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...lettera da Brindisi per un cittadino greco:l'Europa che non c'e'...

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Autorità portuale, a rischio la candidatura del greco Haralambides
BRINDISI – E’ destinata a tramontare la candidatura di Hercules Haralambides alla presidenza dell’Autorità portuale. Non appena verrà formalizzata la nomina del professore greco alla guida dell’ente presieduto fino a poche settimane fa da Giuseppe Giurgola, uno degli altri candidati designati ha già fatto sapere che presenterà ricorso presso il Tar del Lazio per manifesta incostituzionalità di tale nomina. Il motivo? Una recente sentenza della corte costituzionale che dà torto a una cittadina colombiana residente a Rimini, esclusa da un concorso bandito dall’Asl. Il pronunciamento della Consulta, in buona sostanza, conferma la legittimità del comma uno dell’articolo 38 della Costituzione italiana: “i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale”. Haralambides, quindi, in quanto cittadino straniero, non può ricoprire un incarico che comporta l’esercizio di rilevanti poteri pubblici come è quello della presidenza dell’Authority. Alla luce di questa sentenza, l’eventuale ricorso contro la nomina del greco è destinata ad andare a buon fine.
Il nome del possibile ricorrente, però, è ancora avvolto nel mistero. I ben informati assicurano che si tratti di uno degli altri designati alla presidenza dell’Autorità portuale. Se si considera che, insieme ad Haralanbides (designato dall’amministrazione comunale), gli altri due papabili erano Calogero Casilli (designato dalla Camera di commercio come prima opzione e dalla Provincia di Brindisi come seconda opzione) e lo stesso Giurgola (designato dalla Provincia), la cerchia degli indiziati è piuttosto ristretta.

Leggi l'articolo completo sull'edizione di Senzacolonne oggi in edicola Haralambides

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