Privacy Policy politicamentecorretto.com - “La riforma di COMITES e CGIE va profondamente cambiata”

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

“La riforma di COMITES e CGIE va profondamente cambiata”

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

I deputati del PD all’estero confermano l’opposizione già espressa dal gruppo del Senato.

 

Non sono bastate le voci di dissenso provenienti da tutto il mondo dell’emigrazione e gli appelli al dialogo reiterati fino alle ultime ore per indurre la maggioranza al Senato e il governo a desistere dall’approvazione della cosiddetta riforma della rappresentanza degli italiani all’estero. La minaccia che ne deriva per il sistema di rappresentanza costruito nel corso di decenni di impegno democratico è seria, ma la ricomposizione unitaria delle forze di minoranza, che hanno espresso concordemente il loro no al provvedimento, rappresenta un elemento da non sottovalutare per il percorso futuro del provvedimento.   

La nostra posizione è stata chiara fin dal primo momento. Siamo contrari a questa legge perché riduce il numero dei COMITES sul territorio mentre vengono contemporaneamente tagliati i servizi consolari, non consente un’articolazione della rappresentanza nelle circoscrizioni maggiori, introduce il maggioritario che consegna la vita delle comunità in mano a pochi detentori di risorse e di potere, colpisce il mondo associativo e penalizza i patronati con l’introduzione di incompatibilità mirate, apre la porta alla frammentazione con l’abbassamento del numero delle firme richieste per la presentazione delle liste, affossa la positiva esperienza dei “Piani Paese”, trasforma il CGIE da organismo di rappresentanza nei confronti delle istituzioni italiane a organismo di coordinamento dell’intervento pubblico all’estero, esclude totalmente la rappresentanza sociale dall’assemblea generale interrompendo traumaticamente la funzione storica di ponte con le comunità che l’associazionismo nazionale e il mondo sindacale ha svolto e continua a svolgere.

A causa di queste scelte e per l’atteggiamento di totale chiusura che Governo e maggioranza hanno ostentatamente tenuto, per la prima volta una legge di riforma della rappresentanza passa senza un ampio sostegno, anzi con una maggioranza di una ventina di voti, inferiore allo stesso schieramento maggioritario. Da questo atteggiamento politico e dalla coerenza di queste soluzioni con la devastazione del sistema di intervento pubblico verso le nostre comunità che si sta realizzando negli ultimi anni, appare evidente la volontà di emarginare e di isolare la comunità italiana nel mondo, che si tenta di ridurre a puro mercato commerciale di prodotti nazionali.

Alla Camera il nostro impegno sarà fermissimo nel cercare di assicurare una duplice condizione: prestare ascolto sulle scelte di riforma alla voce e alle richieste dei COMITES, del CGIE e del mondo associativo e sindacale; fare in modo che il segno controriformistico della legge appena approvata al Senato sia profondamente cambiato e si arrivi a soluzioni costruttive e ampiamente condivise.

 

Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta

 

 

ITALIA
Camera dei Deputati
Palazzo Marini II                                                 
P.zza San Claudio,166-00187 Roma  
Tel.:   +39.06.6760.5801                                       
Fax:   +39.06.6760.5832                                        
E-mail: porta_f@camera.it                 
 

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 26 Maggio, 2011 13:02:32
    Carmine, dove sei perché non gli rispondi.