Privacy Policy politicamentecorretto.com - Mostra di pittura e scultura di Giuseppe Messina in occasione del suo 45° anniversario d’attività artistica

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Mostra di pittura e scultura di Giuseppe Messina in occasione del suo 45° anniversario d’attività artistica

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 

 

Ancora pochi giorni per visitare la mostra (si chiude  domenica 8 maggio) organizzata per il 45° anniversario d'attività artistica del maestro Giuseppe Messina (pittore, scultore, scrittore, compositore…) dal Mo.Di.Cu. (“Movimento per la Divulgazione Culturale”) di Barcellona Pozzo di Gotto (istituito 30 anni fa) e dal Gruppo “FilicusArte” di Milazzo al suo primo anno d'attività. Le opere dell’artista sono esposte nel Salone dell’Oratorio “Don Peppino Cutropia” della Chiesa del Sacro Cuore di Milazzo. Coordinatrice della mostra la prof. Maria Torre (vice presidente del Mo.Di.Cu.). La stessa ha tagliato il nastro all’atto dell’'inaugurazione della mostra e tracciato un cenno biografico dell’artista barcellonese. Il “padrone di casa”, Don Marco D’Arrigo, Presidente del Gruppo “FilicusArte”, ha parlato di arte e fede e del valore dell’arte di Giuseppe Messina nella società. Tra l’altro, Padre Marco ha approfittato per leggere un importante passo della “Lettera agli Artisti” inviata, a suo tempo, da Papa Giovanni Paolo II. Dopo il saluto dell’Assessore alla Cultura e ai Beni Culturali, Stefania Scolaro (intervenuta in nome dell’Amministrazione Comunale di Milazzo) e del vice presidente del Gruppo “FilicusArte”, Carmelo Coppolino Billè, ha fatto seguito, con apprezzamento del pubblico, l’esibizione del M° Alessandro Monteleone che ha eseguito alla chitarra alcuni brani del suo repertorio di musica classica. Non era stato previsto un colpo di scena, ma, improvvisamente, dal fondo del salone si è fatta sentire la voce rombante del Maestro Messina che ha cominciato a declamare il passo iniziale del suo poema “Odissea Ultimo atto”, cedendo, ad un certo punto, la parola all’attore messinese Nico Zancle che ha continuato a declamare il secondo passo dell’opera stessa. Poi è stato il momento di un altro prete, Don Francesco Mostaccio, parroco della parrocchia della “Madonna di Loreto” di Barcellona Pozzo di Gotto. Con la sua testimonianza ha raccontato della fanciullezza del Messina quando, ancora chierichetto alla chiesa di Gala, cominciava a manifestare il suo interesse per la letteratura e la scultura. Ha raccontato anche l’episodio di quando, nel 2007, il maestro Giuseppe Messina si offrì di dipingere gratuitamente la parete di sfondo alla statua della madonna ad Oreto, di cui lo stesso sacerdote ne va orgoglioso. Subito dopo gli interventi dei relatori sull’arte e sulla figura dell’artista Messina, il pubblico si è spostato verso la sala della mostra dove ha potuto visionare le opere del maestro: 18 sculture, tra bronzi, pietre e legno, diversi dipinti ispirate al mondo della classicità, ma anche denuncianti lo stato di abbandono in cui versano le colonne portanti della storia della classicità, le radici della nostra stessa storia. In esposizione anche diverse serigrafie: una serie illustranti “Il mito del ciclope e dell’ulivo”, una serie “Ninfe tra acque e boschi” ed una serie di dieci “Tramonti”. La prof. Torre, come abbiamo detto all’inizio, ha tracciato il percorso artistico del maestro Messina, di cui da anni segue puntigliosamente il percorso artistico e umano. Giuseppe Messina, nasce a Gala, frazione del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Nella seconda metà degli anni sessanta lascia la Sicilia, per un decennio e si trasferisce a Roma dove entra in contatto con il grande mondo della cultura e, quindi, può aprirsi a più vaste conoscenze. Realizza pregevoli opere che possono essere ammirate in esposizioni pubbliche e private in Italia, dove ha esposto assieme ad artisti come Salvatore Fiume, Ennio Calabria, Renato Guttuso, Remo Brindisi ed altri grandi, ma anche all'estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canada, U. S. A., Inghilterra, Malta e diverse altre città europee). Nel 1981 fonda Il Movimento per la Divulgazione Culturale. Nel 1985 regala alla città il periodico La molla sul quale trovano spazio fatti e personaggi di rilievo, fra questi ricordiamo: Emilio Isgrò, Melo Freni, Marcello Crinò, Nino Bellinvia Vincenzo Consolo e tanti altri. Il mensile nasce dalla voglia di scuotere le coscienze, dalla convinzione del Messina che dalla periferia, dalla provincia, può e deve scattare la molla per sviluppare un discorso socio-culturale per mettere in risalto valori autentici,  sconosciuti o sottovalutati. Il Nostro manifesta un particolare interesse per la letteratura e la mitologia classica, ed è grazie a questa sua passione che realizza una trilogia, ovvero tre poemi endecasillabi dedicati ad Omero, e cioè "Odissea ultimo atto", che continua l'Odissea omerica, (riprende infatti da dove Omero interrompe, e Messina, con la sua fervida fantasia, che non conosce limiti, fa giungere Ulisse alla foce del Longano e lo fa, poi, proseguire, fra querce ed uliveti, fino alla contrada del latte e Odisseo in persona, dietro suggerimento di Minerva, chiamerà quel villaggio di pastori, Gala). "Stirpi di Atlantide" che narra le ultime ore del mitico continente, prima di inabissarsi, e la fuga verso altre terre di una parte di quel popolo.
