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LA MIA LEGISLATURA IN TRE EPISODI

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Da deputata radicale-Rnp uscente e candidata al Senato per il Partito Democratico, a seguito dell'accordo elettorale sui nove parlamentari, e' opportuno un mini-bilancio.
Non solo un rendiconto, ma base e traccia per il futuro.
Alle volte puo' bastare il racconto di un piccolo e apparentemente marginale episodio per descrivere una realta' piu' complessa. Per essere certa di non tralasciare fatti importanti, ne raccontero' tre, con tre finali diversi. Per dare un filo di speranza, lascero' quella con il “lieto” fine per ultima.

La sconfitta: doppio cognome e figli naturali
Tra le mie prime proposte di legge ce sono state due che mi vedono particolarmente coinvolta:  mia figlia Alice vive sulla sua pelle la discriminazione di essere nata fuori del matrimonio e di avere per questo minori diritti, ed ho sperimentato la trafila assurda per l'acquisizione del doppio cognome, da un iniziale non riconoscimento del padre fino ad una sentenza del Tribunale per i minorenni.
Nel settembre 2006 la Commissione Giustizia del Senato inizia l'esame di disegni di legge in materia, cioe' sulla possibilita' di lasciare anche il cognome materno.
La normativa italiana, per eliminare le discriminazione verso la donna, dovrebbe rispondere agli impegni chiesti dal Consiglio d'Europa e dalla Convenzione di New York. E' cosi' anche per la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale. Quest'ultima, con sentenza del febbraio 2006, ha ammesso che l'attribuzione ai figli del solo cognome paterno e' "retaggio di una tramontata potesta'  patriarcale", ma che solo il Parlamento puo' intervenire.
Dopo traversie, testi votati ed emendati in Commissione, aggiunte di un disegno di legge governativo che intende sostituire la dizione "figli naturali e legittimi " con "figli nati fuori e dentro il matrimonio", un primo testo arriva in aula nel maggio 2007. Ma manca l'accordo, si rimanda in commissione. Il 2 ottobre 2007 viene votato e adottato un testo... ma i conservatori sono nel centro-destra come nel centro-sinistra. Dalle proposte iniziali che chiedevano liberta' ai genitori di decidere sia sul doppio cognome che sul loro ordine, viene approvato un testo in cui tutti i nati avranno due cognomi, prima quello paterno poi quello materno; per le generazioni successive si trasmette solo il primo. Solo con una dichiarazione concorde dei due genitori, da rendere all'ufficiale dello stato civile, si potra' prevedere un ordine diverso.
Partiti per adeguare la normativa e renderla piu' aderente alla societa', si termina con una imposizione  dello Stato. Comunque la legge non e' stata fatta, il Parlamento e' stato sciolto prima. 

Il boicottaggio: mancata istituzione di nuovi ordini professionali in campo sanitario
Come se gia' non bastassero tutti gli ordini professionali esistenti ad imbrigliare il mercato del lavoro, tra le migliaia di proposte di legge depositate ogni legislatura da parlamentari di tutti i partiti, figurano quelle che ne sollecitano la nascita di nuovi. Fortunatamente nella XV l'unico voto espresso e' stato quello per prorogare i termini per l'istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.
La storia e' curiosa, in merito e in metodo. Il metodo e' esemplificativo del procedere. La legge 43/2006 fissava la data del 4 settembre 2006 per istituire questi nuovi ordini. A tre giorni dalla scadenza arriva il disegno di legge del Governo che rimanda di 12 mesi il termine, cioe' al 4 settembre 2007. Viene votato dalla Camera, quindi dal Senato e diventa legge il 17 ottobre 2007, pubblicato poi in Gazzetta Ufficiale l'8 novembre 2007. Esattamente 2 mesi dopo l'ulteriore termine scritto nel testo! I 12 mesi infatti non sono bastati neppure per approvare la legge di differimento.
In merito la vicenda e' perfino piu' curiosa. Occorre risalire al tempo del primo Governo Berlusconi quando nel dicembre 2004, poco dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri di quel disegno di legge, si espresse l'Antitrust dando parere contrario: l'istituzione di nuovi ordini avrebbe determinato una restrizione della concorrenza causando limitazioni all'entrata di nuovi operatori, e di conseguenza un aumento dei costi e dei servizi senza garantire la qualita' degli stessi. Un colpo al mercato, un colpo ai consumatori e agli utenti in particolare del sistema sanitario. Un favore al sistema corporativo che limita le possibilita' di sviluppo del mercato del lavoro italiano.
