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“Commento agli 'Statuti' della Collegiata di Massafra”. Importante saggio di Giulio Mastrangelo

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“Commento agli 'Statuti' della Collegiata di Massafra”.  E’ questo il titolo del saggio di Giulio Mastrangelo inserito nel libro annuario stampato per la Festa patronale Madonna della Scala dall'omonimo Comitato e dall’Archeogruppo “E. Jacovelli” onlus. Il Capitolo Collegiale di Massafra,  ha più di mille anni ma non li dimostra. Viene proprio da esclamare così, leggendo questo pregevole e inedito “Commento agli 'Statuti' della Collegiata di Massafra”, che reca in appendice la trascrizione certosina del lungo testo degli “Statuti dell'Insigne Collegiata Chiesa di Massafra”, custodito nel 1° Libro di Carte Varie dell'Archivio Capitolare di Massafra.
L'Autore Giulio Mastrangelo, commentando gli 'Statuti', ci fa conoscere le prerogative godute da tempo immemorabile dalla Chiesa di Massafra e che ne facevano una Chiesa Cattedrale più che una Collegiata.
La ragione, secondo l'Autore, sta nel fatto  che i vescovi di Mottola, nella cui diocesi Massafra rientrava, per più di 4 secoli (a partire dal 1356 quando Mottola fu saccheggiata e completamente rasa al suolo) risiedevano stabilmente nella Città di Massafra.
Anzi risiedere a Massafra per loro, più che una consuetudine, era una necessità in quanto ancora, alla fine del '600, Mottola era in precarie condizioni. E quando nel maggio 1775 il vescovo Ildefonso Ortiz Cortes arriva a Mottola, lamenta di non aver potuto prendere possesso del palazzo vescovile perchè esso si presentava “logorato dalla vecchiezza e grondante acqua da tutte le parti” tanto che sembrava negare anche l'accesso.
Sono quindi passate in rassegna le norme sulle funzioni esercitate (servizio del coro e ammissioni dei laici agli ordini minori) e sulla organizzazione del Capitolo collegiale, sulle Dignità che lo governavano.
Prendendo spunto da tali norme, Giulio Mastrangelo  traccia la lunga storia della Chiesa di Massafra e dimostra, sia sulla scorta dei documenti superstiti dell'Archivio Capitolare (che ha subìto negli ultimi 150 anni spogliazione e dispersione di molti atti) e sia sulla base di altre fonti documentarie più antiche, che il Capitolo Collegiale di Massafra ha più di Mille anni.
Il decano Giovanni, infatti, (stando alla fonte più antica che parla di Massafra) è l'estensore del giudicato del 970 emesso nel castello di Massafra dal gastaldo Trifilio: nello stesso documento compare anche un altro ecclesiastico, il presbitero Ursileo al quale è riconosciuta una particolare dignità dal momento che firma subito dopo il gastaldo.
Proprio dalla presenza contestuale in detto atto di due dignità canoniche l'Autore trae argomento per ipotizzare che Massafra nel X secolo avesse un Clero già strutturato come collegio clericale.
Per sostenere tale tesi, Mastrangelo si avvale anche dei risultati delle indagini archeologiche che dimostrano che la più antica tra le numerose chiese rupestri esistenti risale addirittura al V-VI secolo, cioè ad età tardo antica.
Robeero Caprara e Franco Dell'Aquila hanno datato appunto al V-VI sec. una chiesa triconca di derivazione africana, rinvenuta nella Gravina Madonna della Scala. Al VI-VII secolo sono datate le chiese rupestri della Buona Nuova e di San Marco. Vi sono altresì chiese datate all’VIII-IX secolo, cioè a epoca longobarda, come la chiesa aniconica c.d. cripta inferiore nel villaggio di Calitro o Vallis Rosarum (ora di Madonna della Scala), la chiesa rupestre attribuita a un San Lorenzo da Massafra (di cui residua la parte absidale sul presbiterio dell’Antica Chiesa Madre) nonchè la chiesa di Santa Lucia posta sull'Appia e quella dedicata a Santa Marina nel villaggio rupestre di S. Marco. Cioè prima del X secolo Massafra aveva già una decina di chiese officiate da altrettanti chierici.
Nel XII e XIII distinti atti attestano l'esistenza a Massafra di un Arcidiacono, carica canonica svolgente funzioni vicarie del Vescovo.
Per la sua importanza, il Capitolo di Massafra porta, ab immemorabili, il titolo di Insigne.
Un saggio che svela nuovi scenari per la storia della Chiesa a Massafra, che rivela una grande massa di notizie relative alle chiese di Massafra nel Medioevo. Proprio tali documenti consentono all'Autore di identificare la chiesa anonima di Serafino o di vico III Canali con la chiesa di San Pietro alla Gravina nonché la chiesa della Buona Nuova con quella di San Giorgio.
Concludendo, Mastrangelo auspica che ai vari filoni di indagine ancora aperti, altri vogliano dedicare i loro studi per scrivere una pagina definitiva.
Nella foto (facciata dell’antica Chiesa Madre sotto il titolo di San Lorenzo), la copertina del saggio che è stato stampato presso la Tipografia Piccolo di Crispiano, e che si trova al centro del libro annuario stampato in occasione desteggiamenti 2011 in onore della Madonna della Scala dall'omonimo Comitato Festa e dall’Archeogruppo “E. Jacovelli” onlus.  L’autore  (come ci ha detto) desidera ringraziare, anche  tramite noi, don Baldassare Chiarelli, Arciprete-parroco della Parrocchia di San Lorenzo Martire di Massafra, per avergli consentirlo di accedere alle carte dell’Archivio Capitolare, un privilegio riservato a pochi, e, soprattutto, di pubblicare il testo degli Statuti. Prodigo di suggerimenti e spunti di riflessione, anche in occasione del presente lavoro, è stato il prof. Roberto Caprara che l’autore ringrazia vivamente. Ringrazia, inoltre, il prof. Carlo Dell’Aquila, la prof.ssa Chiara Mastrangelo e Umberto Ricci, autore di gran parte delle foto che illustrano il saggio.

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