Privacy Policy politicamentecorretto.com - PD, Bersani: Abbiamo vinto. La smettano con un'altra narrazione

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

PD, Bersani: Abbiamo vinto. La smettano con un'altra narrazione

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 

 

 

 

 

Discutiamo dei problemi dell'Italia. Noi ci mettiamo al servizio della riscossa civica del Paese perché è così che crescere anche il PD. E prevede: "La fiducia nei nostri confronti non calerà ma è destinata a rafforzarsi"
693 letture
“Durante la campagna elettorale avevamo chiesto un segnale di cambiamento. Questo è venuto inequivocabilmente e ora chiediamo che sia confermato e rafforzato con i ballottaggi”. Così il segretario del PD, Pier Luigi Bersani durante la conferenza stampa di analisi del voto amministrativo che ha visto una netta affermazione del centrosinistra e del PD nella maggioranza dei comuni e delle province.

"Leggendo i commenti – ha continuato il leader democratico - vedo che il PD non gode di grandissima stampa, sembra che ci siano perdenti, ma non vincitori. E' curioso, se c'è un perdente c'è anche un vincitore: il Pd e il centrosinistra". Che siano stati risultati straordinari per il PD lo evidenziano città come Trieste e Cagliari dove ora è il primo partito. A Milano la distanza tra il PD e il Pdl è dello 0,1%.

“Il PD gode di buona salute, emerge come punta e centrocampo della coalizione. Nelle famose quattro città le uniche due non al ballottaggio sono quelle con i candidati PD", ha sottolineato Bersani parlando di Bologna e Torino. “Dopo le elezioni la maggior parte dei candidati al ballottaggio, 28 su 35, sono del PD”.

“Il Pdl ha preso una scoppola micidiale, sconfitta anche in alcune sue roccaforti storiche. Una botta che non è stata compensata dal risultato della Lega che è in difficoltà e arretra. Qualcosa di eclatante che conferma la nostra politica di sfida alla Lega: dove è la Lega di una volta? Berlusconista a Roma e leghista a casa, dove va? Pagano la non credibilità della politica del governo fatta da promesse e diversivi in un periodo di crisi. Allora mi rivolgo a Tremonti, che sta proprio nel mezzo tra Pdl e Lega: è la politica economico-sociale che, alla lunga, ha fatto pagare il suo prezzo!”

 

Ora di cambiare. “Non esiste ora X (per la fine del Berlusconismo ndr) ma è ora di cambiare. Parliamo di lavoro e di un pacchetto di riforme necessarie al Paese. Discutiamo dei problemi dell'Italia, mettiamoci al servizio della riscossa civica del Paese, perché è così che crescerà anche il PD. La fiducia nei nostri confronti non calerà ma è destinata a rafforzarsi. Noi governeremo per tutti: nemici non ne abbiamo e il Paese non può più finire stremato da urla di tifoserie astratte”.

Referendum. "Partiamo da domani con una campagna per il referendum: manifesti, manifestazioni pubbliche, materiale in distribuzione. Quella e' una tappa ulteriore del cambiamento".

Alleanze. “Il Pd sceglierà i suoi alleati non sulla base di logiche politiciste ma sulle cose da fare” è stata la risposta di Bersani alla domanda sulle strategie delle prossime alleanze. "Avere chiaro cosa fare per il governo del Paese e dirlo viene prima di ogni altra cosa - ha spiegato Bersani - e sono convinto che siano possibili convergenze anche fra diversi. Gli italiani sono stufi dei politicismi e vogliono sapere cosa uno vuole fare. L'opinione sta mutando, c'è una esigenza di concretezza perciò il messaggio non può essere politicista, se sto con Casini o con Vendola, il mio messaggio è sulle cose da fare poi il resto si risolve". L'offerta sul programma è per tutti, forze sociali, forze politiche di centrosinistra e anche elettori e forze politiche moderate, purchè seriamente costituzionali.

Premiership. “L'atteggiamento non cambia, io ci sono ma non mi metto davanti al progetto, alle riforme e alla coalizione”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, conferma alla luce dei risultati delle amministrative, la sua disponibilità a candidarsi alla premiership del centrosinistra.
“Si discute e si decide insieme e chi mi conosce sa che dico sul serio perché usciti da Berlusconi non è detto che usciamo dal berlusconismo. Le persone sono importanti ma non vengono prima del progetto”.

Terzo Polo. "Il Terzo polo ha ottenuto risultati alterni facendo una campagna elettorale prevalentemente in polemica con il centrodestra", ha ricordato il segretario del PD. "Quindi io mi rivolgo ancora agli elettori moderati perché penso che ai ballottaggi sia possibile trovare una convergenza". Non solo, ha tenuto a sottolineare: "Voglio fare presente che l'estremismo è nel centrodestra".

Crisi di governo. Ora stiamo andando con il pilota automatico ma l'Italia non può andare avanti così e ha bisogno di un governo in grado di governare. Siamo pronti a discutere ma partendo dal nostro progetto per il Paese.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data MICHELE CASTELLINI, 18 Maggio, 2011 17:56:23
    Onv. BERSANI finalmente si sta facendo giustizia per gli italiani in Italia e speriamo a gli italiani al estero.Grazzie Michele