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RIFORMA CGIE: MARINO (PD), SBAGLIATO IMPIANTO DELLA LEGGE, COME DIMOSTRA PARERE IN PARTE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE BILANCIO

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"La riforma di Comites e CGIE che si discute oggi al Senato è il frutto di un lavoro che non tiene in alcun conto le indicazioni e le richieste di dialogo avanzate dagli stessi organismi interessati e del mondo dell’associazionismo e stravolge negativamente le rappresentanze di base e il CGIE”.
È quanto afferma Eugenio Marino, Responsabile nazionale per gli italiani nel mondo del PD a proposito della discussione che si tiene oggi al Senato sulla riforma di Comites e CGIE.
“Anche il lavoro emendativo che si sta tentando in queste ore – continua Marino – non sana i gravi problemi dell’impianto generale che la bozza Tofani ha generato e rischia addirittura di peggiorarla”.
“Non è infatti possibile pensare – prosegue l’esponente PD – che solo re-introducendo alcune pur importanti componenti dell’emigrazione o giocando sui numeri si possano recuperare i danni che si stanno infliggendo al sistema di rappresentanza degli italiani all’estero, che va certamente riformato, ma in tutt’altra direzione da quella della bozza Tofani”.
“Mi auguro – conclude Marino – anche in funzione del parere in parte negativo della Commissione bilancio, che l’Aula possa decidere oggi un rinvio dell’approvazione del disegno di legge e un ritorno in Commissione, dove aprire una fase di maggior dialogo e approfondimento proprio con gli organismi interessati alla riforma”.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 31 Marzo, 2011 13:16:34
    Caro Marino, forse a lei non piace la proposta di Tofani specialmente all´art. 9 – "il senatore – stabilisce la durata in carica dei componenti del Comitato, pari a 5 anni, e la decadenza dalla carica in caso di mancata partecipazione non giustificata ai lavori del Comitato per tre sedute consecutive, mentre il 10 riguarda la partecipazione ai Comitati, per cooptazione, di cittadini stranieri di origine italiana che hanno contribuito a conferire particolare prestigio alla comunità italiana. L'articolo 12 riguarda il sistema elettorale dei Comitati, mediante il voto di lista e individua al comma 8 le categorie di soggetti che non possono essere candidati". A questa categoria appartengono i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all'estero, coloro che detengono cariche istituzionali e i loro collaboratori salariati, i soggetti che rivestono cariche rappresentative presso gli Istituti di Patronato e di assistenza sociale, nonché i funzionari di uffici consolari di seconda categoria e i corrispondenti consolari. E ancora, sono ineleggibili gli amministratori e i legali rappresentanti di enti gestori di attività scolastiche che operano nel territorio del Comites, gli amministratori e i legali rappresentanti dei comitati per l'assistenza che ricevono finanziamenti pubblici e gli editori di testate di informazione quotidiana e periodica, nonché i legali rappresentanti di emittenti radiofoniche e televisive che a qualunque titolo ricevono finanziamenti o contributi da parte dello Stato italiano. Come noterá egregio Marino, c´e un po´ di tutto all´estero.Dal dirigente di Patronato che sta nel Comites all´editore che riceve soldi pubblici che sta anche nel CGIE