Ho creduto di fare cosa utile nel riproporre quel parere in un ordine del giorno al momento del voto in aula, chiedendo al Governo di tenerne conto. Stava per essere rimandata la creazione di questi nuovi ordini perche' il Governo sosteneva che occorresse rivedere complessivamente la materia delle professioni. Poteva sembrava scontato che si dovesse ascoltare l'Antitrust. Errore. Il Governo e' contrario, l'ordine del giorno va in votazione e tranne rari parlamentari sparsi, il Parlamento e' compatto a rigettarlo. Il centrodestra perche' vuole subito i nuovi ordini, il centrosinistra perche' vuole rimandarli di un anno.
Dopo lo scioglimento delle Camere il Governo forza la mano e decide di esercitare la delega per l'istituzione di questi nuovi ordini, in parte subendo il pressing delle categorie interessate. Per fortuna il mancato accordo dei gruppi in Parlamento ha fatto saltare tutto.
Ora l'eredita' e' nelle mani della nuova legislatura e del nuovo Governo. Immaginiamo che Berlusconi non potrebbe far altro che dar seguito ad un suo provvedimento. E Veltroni? Tutti liberali in campagna elettorale, tutti corporativi al momento di legiferare?

La vittoria: conservazione autologa del cordone ombelicale
Esistono divieti che si trascinano senza apparenti motivazioni, comunque senza nessuno che se ne assuma la paternita'. Uno di questi riguarda la conservazione delle staminali del cordone ombelicale. Oggi in Italia e' possibile la sola donazione... che in pratica e' pressocche' impossibile, tanto che neppure lo 0,5% dei cordoni viene raccolto. Per la conservazione autologa (per se stessi e a proprie spese) si deve ricorrere -dopo procedure burocratiche tese a scoraggiare- a biobanche all'estero. Tutto risale ad una ordinanza del 2004 rinnovata ogni anno. Tra le preziose cellule finite nei rifiuti ospedalieri e le biobanche estere arricchite di cordoni italiani, ho presentato proposte di legge, appelli, ho fatto passare emendamenti a leggi appropriate come quella sul parto. Tutti d'accordo, ma quando si tratta di trovare la copertura economica, ci si arena nel gioco dello scaricabarile. Il ministero dell'Economia contesta le cifre di quello della Salute e viceversa. Tutto si ferma, un provvedimento all'ordine del giorno dell'aula della Camera per febbraio 2007 si blocca in Commissione Bilancio. Nel frattempo il ministero della Salute rinnova l'ordinanza dei divieti e sollecita l'intervento del legislatore, lo stesso che si e' arenato nella mancanza di soldi.
Si arriva alla Finanziaria, la valvola di sfogo dei parlamentari, seguita a ruota dall'appuntamento annuale del decreto Milleproroghe, in cui confluisce l'immaginabile e l'inimmaginabile. Perche' non fare altrettanto con il cordone? Con un emendamento al Milleproroghe riesco a far autorizzare la conservazione autologa: nascono in Italia le biobanche private ed entro il 30 giugno 2008 dovra' essere emanato un decreto attuativo. Sara' rispettata questa nuova scadenza? Ne dubito e ci lavorero' da subito...
Ma se anche una "giusta" causa condivisa da tutti e' costretta ad utilizzare mezzi e strumenti legislativi inadeguati (come il Milleproroghe), cos'e' che non va?

