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Onn. Franco Laratta, Nicodemo Oliverio, Cesare Marini hanno presentato alla Camera un'interrogazione urgente sull' emergenza rifiuti in Calabria

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L'on. Franco Laratta sull’emergenza rifiuti in Calabria:“ Ci sono responsabili della catastrofe che dovrebbe essere in galera da tempo e che invece sono in circolazione e magari occupano ruoli negli uffici pubblici!”

 

“Ci piacerebbe ancora sapere come è stato speso dal  1998 ad oggi,  oltre un miliardo di euro per l’emergenza rifiuti; chi ha utilizzato risorse ed uffici pubblici per affari privati, per imprese amiche, consulenze clientelari , ed ha anche favorito le società di provenienza criminale. E’ urgente che il Presidente Scopelliti chiami in  causa il Governo nazionale. Non serve che il presidente del consiglio venga a fare un viaggio quando la situazione sarà di fatto precipitata. Servono misure e provvedimenti immediati, in pieno accordo con la Regione. Siamo ad un punto di non ritorno. Preoccupa il silenzio della politica regionale che sembra assistere impotente al dramma che si sta consumando giorno dopo giorno”.

 


Chiesto incontro urgente tra Scopelliti e il Governo nazionale per affrontare l'emergenza prima che finisca del tutto fuori controllo.  La gestione Commissariale va immediatamente revocata. La Regione assuma in pieno ogni potere e responsabilità.


Testo interrogazione urgente

Al Presidente del Consiglio

Al Ministro per l’ Ambiente

Al Ministro della Salute

 

Per sapere

 

Premesso che

 

La Calabria, secondo quanto affermato di recente dal Commissario per l’Emergenza ambientale, Graziano Melandri, si trova ormai in piena e drammatica emergenza,  visto che è ‘miseramente fallito l’attuale sistema rifiuti”. Melandri, che è succeduto al presidente Scopelliti che per alcuni mesi è stata Commissario per l’Emergenza ambientale, è l’ennesimo commissario in 14 anni di attività di quell’Ufficio che è la rappresentanza evidente e inequivocabile del fallimento di tutto un sistema.

 

In 14 anni, l’Emergenza Ambientale in Calabria ha prodotto  quello che oggi è sotto gli occhi di tutti: ordinanze, circolari , comitati scientifici, decine di società-miste, presidenti, direttori generali, consigli di amministrazioni, centinaia di consulenze, una profonda e gravissima situazione debitoria, assunzioni clientelari e decine di ‘dipendenti fantasma’.

Tutto questo mentre la Calabria affonda tra i rifiuti, i territori sono ormai invasi da centinaia di discariche abusive, non esiste un vero Piano regionale dei rifiuti in grado di superare l’emergenza e di avviare una sana ed efficiente raccolta differenziata.

Nel corso degli ultimi anni, la Regione d’accordo con gli Enti Locali e il commissario per l’Emergenza, ha inteso procedere all’elaborazione da parte dell’assessorato ambiente di un Piano per la raccolta differenziata e l’istituzione delle isole ecologiche e per  la realizzazione di 10 discariche sul territorio regionale entro il dicembre del 2010.  Ma questo, subito dopo le recenti elezioni, si è interrotto.

 

A tutt’oggi non esiste un’idea su come uscire dall’ emergenza e riportare alla normalità il sistema rifiuti in Calabria. Di questo passo, entro poche settimana, c’è il serio rischio che la regione possa essere invasa dai rifiuti, provocando così un danno gravissimo all’ambiente, alla salute dei cittadini, al turismo, alle attività produttive, all’intera economia calabrese.

 


E’ in fase di approvazione la Relazione sul ciclo integrato dei rifiuti che riguarda la Calabria, da parte della Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti parla di uno spreco di oltre TREDICI MILIONI DI EURO soltanto negli ultimi 3 anni, senza avere costruito un solo impianto e senza avere attivato percorsi concreti di raccolta differenziata.

La Commissione stigmatizza, in particolare modo, il fatto che «nessuno dei contratti stipulati dai commissari delegati risulta sottoposto al controllo preventivo della Corte dei conti e, per altro verso, vi è stata una produzione alluvionale di ordinanze commissariali, spesso contraddittorie e confuse”.

 

Nella relazione del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, si sottolinea come tra il 1998 e il 2006 l’ufficio del commissario abbia potuto gestire circa 700 milioni di euro, risorse che, ad oggi, sono lievitate a ben oltre il miliardo di euro, a fronte degli insufficienti risultati ottenuti.

La sezione regionale della Corte dei conti di Catanzaro ha chiaramente parlato  di “fallimento della esperienza commissariale.

 

La situazione che si è determinata in Calabria, non può consentire alla Regione, che è responsabile in termini di pianificazione, di scaricare le responsabilità sul sistema degli Enti locali e in particolare su quei comuni che sono impegnati nella competizione elettorale in corso.

 

TUTTO CIO’ PREMESSO

SI INTENDE SAPERE

 

se il governo è a conoscenza della drammatica situazione in cui versa la Calabria nel settore dei rifiuti;
che cosa intende fare per evitare un danno incalcolabile alla Calabria e a tutti i calabresi;
se non intenda, alla luce del totale fallimento dell’ Ufficio del Commissario per l’ Emergenza ambientale dopo oltre 14 anni di attività, chiudere lo stesso e affidare alla Regione i poteri che le competono;
se non intenda riferire in parlamento  sui costi di 14 anni di Commissariato per l’Emergenza Ambientale in Calabria, sui finanziamenti statali e regionali utilizzati, sulle responsabilità di questa drammatica situazione.

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