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DICHIARAZIONE DI VOTO FLI SUI RIFIUTI

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Il FLI esprimerà convintamente voto favorevole alla risoluzione Pecorella ed altri, giacché la stessa scaturisce dalla sconvolgente relazione della Commissione d’inchiesta che fotografa la reale situazione dell’emergenza rifiuti in Calabria.
Un miliardo di euro è il caro prezzo, certificato per difetto dalla relazione, di un fallimento che si protrae da quasi quattordici anni. Quattordici anni di commissariamento, dal decreto del 12 settembre 1997, quando la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarò lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti solidi urbani in Calabria. E di proroga in proroga, di commissario in commissario (governatori e prefetti), s’è andati avanti fino ad oggi, senza restringere, anzi ampliando, la competenza d’un Ufficio al quale, col tempo, è stato affidato il potere di bonifica dei suoli, delle falde acquifere, fino ai cicli di depurazione.
Il fiume di denaro ed i vari decreti di proroga commissariale per la Calabria hanno finito col foraggiare affari e potere del mondo politico e di quello della ‘ndrangheta, senza realizzare nessuno degli obiettivi necessari ad uscire dallo stato emergenziale.
Come emerge dalla esaustiva ed impietosa relazione della Commissione d’inchiesta, accanto alle note infiltrazioni della ‘ndrangheta, sono emerse superficialità gestionali e spreco di risorse pubbliche.
I risultati: cattiva gestione degli impianti, grave ritardo nella raccolta differenziata, sperperi inutili, presunti gravi illeciti nella gestione dei finanziamenti, mancata costruzione di un secondo termovalorizzatore a servizio dell’area Nord della regione, mancata spesa di gran parte dei fondi comunitari destinati agli impianti, continuo rimpallo di responsabilità tra tutti i soggetti coinvolti per la bonifica dell’ex Pertusola di Crotone, penetrazione ed interessi della ‘ndrangheta nel settore, mancato controllo degli organi deputati.
A tutto ciò va aggiunta la creazione di una inutile moltitudine di comitati tecnico – scientifici di vario tipo; progettazioni elefantiache di impianti rimasti sulla carta; nascita di 11 società miste pubblico – privato che hanno affiancato le tre esistenti; 14 presidenti di consigli di amministrazione; 14 amministratori delegati; 14 direttori generali; 52 direttori di sezione; 98 impiegati vari; 2.800 operatori ecologici.
Addirittura nel 2007 il commissario delegato del tempo, prefetto Antonio Ruggiero, aveva denunziato una pesante situazione debitoria, la mancanza di un reale bilancio, l’erogazione di centinaia di migliaia di euro ad avvocati amici, la presenza alle dipendenze dell’ufficio del commissario di 64 dipendenti più 41 persone “fantasma” assunte con contratti stipulati dal Ministero dell’Ambiente.
Non ci sono discariche appropriate alla necessità calabrese, risulta pressoché inesistente, come ho già detto, la raccolta differenziata, appare poco credibile il piano regionale dei rifiuti, manca un adeguato piano operativo.
Gli impianti di trattamento in Calabria fanno capo per la gran parte alla società TEC – Veolia che è anche gestore ed aggiudicataria per il raddoppio del Termovalorizzatore di Gioia Tauro ed è subentrata, nel 2000, in circostanze mai chiarite, ad un raggruppamento temporaneo di imprese, e nel 2003,  grazie ad un atto di sottomissione e ad una perizia di variante, venne ridefinita con finanziamenti pubblici per far fronte ad una riduzione di tariffa, che era richiesta come compensazione ambientale per la popolazione della Piana di Gioia Tauro.
La relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Calabria mette in evidenza le varie “zone d’ombra” che hanno caratterizzato la gestione commissariale nei quasi 14 anni, dal 1997 ad oggi, e ne valuta i risultati del tutto negativi.
Il FLI la condivide totalmente, così come condivide l’appello che attraverso la risoluzione, rivolge al Governo al fine d’intraprendere le iniziative necessarie a risolvere la situazione emergenziale del settore nella Regione Calabria, e al quale mi permetto di aggiungere anche una richiesta di valutazione sulla possibile revoca della stessa gestione commissariale, decisamente inutile da ben 14 anni.

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