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Con Pier Luigi Bersani il “progetto per l’Italia” e l’officina riformista europea

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La crisi democratica, economica e sociale, che sta attraversando l’Europa, che in Italia si manifesta in modo drammatico, necessita di una forte, chiara e convincente risposta politica.
Il governo della destra si sta dimostrando incapace di affrontare i reali problemi del Paese, incapace di svolgere la sua essenziale funzione di tutela dell’interesse pubblico.
In un contesto di globalizzazione, il buon funzionamento del Paese passa anche attraverso l’immagine che di noi hanno all’estero. Le recenti vicende che hanno visto protagonista il nostro Presidente del Consiglio hanno contribuito a dare un’immagine negativa del nostro Paese. E proprio noi, italiani che viviamo in Europa, ne siamo i diretti testimoni.
Guidato da Pier Luigi Bersani, il partito democratico assolve al suo compito storico: prepararsi alla guida del governo nel contesto di una rigorosa opposizione politica e sociale per il bene dell’Italia.
La grande manifestazione dell’11 dicembre 2010 ha visto scendere in tutte le piazze d’Italia, ed in molte città all’estero, milioni di cittadine e cittadini italiani che hanno dato grande prova di maturità e di sensibilità di fronte alla caduta di fondamentali valori morali della classe politica, attualmente, alla guida del Paese.
Ecco perché, l’8 marzo 2011, a Palazzo Chigi, in occasione della Giornata Mondiale della Donna, sono state consegnate le 10 milioni di firme della petizione proposta dal Partito democratico, per le dimissioni del Presidente del Consiglio.
Lo scenario internazionale, in continua evoluzione, richiede forti innovazioni e grandi riforme. Le grandi sfide della globalizzazione impongono scelte precise e coraggiose, conciliando competizione, flessibilità e dinamismo con la salvaguardia di alti livelli di solidarietà e coesione sociale, di tutela dei diritti e della libertà dei cittadini, di qualità di vita.
Guardando ai tagli ai finanziamenti della lingua e cultura italiane, alla chiusura di molte sedi consolari, alla riduzione degli Istituti di Cultura, a ogni capitolo di spesa che riguarda le nostre comunità nel mondo, appare evidente la non volontà del governo attuale di aprirsi ad una politica attiva, sociale e culturale.
Una politica frammentaria si rivela troppo debole, priva di memoria storica ed incapace di assolvere agli interessi dei cittadini italiani, sia nel contesto nazionale che in quello internazionale.
Il Partito democratico ha proposto valide soluzioni ai tanti problemi che affliggono l’Italia partendo dalla politica del lavoro, a quella della famiglia e delle politiche sociali delle donne, dei giovani, dell’ambiente ed è impegnato in una seria, responsabile e costruttiva battaglia di opposizione al governo attuale. Il Segretario Pier Luigi Bersani ha gettato serie e garantite basi per la concretizzazione di un partito di governo che rappresenti l’unica vera alternativa all’attuale situazione e che, rafforzandosi, possa scardinare l’immobilismo politico sociale, il degrado politico, morale e umano in atto.
Perché siamo impegnati, contro tutti i leghismi interni e esterni, a salvaguardare l’unità della Repubblica in una Europa unita e solidale.
Ed è per questi motivi che noi sosteniamo il Segretario Pier Luigi Bersani, perché vediamo in lui l’unica persona capace di scelte chiare e coraggiose, non influenzate da tesi sostenute dalle varie correnti organizzate.
Per restituire al nostro partito quel consenso popolare e recuperare gli ideali fondanti la nostra fede politica, occorre rilanciare il nostro impegno di donne e uomini a sostegno di una politica democratica e riformista che sappia richiamarsi alle esperienze del socialismo democratico europeo e che sappia affermare, senza tentennamenti o cedimenti, alcuni valori fondamentali quali: la solidarietà sociale, l’uguaglianza, la tutela dei più vulnerabili e la libertà per tutti i cittadini.
È necessario quindi che alla base si consolidi e continui la fase di rinnovamento dei quadri e dei responsabili, negli incarichi politici a ogni livello come in ogni candidatura elettiva, con particolare attenzione alle donne ed ai giovani, ancora troppo poco presenti.
Noi crediamo sia nostro preciso dovere batterci per rimettere al centro una politica attiva a difesa dei diritti dei lavoratori, dei giovani, degli anziani e mirata alla tutela degli interessi della collettività italiana all’estero. Su tali obiettivi è indispensabile l’alleanza ed il dialogo con le forze riformiste, democratiche e socialiste di tutto il mondo con particolare attenzione alle attività svolte in seno al Parlamento Europeo di Bruxelles e  Strasburgo, nell’Alleanza dei Socialisti e Democratici, che riunisce il Partito democratico e il Partito del socialismo europeo.
Noi ci impegniamo e ci battiamo per un Partito democratico che:
- sostenga e si riconosca, senza condizionamenti derivanti da altre correnti interne, il     Segretario Pier Luigi Bersani;