Non contento, completa la trilogia con "La leggenda di Omero" (Ediz. Bastogi) con cui reinventa e rende reale il più classico dei poeti, quasi a voler riaprire la questione omerica, (e con la sua simpatica e travolgente  creatività racconta che addirittura il cieco cantore dell’Iliade e dell’Odissea sia nato proprio nella Valle del Longano e ci riporta in un mondo di miti, di eroi, di tradizioni). Perché ciò? Perché questo ritorno al mondo classico? Molto probabilmente, non solo perché vuole tenere saldo il legame fra passato e presente, ma perché vuole ricordare a noi tutti, ma soprattutto ai nostri figli, alle nuove generazioni, che essi discendono dalla grande millenaria civiltà mediterranea, vuole che essi ritrovino l’orgoglio di essere siciliani, vuole che acquisiscano la consapevolezza che essi possono, anzi, devono dare il loro personale contributo perché la loro terra possa riscattarsi da un presente non certo esaltante e divenire nuovamente grande e in grado di svolgere un ruolo ben diverso nel panorama nazionale ed internazionale.   
Giuseppe Messina è anche autore di diverse opere teatrali: Nel 1999, per il bicentenario della nascita del musicista barcellonese Placido Mandanici, realizza il testo teatrale “Lamento per Placido Mandanici ovvero onore al maestro”. Il lavoro è messo in scena all’Arena Montecroci e all’OPG. Nell’intenzione dell’autore, oltre a rendere omaggio al grande musicista, pressoché dimenticato, l’opera teatrale doveva anche servire a sensibilizzare le istituzioni per il completamento del nuovo teatro. Altre opere teatrali realizzate sono:  "Nel Mitico regno di Eolo", "Testamento teatrale", "Non sono Cyrano di Bergerac "Nel segno di Socrate". Come scultore ha realizzato diverse opere in legno, in pietra arenaria, in granito, in ossidiana e in bronzo: è in pietra arenaria di Lecce "Ciclope nel vento" donato alla sua città nel 2002; in bronzo sono le dieci sculture realizzate per illustrare il suo primo poema (Odissea ultimo atto) e nello stesso materiale sono i monumenti, sia quelli dedicati a Nello Cassata, storico della città di Barcellona Pozzo di Gotto, sia quello in onore dell'eroe della prima guerra mondiale Luigi Rizzo, sul porto di Milazzo.
 L'artista ha lanciato l'idea che ha poi portato all'istituzione del "Premio Città di Barcellona Pozzo di Gotto" per cui ha creato e donato lo stesso trofeo bronzeo "Longano", simbolo della città, con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi Correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi, conduttrice di "Linea Blu" e l'attrice Francesca Chillemi "Miss Italia" 2003. Il Messina, ha tenuto seminari di aggiornamento per insegnanti sui temi "Educazione all'immagine e Beni Culturali"; ha tenuto conferenze, ed è stato correlatore sul tema "Archeologia tra passato e presente" assieme ai professori Tullio Maneri esperto di archeologia e Renato Pitrone titolare della cattedra di Archeologia all'Università "La Sapienza" di Roma; tra l'altro è stato chiamato da diversi Istituti di Scuola Media Superiore quale docente per i progetti di Storia della Sicilia, delle Tradizioni Popolari e del Folklore, ha tenuto corsi di Pittura, Scultura. Ha svolto anche attività teatrale con alunni di diverse scuole superiori e messo in scena alcune sue opere. Con gli alunni, ad es. dell’Istituto Tecnico Industriale “E. Majorana” di Milazzo, qualche anno addietro a conclusione di un progetto sulla legalità è stato messo in scena “Nel segno di Socrate”.
Di recente ha realizzato il film "Socrate non può morire, ovvero un atto estremo contro il potere mafioso", tratto dal suo romanzo "Pagine superstiti e drammi di casta".
Con questo film l’autore si prefigge uno scopo sociale, quello di denunciare i mali che affliggono la nostra società, convinto, come del resto lo è anche Roberto Saviano, che il potere mafioso teme gli intellettuali, le loro denunce, le loro opere. Questa esigenza di denunciare i mali che affliggono la nostra società, questo cercare di scuoterci dal torpore tipico di noi siciliani, si avverte chiaramente in tutta la sua produzione artistica.
Egli auspica la rinascita sociale e culturale del mondo in cui vive, anche a costo di dover perseverare fino alla fine, col rischio di essere profeta inascoltato.
Questa è la sfida che Giuseppe Messina vuole vincere e ciò fa di lui un artista diverso da molti altri che creano arte per se stessi.
In conclusione la prof. Torre ha ricordato alcuni degli innumerevoli premi e riconoscimenti che negli anni ha ricevuto. Per la trilogia omerica gli è stata conferita nel 2002 la medaglia d’oro del Senato della Repubblica. Sempre a Roma nello stesso anno ottiene anche il primo premio per la scultura Ulisse arciere. Nel 2006, per il quarantesimo anniversario della sua attività artistica è stato insignito della targa d’argento del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano. L’11 dicembre 2010, nell’ambito della manifestazione dedicata alla settimana della cultura, su iniziativa dell’Accademia “Amici della Sapienza” di Messina, presieduta dalla dott. Teresa Rizzo, il maestro Giuseppe Messina è stato insignito del “Premio alla carriera” (trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana) per i suoi 45 anni di attività artistica e culturale.
Nella foto l’artista Giuseppe Messina (sx) è con l’attore messinese Nico Zancle.

Invia commento comment Commenti (0 inviato)