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Care e cari Milanesi

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di Felice Besostri

Senatore della Repubblica per Milano nella XIII legislatura (1996-2001)


 

Quest’anno raggiungeranno il diritto di voto i nati dei primi 5 mesi del 1993, non saranno gli unici a votare per la prima volta, se andranno a votare, ma è una data simbolo perché sono passati  18 anni dall’ultima elezione, in cui i socialisti non presentarono un proprio candidato a Sindaco. Sostennero Piero Borghini, esponente di una sinistra mai nata in Italia, che in nome di Berlino 1989 si fosse lasciata alle spalle, für ewig (per sempre), Livorno 1921. Viene, a noi socialisti di oggi, una triste tenerezza a leggere le cronache di quei giorni con i risultati di un referendum interno tra i quasi 4.000 iscritti di allora ( Corriere della Sera, 15 aprile 1993) e con il mago dei numeri degli eredi del PCI, Stefano Draghi, che profetizzava le possibilità di una vittoria della Sinistra con una probabilità di 8, forse anche 9, su 10. Se non avessero scelto un candidato sbagliato come Nando Dalla Chiesa e non avessero deciso di espellere dalla Sinistra i socialisti, cioè quelli che avevano fatto grande Milano e che avevano tanti nomi e volti diversi, non solo quello di Mario Chiesa.

    Sappiamo come è andata a finire, da 18 anni Milano è governata dalla destra e la città forse è da bere, ma non certo da respirare: siamo fuori da tutti i parametri della qualità dell’aria. La Milano, già capitale morale ed economica d’Italia è diventata la capitale delle bronchiti croniche e del precariato.

    Negli indici della qualità della vita Milano è precipitata al 54° posto e il fatto di occuparlo insieme a Roma non è una consolazione. Dovessimo fare un bilancio del crescente influsso politico della Lega basterebbero questi dati: il degrado della Capitale del Nord e Roma, invece, che diventa Capitale d’Italia con norma costituzionale.  Non è tempo di nostalgie o di rimpiangere occasioni perdute, ma di impegni e proposte, grazie al fatto che il candidato Sindaco del Centro Sinistra, Giuliano Pisapia, ha richiamato più volte come modelli e fonte di ispirazione le Giunte a direzione socialista, quelle di Caldara e Filippetti all’inizio del secolo scorso e da Greppi( il Sindaco della ricostruzione) e Cassinis (il Sindaco della Metropolitana) ad Aniasi e Tognoli nel secondo dopoguerra, nonché le grandi città europee con sindaci socialisti democratici, Berlino, Parigi, Zurigo, Ginevra e Barcellona, per nominarne alcune.

    Il partito socialista è stato fondato a Genova, ma la sua fondazione politica ed intellettuale è milanese.

    A Milano era edita la Critica Sociale, di Milano la Società Umanitaria e milanesi di adozione due grandi personaggi del socialismo italiano: Filippo Turati e Anna Kuliscioff. Turati era un lombardo, ma Anna russa di origine ebraica e formata all’Università di Zurigo. Quanto diversa e accogliente era Milano! Senza le ansie e le paure per lo straniero: ritrovare la fiducia in se stessa e la capacità di dare speranza ai giovani e tranquillità agli anziani devono essere i primi obiettivi di una nuova Milano. Qui e non altrove può nascere una nuova Italia con Palazzo Marino al centro dell’iniziativa: non più dependance delle ville di Arcore o dei residence di via Olgettina.

    Milan l’è un gran Milan, lo capiscono tutti, anche i non milanesi di origine, che sono la stragrande maggioranza degli abitanti di questa città, ma come fare quando la storia pare essersi interrotta bruscamente con il Pio Albergo Trivulzio nel 1992 e la memoria si fa pesante? I pochi nomi fatti di persone, riviste e scuole di formazione professionale nelle righe precedenti, forse gli stessi nomi di sindaci socialisti, non evocano più nulla agli abitanti di Milano nati dopo il 1975, l’anno di nascita dei diciottenni del 1993 o che si sono trasferiti a Milano negli ultimi vent’anni, provenendo anche da altre lingue e culture: eppure i cittadini comunitari hanno diritto teorico di voto alle elezioni amministrative e quindi si dovrebbe parlare anche a loro. In una campagna elettorale di pochi mesi (si vota il 15 maggio per il primo turno) è difficile rimontare i ritardi e non abbiamo, parlo sempre dei socialisti milanesi, i mezzi finanziari per massicce campagne di stampa e pubblicitarie per una propria lista, ma siamo presenti in quelle collegate a Giuliano Pisapia. Possiamo, però, sempre fare capire ai nostri concittadini, che conoscono l’Europa e possono fare confronti, che, se nel complesso l’amministrazione è migliore, i trasporti pubblici più efficienti e teatri e istituzioni culturali al primo posto nelle priorità cittadine, questo dipende anche da un sistema politico dove il polo progressista e di sinistra è, di norma, costituito da un partito socialista democratico.

    Viaggiando per l’Europa, di cui geograficamente e storicamente e ora, grazie all’Unione Europea, anche istituzionalmente facciamo parte e faremo  parte prescindendo dalle farneticazioni leghiste, possiamo costatare che le diverse convinzioni religiose, come non averne alcuna, non influiscono sulle scelte politiche e programmatiche dei cittadini, mentre in Italia la difesa della laicità delle istituzioni è necessaria. I due figli di Filippo Turati e Anna Kuliscioff, entrambi socialisti e miscredenti, sono diventati il ragazzo un abate e la ragazza una suora di clausura: Milano è capace di questi miracoli e di storie che si intrecciano e alla sua rinascita dovrebbero contribuire credenti solidali e laici egalitari. Vestita diversamente e con diversi colori di pelle, la fiumana di popolo, rappresentata nel famoso quadro, significativamente di proprietà del Comune di Milano, “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, si deve rimettere in moto con lo stesso sguardo limpido e con la stessa determinazione nel volto per una città che rappresenti tutti i suoi cittadini, che non lasci nessuno da parte e offra a ciascuno la possibilità di esprimere il meglio di sé.

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