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Anche a Berlino mobilitazione contro la vergogna del processo breve

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Garavini (Pd): “Garavini (Pd): “Le contestazioni al Ministro Alfano a Berlino espressione dell’indignazione della gente per le leggi che ledono la nostra Costituzione”

 

“Le contestazioni al Ministro Alfano a Berlino da parte della comunità italiana esprimono la stessa indignazione che ha portato l’opposizione a fare ostruzionismo per tre settimane alla Camera contro il processo breve.” Lo dice Laura Garavini, deputata del Pd residente in Germania e fondatrice di ‘Mafia? Nein Danke!’, l’associazione che ha promosso un’azione di protesta all’Università Humboldt di Berlino contro il Ministro della Giustizia italiano, Angelino Alfano. Il Guardasigilli, che avrebbe dovuto tenere una lectio sulla criminalità organizzata internazionale nell’università tedesca, ha disdetto all’ultimo minuto.

Importante l’eco della iniziativa sulla stampa nazionale e tedesca. Qui di seguito i link degli articoli del ‘Corriere della Sera’, dell’Unità e sulle testate tedesche:

http://www.garavini.eu/wp-content/uploads2/corriere_15.4.11.PDF

http://www.garavini.eu/wp-content/uploads2/unita_15.4.11.PDF

http://www.neues-deutschland.de/artikel/195581.
berlusconis-justizminister-kniff.html?sstr=garavini

Roma, 15 aprile 2011

 

Invia commento comment Commenti (3 inviato)

  • Inviato in data Carmine Gonnella , 17 Aprile, 2011 08:17:04
    Onorevola ( buon giorno) sta sparando nella mischia. Non vedo nessun nesso tra il processo breve e la presunta mafia all' estero. In secondo luogo, non basta dire che il processo breve lede la nostra Costituzione, senza menzionare nessuno articolo...La Costituzione e' composta di 139 articoli. La prossima volta sii piu' precisa e coincisa
  • Inviato in data rosario cambiano, 16 Aprile, 2011 06:04:09
    Ovviamente tutto organizzato da lei.Meno male che i tedeschi se ne fregano di cosa succede in Italia.A loro interessa solo tirarci la solita pietra e in questo caso fornita da lei.
  • Inviato in data rosario cambiano, 16 Aprile, 2011 06:04:08
    Un mio amico mi ha pregato di pubblicare quanto segue. Da anni il parlamento, infettato dall’antiberlusconismo, ci consegna pagine oscure. Basti pensare al linguaggio che di solito viene usato dall’Idv, e da Di Pietro in particolare, per insultare la maggioranza e il premier. Un linguaggio da postribolo, che raramente viene fermato dal presidente della Camera, il quale, se interviene, non ha mai la fermezza e il coraggio di interrompere l’indisciplinato parlamentare. Ieri invece abbiamo vissuto una giornata politicamente molto significativa. Il momento più alto è stato quando, nella votazione segreta voluta dall’opposizione, si è scoperto che in seno ad essa alcuni la pensano come la maggioranza, al punto che le hanno dato il voto. Non ci poteva essere schiaffo peggiore. Convinta di rastrellare voti alla maggioranza si è trovata a vivere scopertamente la propria contraddizione. Infatti, le accuse che l’opposizione ha rivolto al disegno di legge relativo alla prescrizione breve sono infarcite di grossolane menzogne, che sono continuate nonostante le precisazioni del governo e di altri esperti del diritto non schierati. In particolare sono risultate frutto di sciacallaggio le accuse secondo le quali questa prescrizione breve avrebbe fatto morire i processi sulla strage di Viareggio e sul terremoto dell’Aquila. Balle. Essi si prescriveranno in tempi biblici (2040 e 2033). Questo modo di fare non paga, e così alcuni parlamentari dell’opposizione hanno voluto manifestare apertamente il loro disagio. A mio avviso, è un campanello d’allarme per l’opposizione. L’antiberlusconismo ha fatto il suo tempo. Insistervi significherebbe condannarsi a ripetute sconfitte. Non sono riuscito a vedere la faccia di Bersani, ma doveva essere viola, più viola dei quattro scalmanati che manifestavano fuori dell’Aula. In pratica, è stato come chiamare uno a testimoniare a proprio favore, e quello invece testimonia in favore dell’avversario. Chi sa se a Bersani è anche venuta la bava alla bocca. La prescrizione breve è, in realtà, un primo passo verso la riforma della giustizia. Una prima prova. Una prova generale. Sta dimostrando che il governo non si ferma e che, come ha detto nel suo intervento Cicchitto, non ha paura e non si farà processare in piazza. Così mi piace il centrodestra. Quando mostra i muscoli rispetto alle menzogne e al fango di cui l’opposizione cosparge il Paese.