- sia portabandiera dei valori della sinistra democratica e riformista in Italia, in Europa e nel  Mondo, sostenendo i Partiti socialisti e progressisti locali in tutti i loro cimenti politici con particolare riguardo ai partiti più impegnati a valorizzare  i processi  integrativi delle comunità emigrate, il protagonismo politico e sociale dei nostri giovani e delle nostre ragazze;

- metta in atto una politica a difesa degli interessi della collettività italiana all’estero;

- rimetta al centro una politica attiva a difesa dei diritti dei lavoratori e dei meno abbienti;

- scelga la sua classe dirigente in base ai giusti principi della meritocrazia senza distinzione di genere e di età, attraverso assemblee congressuali o con il sistema delle primarie, fondato sulla pari dignità delle candidate e dei  candidati in campo, estendendo la partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Per queste ragioni nasce “Officina Riformista Europea”.
Vogliamo rafforzare la costruzione del nuovo progetto riformista ed un forte soggetto politico  di governo che guardi al futuro partendo dalle tante potenzialità della comunità italiana in Europa e nel mondo: le professionalità, le intelligenze, le esperienze umane e politiche di milioni di uomini e di donne che entrano in campo per dare un’ alta e nuova  moralità all’impegno politico: per il bene dei nostri figli, per l’avvenire  dell’Unione europea e della nostra Patria.

Sottoscrivi anche tu questo documento inviando la tua adesione a:
info@giannifarina.eu


On. Gianni Farina
Roma, Camera dei Deputati 4 maggio 2011

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 04 Maggio, 2011 21:18:18
    Un amico mi ha contatato e pregato di inviarle il commento che segue. La storia del contadino e della ricottina. Quella che insegna come sia buona regola mantenere i piedi per terra e non lasciarsi cogliere dalle fantasie. Soprattutto quelle della fantapolitica! La delusione dell’opposizione è ormai diventata talmente forte da apparire quasi insopportabile. E’ dalla primavera scorsa che predice il tramonto berlusconiano e la fine imminente del governo del centro destra. Non solo. E’ sempre da allora che, dando per ormai acquisite le proprie previsioni, si affanna a disegnare nuovi scenari politici che prevedono, sempre e comunque, l’avvento al governo di uno schieramento mai completamente definito in cui di volta in volta viene prevista la partecipazione o del Pd e del Terzo Polo, o del Pd e dell’Italia dei Valori oppure di tutti insieme appassionatamente in nome della suprema esigenza di cacciare il Cavaliere. E’ dall’estate scorsa, dunque, che l’opposizione compie questi sforzi sovrumani di fantapolitica. Ma è da settembre che ogni volta in cui il Parlamento è chiamato a dare concretezza alle attese dei nemici di Berlusconi, scatta inesorabilmente la delusione. I voti non corrispondono mai agli auspici. La maggioranza viene costantemente premiata e la sinistra inesorabilmente battuta. Con un effetto depressivo che all’inizio era appena accennato, che successivamente si è manifestato in tutta evidenza e che ora, dopo l’intesa tra Lega e Pdl sulla politica estera e l’ennesima musata di chi aveva ancora una volta dato per certa la fine del berlusconismo, questa volta per mano di Umberto Bossi, è destinato ad esplodere in maniera devastante. Nel Pd Walter Veltroni ha già preannunciato l’avvio di una campagna tesa a cacciare il segretario Pierluigi Bersani ed a mettere in pista per la guida del partito i giovani alla Renzi ed alla Chiamparino. Nel Terzo Polo l’ala più moderata di Futuro e Libertà e gli stessi dirigenti dell’Udc non possono di sicuro rimane inerti di fronte agli sforzi sovrumani spesi dalla componente più oltranzista dei finiani per costringere i centristi a fare concorrenza ad Antonio Di Pietro ed a Beppe Grillo. Lo stesso Di Pietro, infine, di fronte agli ondeggiamenti ed alle fibrillazioni interne del Pd, ha deciso di badare al sodo delle prossime elezioni amministrative ed ha sposato in alternativa ai democrats d’ispirazione dalemiana la linea del pacifismo ad oltranza dei tempi della guerra di “baffino” a Milosevic. Si dirà che passate le amministrative anche queste lacerazioni dell’opposizione potranno essere ricucite. Ma anche questa è una previsione che rischia di provocare nuove e più cocenti delusioni. Perché la ricucitura potrebbe avvenire solo in caso di vittoria netta del centro sinistra e di pesante sconfitta del centro destra. Cioè solo in caso l’opposizione conquisti Milano e mantenga Napoli. Ma c’è qualcuno disposto a scommettere un solo centesimo su questa eventualità? E non è più realistico, invece, immaginare che a Milano Letizia Moratti riesca a conquistare il secondo mandato e che a Napoli il candidato del Pdl Lettieri, grazie anche al contributo degli ottusi dei centri sociali, possa diventare il successore di Bassolino e della Iervolino? E’ facile, dunque, che l’opposizione non esca bene dalla competizione elettorale. In questo caso nessuno potrà impedire che il Pd venga sconquassato da una guerra intestina potenzialmente in grado anche di provocare una scissione. Che il Terzo Polo perda altri e più numerosi pezzi. E che Di Pietro possa approfittare di tanto disastro per tentare l’assalto finale al ruolo di forza egemone dell’intera opposizione di sinistra.