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data gianni melotti ik2ipy, 20 Aprile, 2008 19:43:00
    okkio perchè io sono un elettore di sinistra, ma l'avete combinata grossa! RIAB INFO Aperiodico dell’ ik2 IPY Newsletter del 20 aprile 2008 Anno VI° n° 34 riab.info@libero.it riabinfo@oltrea.it su www.fisionline.org le ultime news di Riab Info Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riabinfo@oltrea.it Graditi i commenti di chi ci legge. ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE” la redazione. Per annunci, con banner o intere pagine su www.OLTREA.it , contattare Giacomo Spadacini giacomo@oltrea.it tel. 3351314110 ORDINI, DOVE ERAVAMO RIMASTI? RIAB INFO, ad appena una settimana dalle elezioni politiche, che hanno visto la vittoria schiacciante del Popolo della libertà ed in attesa del nuovo esecutivo, e delle nuove camere, siamo ancora in una fase di sostanziale stallo in attesa di valutare le prime mosse di questa nuova legislatura. Sappiamo che le professioni sanitarie si sono incontrate in questi giorni presso la sede romana dell’Aifi per non farsi trovare impreparate all’avvio dei lavori parlamentari. Altre iniziative sono in cantiere, ma per riportare il discorso su un giusto binario riteniamo corretto pubblicare sia le promesse elettorali di Forza Italia, che le prese di posizione della Lega e della On. Siliquini sulla questione Ordini. Quanto all’1septies, prendendo atto della rielezione di Giuseppe Firrarello, anche in questa legislatura, notiamo con piacere l’assenza dalla scena politica di un altro discusso protagonista, l’On. Vito Li Causi. F.I. DIECI RICETTE PER RILANCIARE LA SANITA’ ITALIANA 6 LE PROFESSIONI SANITARIE non mediche devono essere valorizzate mediante l’auspicata istituzione degli Ordini professionali, la rivisitazione e modernizzazione dei percorsi formativi e l’introduzione dell’attività liberoprofessionale per tutte le professioni sanitarie. ORDINI,DEBACLE PROPRIO COMPLETA! (fummo facili profeti!) Signori voi avete un problema: farvi rieleggere. Siamo certi che saprete a chi chiedere i voti! Comunicato n. 65 4 marzo 2008 Ministero della Salute UFFICIO STAMPA ORDINI PROFESSIONI SANITARIE. TURCO: ADDOLORATA PER MANCATA UNANIMITÀ DEI GRUPPI PARLAMENTARI Dichiarazione del Ministro della Salute Livia Turco “Sono molto addolorata che non si sia trovata l’unanimità dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, ed in particolare della Lega, per il varo del provvedimento istitutivo degli ordini e degli albi delle professioni sanitarie. Era questa, infatti, la condizione indispensabile in periodo di ordinaria amministrazione posta dal presidente Prodi per dare definitiva attuazione alla delega sulla quale avevamo lavorato con grande cura, in intesa costante con le professioni ma anche con l’insieme delle forze politiche presenti in Parlamento”. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° GRIMOLDI (LEGA NORD): STOP AGLI ORDINI PROFESSIONALI NELLA SANITA', LA COLPA E' SOLO DELLA TURCO "Il Ministro Turco non smette con l'antico vizio comunista di attribuire agli altri colpe proprie. Se l'istituzione dei nuovi ordini professionali per le professioni sanitarie non mediche è saltata la colpa è solo sua": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, risponde così alle accuse del ministro Livia Turco."L'esponente diessina - spiega il deputato leghista - attribuisce a noi colpe che spettano interamente al suo partito. In realtà, a differenza di quanto detto dal Ministro, il riordino si fa tramite un decreto legislativo del consiglio dei ministri. A quanto ci risulta non ci sono ministri della Lega in questo governo..."."Se guardiamo i fatti - conclude Grimoldi - l'unico provvedimento in materia è stato preso nella passata legislatura, quando il relatore di maggioranza al Senato era un leghista. E vero che siamo in campagna elettorale, ma un ministro dovrebbe mantenere comunque un certo contegno". Ufficio Stampa Onorevole Paolo Grimoldi °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° COMUNICATO STAMPA SILIQUINI (AN) RISPONDE AL MINISTRO TURCO “NON SI RACCONTINO INUTILI BUGIE, SONO I MINISTRI DEL SUO GOVERNO A NON AVER VOLUTO GLI ORDINI” ROMA – 5 Marzo 2008 -“Ministro Turco, non si raccontino grottesche e inutili bugie: sono stati diversi ministri del suo Governo, quali Bonino, Bindi, Parisi tra gli altri, a impedire che il governo varasse i decreti legislativi attuativi della l. 43/2006, voluta dal governo di centrodestra nella scorsa legislatura” così ha dichiarato l’On.le Maria Grazia Siliquini, responsabile dell’Ufficio Libere Professioni di AN. “Invito il ministro Turco –a proseguito l’esponente di AN- a leggere con attenzione il comunicato stampa della Bonino, ed altre agenzie uscite in materia, che dimostrano senza ombra di dubbio che è stato l’esecutivo a non voler dar vita a nuovi ordini professionali sanitari, già previsti per legge”. “E’ indecente –ha continuato Siliquini- questo scaricabarile sui gruppi di camera e senato del centrodestra, dal momento che ci sono le agenzie di stampa che parlano chiaro: l’accordo nel consiglio dei Ministri del 27 febbraio è saltato a causa delle “scintille” interne tra i ministri dell’esecutivo Prodi che hanno dimostrato, ancora una volta, di essere pregiudizialmente ostili alle professioni italiane e di avere idee chiare sul diritto alla salute dei cittadini. Ecco perché le responsabilità del governo Prodi e dei suoi ministri -oggi tutti candidati di punta nel PD di Veltroni- vanno tenute ben presenti al momento del prossimo voto da parte dei professionisti”. