Privacy Policy politicamentecorretto.com - Berlusconi parla di golpe morale, Finocchiaro e Franceschini firmano l'appello PD per le dimissioni. Bersani: "Parole eversive"

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Berlusconi parla di golpe morale, Finocchiaro e Franceschini firmano l'appello PD per le dimissioni. Bersani: "Parole eversive"

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Il segretario del Pd invita le opposizioni a prendere l'iniziativa. Finocchiaro: "Berlusconi è pronto a 'uccidere la libertà dell'Italia per salvare esclusivamente se stesso''. Franceschini: "Fare causa allo Stato è una stupidaggine assoluta"
pubblicato il 10 febbraio 2011 , 763 letture
Il Foglio anticipa il contenuto di un'intervista al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che commenta gli ultimi sviluppi del caso Ruby si dice convinto di poter trovare un "giudice a Berlino", ma che il vero giudizio per chi governa arriva dal corpo elettorale. "I pm di Milano non ce la faranno a mettere a segno il loro golpe perché in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica".

Bersani attacca: "Se, come dice Berlusconi le sue dichiarazioni nell’intervista rilasciata al Foglio, non sono uno sfogo, allora si tratta di parole semplicemente eversive. Se nella maggioranza c’è qualcuno che ha a cuore le sorti del Paese, dica qualcosa perché ci si sta avvicinando rapidamente alla soglia di allarme. Si pronunci nel Paese chiunque ha la possibilità di far sentire la sua voce. Tutte le opposizioni hanno il dovere di rinserrare le fila, di costruire un’iniziativa comune, e, come chiediamo da tempo, di rivolgersi agli italiani stanchi e turbati con la generosità di una proposta nuova e unitaria".


Intanto sta proseguendo in tutta Italia la raccolta delle firme a sostegno dell'appello lanciato dal PD ''Berlusconi dimettiti''. La campagna lanciata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, vuole arrivare a quota 10 milioni di firme per ribadire che ''l'Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i problemi reali del Paese: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana''.
Oggi i Presidenti dei Gruppi parlamentari del PD, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, hanno firmato l'appello al banchetto organizzato dalla Federazione romana del PD in Piazza San Lorenzo in Lucina.
Firma anche tu, puoi farlo online su www.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti.


Sembrano profetiche le parole di qualche ora fa della Finocchiaro: "Berlusconi? E' pronto a 'uccidere la liberta' dell'Italia per salvare esclusivamente se stesso'', ha detto la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, rispondendo alle domande dei cronisti dopo avere firmato in mattinata (insieme al presidente dei deputati democraticio Dario Franceschini) l'appello ''Berlusconi dimettiti'' in Piazza in Lucina a Roma.

A chi gli chiede cosa pensi di un possibile decreto per fermare le intercettazioni, la Finocchiaro ha detto: ''Di fronte a una legge gia' in parlamento e che giustamente e' stata filtrata da un fuoco di fila di osservazioni che vengono non soltanto dalle opposizioni, ma anche dalle magistrature associate e non, quindi anche da moltissimi magistrati impegnati in prima fila alla lotta contro la criminalita' organizzata che denunciano come questo provvedimento sarebbe destinato a mutilare tantissime indagini per reati molto gravi, il fatto di presentare un decreto legge e' un atto di arroganza e di protervia inaccettabile''.

''E' la mossa disperata -ha aggiunto- di chi tenta disperatamente di evitare l'atto finale, ormai scritto pero'.

E' dunque chiaro a tutti i cittadini che Silvio Berlusconi non puo' piu' essere il presidente del Consiglio di una repubblica democratica. Reca offesa alla dignita', all'autorevolezza, al decoro dell'Italia e degli italiani''.

Quanto alla minaccia di Berlusconi di ricorrere alla Corte di Strasburgo, la Finocchiaro ha commentato: ''Per quali violazioni? A differenza di Berlusconi credo che questo Paese non debba avere timore di alcuna sede di giustizia. Il problema e' che Berlusconi vuole uccidere la liberta' dell'Italia per salvare esclusivamente se stesso. Vuole sacrificare sull'altare di se stesso e dei propri processi la funzionalita' della giustizia, la lotta alla criminalita', la sicurezza dei cittadini''.


In qualsiasi altro paese o in qualsiasi altro periodo della storia italiana, un leader politico avrebbe capito quando il momento richiede un passo indietro: per il suo paese, per la sua coalizione, almeno per il suo partito. Questo non avviene perche' Berlusconi da sempre mette il proprio interesse personale davanti agli interessi del Paese''.

Lo ha detto il presidente deo deputati del Pd Dario Franceschini, che in mattinata, insieme alla presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro, ha firmato ad un banchetto in Piazza in Lucina a Roma, l'appell0 ''Berlusconi dimettiti''.

Berlusconi, ha aggiunto Franceschini, ''si proclama innocente e perseguitato, ma dovrebbe sapere che una persona che si ritiene innocente chiede di andare subito davanti ai giudici per difwendersi con orgoglio. E non usa invece qualsiasi strumento, anche legislativo per evitare i suoi processi a costo di devastare il sistema della giustizia italiana''.

''In realta' lui, ancora una volta, usa la maggioranza e il parlamento ed anche lo strumento legislativo per fermare i suoi processi. Dopo il menu degli anni scorsi adesso -ha affermato ancora Franceschini- siamo di fronte a processo breve e intercettazioni, cioe' un tutto finalizzato a fermare i suoi processi, anche a costo di devastare la giustizia italiana e impedire, con la limitazione delle intercettazioni, una lotta efficace contro la criminalita' o addirittura bloccando processi contro delinquenti comuni''.

Per quanto riguarda il documento contro i magistrati, ''mi pare -ha commentato Franceschini- si siano smentiti piu' volte nel corso della giornata. Fa ridere i polli una denuncia o causa contro lo Stato per attentati contro i ruoli del presidente del Consiglio. Fosse cosi' qualsiasi inziativa, della magistratura e poi della stampa, non si potrebbe fare perche' sarebbe un atto contro lo Stato. E' una stupidaggine che non sta ne' in cielo ne' in terra!''.

 

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