto – ha commentato il Segretario del PD dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - la risposta dei cittadini è stata straordinaria”.

Le donne in particolare sono state e saranno le protagoniste delle proteste, proprio perché le più offese ed indignate dai tristi intrecci di potere e sesso che contorniano il Presidente del Consiglio.

A Piazza della Scala, al centro di Milano si è svolta la scorsa settimana una bellissima manifestazione, organizzata dalle donne democratiche, ma partecipata ovviamente anche da tantissimi uomini. Si parla di almeno diecimila persone che hanno espresso pacificamente il proprio sdegno verso la figura del premier Berlusconi ed hanno ribadito la propria volontà di esserci e di contare in un prossimo auspicabile futuro cambiamento, con un richiamo alla dignità personale ed alla collettiva degli italiani.

Tantissimi gli interventi in piazza della Scala: la Presidente del Pd Rosy Bindi; la Segretaria Cgil Susanna Camusso; il direttore dell’Unità, Concita de Gregorio, che ironicamente si è presentata come “la nipote di Indira Ghandi”; la presidente di Emergency Cecilia Strada più tanti rappresentanti del mondo culturale italiano. A Milano lo slogan ufficiale della manifestazione è stato: “Un’altra storia italiana è possibile”, con un simbolo da condividere: una sciarpa bianca simbolo di lutto per il Paese.
Ad Udine ad esempio, le donne sono scese in piazza per dire basta all'intreccio tra sesso, poteree denaro, unici soggetti della politica italiana, con una singolare iniziativa: centinaia di sveglie hanno suonato contemporaneamente, come ad indicare che è arrivata l'ora per i cittadini di svegliarsi e di reagire.

Lo striscione con su scritto “L'Italia non è un bordello”, ha aperto invece il lungo corteo di Firenze, accompagnato da suoni di pentole e coperchi, per chiedere a gran voce un necessario gesto di responsabilità al premier: le dimissioni.
E per il 6 febbraio è prevista addirittura una manifestazione ad Arcore. Si legge nell'appello organizzato dai Gruppi Viola: “Andiamo, sotto casa di Berlusconi a pretendere pacificamente che rassegni le dimissioni perchè rimane pur sempre un nostro dipendente, stipendiato con soldi dello Stato. Si sperava forse in un Programma Politico di Governo che non fosse rintanarsi in un postribolo con papponi e prostitute". Appello che in queste ore stanno raccogliendo tantissime le adesioni attraverso blog e Facebook.

Come ha detto il Segretario del Pd Bersani: “L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore”.

Anto.Pro.

 

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