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° RIAB INFO, spiace vedere come un personaggio politico internazionalmente apprezzato, come Emma Bonino, finisca poi per non rendersi conto che con il suo “iperliberismo senza sostanza” abbia finito solo per penalizzare chi non ha un albo professionale e non si sia resa conto che, con il suo modo di pensare, non ha minimamente scalfito le prerogative di chi un Ordine o un Collegio già ce l’ha! Il suo gioco ha finito per favorire ancora i poteri forti contro chi non ha nessuna rappresentanza! Il vantare di non aver consentito la trasformazioni in Ordini dei Collegi degli Infermieri, Ostetriche e Tecnici di Radiologia non ha né aumentato nè diminuito il numero dei sistemi ordinistico- collegiali, ma ha solo stoppato noi, impedendo la liberalizzazione del sistema; proprio quello che la Bonino vuole. Di questa sprovvedutezza non potremo che rendergliene merito alle prossime votazioni! Speriamo che, a mente fredda, comprenda l’errore. COMUNICATO STAMPA Ordini professionali: Bonino, ora un ripensamento sul sistema nel suo complesso 4 marzo 2008 "Le resistenze mie e di altri colleghi ministri a varare in zona Cesarini nuovi ordini professionali hanno determinato alla fine il non esercizio della delega con la quale si sarebbero dovuti istituire nuovi ordini riguardanti professioni sanitarie". L'opposizione del ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche europee, Emma Bonino "non riguardava tanto le categorie interessate quanto il principio stesso di potenziare ulteriormente la struttura ordinistica che caratterizza in modo così forte il nostro paese, creando disparità di trattamento e sacche di privilegio inaccettabili, oltre che mantenere forme organizzative antistoriche alla luce dei meccanismi del mercato globale". "Non sarebbe stato appropriato – aggiunge il ministro - affrontare questo argomento così delicato in questa fase pre-elettorale: ecco perché, insieme ad altri colleghi, nell'ultima riunione del Consiglio dei Ministri mi sono opposta ad una approvazione 'fuori sacco' di un provvedimento in controtendenza a quanto di liberale e di riformatore questo governo ha fatto nei suoi 20 mesi di attività. Spero – conclude Bonino - sia un' occasione per tutti gli schieramenti di mettere a fuoco il problema nel suo complesso, ricercando le soluzioni più appropriate per rendere le nostre professioni più moderne e più attrezzate di fronte alle sfide nazionali ed internazionali che le attendono". °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° RIAB INFO, sulla questione Ordini un altro documento. Interessante quanto si può leggere sul resoconto dei lavori parlamentari, in un dichiarazione di voto dell'On. Cesare Ercole sull'A.C. 6229/XIV, approvato come L. 1-2-2006, n. 43. http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/schedela/trovaschedacamera.asp?PDL=6229 Un caro saluto. Fabrizio Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 736 del 24/1/2006 ... (Dichiarazioni di voto finale - A.C. 6229 S. 1645-1928-2159-3236 - Senatori TOMASSINI; TOMASSINI; BETTONI BRANDANI ed altri; DISEGNO DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL GOVERNO: "Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali" (approvato, in un testo unificato, dal Senato) (6229) (…) PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà. CESARE ERCOLE. Signor Presidente, l'approvazione del provvedimento in esame segna una tappa importante nel cammino di riforma del Servizio sanitario nazionale, in quanto è destinato a consentire la riorganizzazione di uno dei tasselli che maggiormente contribuiscono all'efficacia clinica e alla garanzia della qualità del servizio di assistenza sanitaria, quello delle professioni sanitarie. Infatti, non si può dimenticare che la disciplina delle professioni sanitarie è stata trascurata per troppo tempo dal legislatore, rimanendo, per così dire, ingabbiata in una regolazione normativa assolutamente non adeguata a cogliere le innumerevoli istanze di sviluppo che la stessa domanda di prestazioni proveniente dai cittadini sembrava sollecitare. Provvedimenti di diverso rango normativo tra loro non coordinati ed eterogenei; stratificazione di diverse discipline caratterizzate da una commistione tra disposizioni di principio e norme di dettaglio; assenza di organicità nei diversi interventi succedutisi nel tempo: tutti questi problemi di ordine legislativo per lungo tempo hanno ostacolato lo sviluppo delle professioni sanitarie, impedendo loro una evoluzione conforme ai più recenti mutamenti del sistema sanitario. Pertanto, è essenziale che, con il provvedimento in esame, si cerchi di dare una risposta a queste diffuse esigenze dei professionisti e degli stessi utenti. Nello specifico, due sono le innovazioni maggiormente degne di nota