Privacy Policy politicamentecorretto.com - Positive critiche per il film di denuncia sociale "Socrate non può morire" di Giuseppe Messina

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Positive critiche per il film di denuncia sociale "Socrate non può morire" di Giuseppe Messina

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 

 

 

Positive critiche per il film “Socrate non può morire”, girato da Giuseppe Messina, regista, sceneggiatore, fotografo e compositore delle musiche della colonna sonora.
Film, tratto dall’ultimo capitolo del libro “Pagine superstiti e drammi di casta”, dello stesso artista, realizzato in collaborazione con la “Filicus Arte” della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Milazzo (nella cui sala si è avuta la “prima”) e del Mo.Di.Cu. (Movimento per la Divulgazione Culturale) di Barcellona. 
Un film che avvince dall’inizio alla fine e nel quale (come in diverse altre sue opere di Messina) emerge la denuncia sociale dei principali mali, che affliggono l’era contemporanea Protagonista Giuseppe Longano (ottimamente interpretato da Sebastiano Magazzù), un uomo che, per la propria attività al servizio del bene, sarà assassinato, da uno di quei giovani che sono suoi “discepoli”. Un omicidio, come si comprende seguendo il film, voluto dalla mafia per zittire un uomo che stava “spargendo il seme della giustizia e dei valori civici”. Da quel momento il film è tutto un susseguirsi di flashback (come dice in una sua critica Alfredo Anselmo) che riportano momenti di vita vissuta dal maestro Longano con un gruppo di ragazzi che educa ai valori. Approfondimenti ed indagini, del figlio della vittima e dei suoi amici, portano alla presenza oscura e pesante della criminalità organizzata, evidenziata dalla figura di un politico (magistralmente interpreto da Carmelo Coppolino Billè), implicato in vari loschi affari e che alla fine manifesta i suoi tormenti esistenziali.
Abbiamo letto diverse critiche, tutte positive, tra cui ricordiamo, oltre a quella del giornalista Anselmo, quelle dell’architetto Sergio Gallitto e del quotidiano ”Gazzetta del Sud”. Come non essere d’accordo con loro? Nella sua lunga carriera artistica, Giuseppe Messina ha sempre evidenziato e combattuto (e lo sabbiamo bene anche noi) con costanza e decisione ed impegno civile ammirevole, guerre, inquinamento, terrorismo, corruzione a tutti livelli, potere mafioso, intrecci ed interesse politico-mafiosi. Il film è una forte e appassionata accusa al potere politico colluso con quello criminale, ove il protagonista (alter ego di Messina, non a caso si chiama Giuseppe Longano, artista e letterato e strenuo difensore civile), che osa sfidare i potenti, è assassinato. Un’antica setta segreta, i “Giusti”, con la complicità del figlio, decide di vendicarne la morte, e lo fa in modo particolare (riferimento a “Todo modo” di Sciascia?). Film vigoroso, ove tutte le figure sono negative e perdenti (tranne ovviamente quella di Longano), che prima indica la soluzione in una “giustizia” non divina né terrena, e alla fine si riscatta con la possibilità della risposta nel risveglio di una coscienza morale e civile, prima personale, e poi collettiva. In questo film Messina si ritaglia un piccolo cameo, come non mancava mai di fare il grande regista A. Hitchcock. Roberto Saviano afferma che il potere mafioso teme gli intellettuali, le loro denunce, le loro opere, da qui il suo impegno. Giuseppe Messina sta ricevendo per e-mail (messina.giusep@tiscali.it) molte richieste del dvd che non è in distribuzione, ma che si riceve inviando una libera offerta per le attività culturali future del Mo.Di.Cu.
Nei prossimi giorni il film sarà proiettato nella città di Barcellona Pozzo di Gotto, presso il Teatro dell’Oratorio Salesiano. Previste anche proiezioni negli istituti scolastici per far cogliere ai giovani, come le scelte di vita, i valori fondanti e i principi teorici, abbiano influito sull’agire dell’uomo Socrate, simbolo di coerenza e di legalità. Nella foto vediamo al centro (con la barba) Giuseppe Messina con un gruppo degli attori che hanno preso parte al film con trasporto affettivo, entusiasmo ed abnegazione. Sono (tra parentesi il personaggio a cui hanno dato vita): Sebastiano Magazzù (maestro Giuseppe Longano), Salvatore Torre (Salvatore Longano), Carmelo Coppolilo Billè (onorevole mafioso Ducedio Maria Namidia), Franco Giunta (commissario Franco Balestra), Giuseppe Caldarella (Raffaele, il confidente), Salvatore Messina - 1° (Giovanni, l’accusatore dell’associaz. Dei Giusti), Salvatore Messina - 2° (componente dell’associazione Dei Giusti),  Maria Torre (intervistatrice), Andrea Bucolo (Tonino, l’assassino del maestro Longano), Giuseppe Fazio (Pasquale Trezza, il mafioso che costringe Tonino ad uccidere il maestro), Giovanni Giuffrè (Pietro Pico, mafioso killer di fiducia dell’on.  Namidia), Nunzio Donato (Andrea, padre di Tonino), Nella Parisi (Nella, madre di Tonino), Carmelo Eduardo Maimone (Attilio Mitto, amico del maestro Longano), Simona Perdichizzi (Giusi Bellatempra, compagna di Salvatore Longano), Francesca Messina (Francesca, componente l’associazione dei Giusti con il compito della difesa nel processo all’on Namidia), Claudia Celi (componente dell’associazione Dei Giusti), Francesco Anania (dott. Fanti), Dora Bucca e Francesca Mandanici (conduttrici televisive), Giuliana Perrone (moglie dell’on. Namidia), Luana Salmeri (componente dei Giusti), Padre Marco D’Arrigo (interpreta di se stesso). Altri interpreti: Laura Bertè, Francesco D’Amico, Andrea Alioto, Nerina Fazio, Marco Patti, Fabio Lisanti, Alessandro Monteleone, Daniela Lenzi, Alessandro Previti, Gabriele Bonfiglio, Giuseppe Calvo (ha anche concesso che si ambientassero alcune scene nella sua villa), Francesco Pino, Tiziana Cambria e Marco Costa. Inoltre un importante contributo, con la loro partecipazione, hanno dato i ragazzi del gruppo “Giovani in Missione” dell’Oratorio “Don Peppino Cutrupia” della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” di Milazzo. Un grazie è stato rivolto anche a Carmelo Nuccio Antonucci e Fortunato Antonuccio del “Laboratorio Idee” di Milazzo, per aver fornito rispettivamente il  furgone e l’autovettura per la scena del sequestro dell’on. Namidia.
Non possiamo non soffermarci su Giuseppe Messina, ritenuto uno dei più apprezzati e validi artisti siciliani (scultore, pittore, poeta e scrittore a 360°), più volte invitato da Circoli Didattici a tenere seminari d'aggiornamento per insegnanti sui temi “Educazione all’immagine e Beni Culturali”; ha tenuto anche conferenze ed è stato docente in diversi Istituti di scuola media superiore per i progetti di “Storia della Sicilia, delle tradizioni popolari e del folklore”, di pittura e scultura e di teatro (dizione, recitazione, mimo e portamento), mettendo in scena il suo atto unico, per l’educazione alla legalità, dal titolo “Nel segno di Socrate una storia che deve cambiare” (ampliata nel film). Ricordiamo che, come  scultore e pittore, ha realizzato pregevoli opere che possono essere ammirate in esposizioni pubbliche e private in Italia (ha esposto anche assieme ad artisti come S. Fiume, E. Calabria, R. Guttuso, R. Brindisi ed altri grandi) e anche all’estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canadà, U. S. A., Inghilterra, Malta, e in diverse città europee).Particolare il suo interesse per la letteratura e la mitologia classica. Per i suoi tre poemi endecasillabi, dedicati ad Omero ( “Odissea ultimo atto” - pubblicato a cura del Movimento per la Divulgazione Culturale; “La leggenda di Omero” - Edizioni Bastogi - e “Stirpi di Atlantide”) gli è stato conferito il Premio speciale della Giuria (Medaglia d’Oro del Senato della Repubblica) a Palazzo Barberini in Roma, al concorso letterario dedicato ad Antonio De Curtis, in arte Totò. E’ l’apprezzato autore anche di diverse opere teatrali (“Nel mitico regno di Eolo”, “Lamento per Placido Mandanici”, “5 gennaio 1984 – Testamento teatrale”, “Non sono Cyrano di Bergerac”,…), nonché, come scultore, di opere in legno, in pietra arenaria (tra cui “Ciclope nel vento”, opera donata nel 2002 alla sua città natale, Barcellona), in granito, in ossidiana e in bronzo (come i monumenti dedicati allo storico della città di Barcellona Pozzo di Gotto, Nello Cassata, e quello in onore all’eroe della Prima guerra mondiale, Luigi Rizzo, posto sul porto di Milazzo). L’artista ha lanciato l’idea per l’istituzione del “Premio città di Barcellona Pozzo di Gotto” per il quale ha creato e donato lo stesso trofeo bronzeo “Longano”, simbolo di questa città, con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi Correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi (conduttrice del programma di Raiuno “Linea Blu”), l’attrice Francesca Chillemi (“Miss Italia” 2003) ed altri importanti personaggi.
Nel  2006, in occasione del quarantesimo anniversario della sua attività artistica, il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano gli ha conferito la targa d’argento. Quest’anno, in occasione del 45° anniversario della sua attività artistica festeggiata anche con la realizzazione di questo film, l’Accademia “Amici della Sapienza” di Messina (nell’ambito della Settimana della cultura), gli ha consegnato il “Premio alla Carriera”, consistente in un trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana.  Un artista, sempre attivissimo. Adesso ha in preparazione (30 aprile 2011) una mostra antologica di scultura, pittura e grafica nell’antico duomo del Castello di Milazzo, ove presenterà anche la sua produzione letteraria. In tale occasione il maestro terrà anche una “lectio magistralis” agli alunni delle quinte classi delle scuole medie superiori.
E’ davvero un “magico” artista in tutto quello che crea, e ha creato, come pittore, scultore, scrittore, poeta… ed ora, anche come musicista, produttore, regista… come ce ne ha dato prova in questo film “Socrate non può morire” in cui lancia un messaggio per far tutti riflettere tutti per un mondo migliore.

Invia commento comment Commenti (0 inviato)