promosse dal provvedimento: da un lato, la delega al Governo ad istituire, mediante uno o più decreti legislativi, appositi ordini professionali per ciascuna area organica di professioni sanitarie; dall'altro, l'individuazione di specifici profili in cui si articolano le professioni sanitarie, con particolare riguardo all'istituzione ed alla attivazione della funzione di coordinamento in tutte le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private. Pertanto, è importante sottolineare che i benefici derivanti dall'introduzione e dalla successiva attuazione di queste innovazioni sono almeno di due tipi. Innanzitutto, il riordino delle professioni sicuramente è destinato a dare nuovo rilievo, anche sociale, ad alcuni percorsi formativi caratterizzati da una perdurante assenza di equilibrio tra la domanda di lavoro, sempre elevata, ed una offerta di lavoro ancora carente. Inoltre, la riforma in fase di approvazione potrà migliorare in maniera significativa la stessa organizzazione interna dell'attività assistenziale, che troverà nella figura del coordinatore un importante strumento di mediazione e collaborazione tra il personale medico e quello sanitario nonché di coinvolgimento delle professioni sanitarie nelle scelte di governo clinico della struttura di appartenenza. È evidente, infatti, che proprio la funzione di coordinamento rappresenta un fondamentale anello di congiunzione tra gli organi di direzione aziendale e l'operatività infermieristica, orientandone le attività e l'organizzazione in funzione delle dinamiche esigenze delle aziende. A questi effetti benefici, ovviamente, si devono aggiungere gli ulteriori vantaggi derivati dalla lotta all'abusivismo, dalla promozione della qualità delle prestazioni erogate, dalla diffusione di nuovi comportamenti di etica professionale tra gli operatori del settore e dalla individuazione di nuovi sbocchi professionali per le professioni sanitarie. Infine, non si può sottovalutare, tra gli aspetti positivi, il fatto che con il provvedimento in esame si persegue anche un più equilibrato riparto di competenze fra la legislazione regionale e quella statale in materia di professioni sanitarie. Infatti, è evidente che l'inclusione delle professioni tra le materie di potestà legislativa concorrente impone un complessivo ripensamento degli spazi di intervento a disposizione dello Stato affinché, nel quadro dei principi fondamentali statali, sia offerta, comunque, alle regioni la possibilità di un intervento volto a dare attuazione e a definire nel dettaglio il contenuto della normativa quadro nazionale. Tale ulteriore intervento normativo regionale si rende necessario, infatti, al fine di dare compiuta attuazione agli obiettivi della presente legge, nella concreta definizione delle caratteristiche organizzative e funzionali delle strutture sanitarie. Per tutti questi motivi, e nell'auspicio che l'attesa nutrita dai professionisti delle professioni sanitarie per quanto concerne l'approvazione del provvedimento riesca a trovare pronta soddisfazione grazie anche ad una tempestiva attuazione delle disposizioni di delega di cui all'articolo 4, noi annunciamo il voto favorevole del gruppo della Lega Nord Federazione Padana sul provvedimento in titolo. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° RIAB INFO, poi ci si lamenta di aver perso…. http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=3925 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Purtroppo c'è anche questo................ http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=30294 ma anche questo! http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=80628 Renzo °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Da www.fisionline.org Di chi è la colpa per il tonfo sugli Ordini? Del Governo Prodi (38) 33% Del Ministro Turco (5) 4% Del Ministro Bonino (8) 7% Del precedente Governo (21) 18% Dell'Ordine dei medici (31) 27% Dell'Aifi (5) 4% Non ho capito cosa è successo (3) 3% Altro (3) 3% °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° RIAB INFO, pubblichiamo questo contributo, di un collega che ci scrive dalla Francia, come strumento di discussione, anche se, non avendo conoscenza diretta della situazione in quel Paese, non ci esprimiamo nel merito. Probabilmente li non hanno a che fare con i 100.000 abusivi che si stima ci siano da noi e tutti i problemi che limitano la nostra professione e che ci spingono, da anni, a chiedere un Albo professionale. Certo, se le cose fossero chiare, non ci sarebbe bisogno di nulla, ma siccome nel nostro ordinamento si finisce per avvantaggiare chi ha un Ordine o un Collegio, è di tutta evidenza che gli esclusi, lasciati al solo volontariato, chiedano almeno pari condizioni. Non è un caso che tra i più contenti della mancata attuazione della legge delega sugli Ordini siano proprio quei i Laureati in Scienze Motorie che si sentono portati a fare riabilitazione anche se non autorizzati a farlo. Quanto all’ l'Europa varrà la pena ricordare che, contrariamente a quanto si sta dicendo in giro, non è contraria all’istituzione di nuovi Ordini per quelle professioni che svolgono attività a tutela dalla salute, che in Italia è un bene costituzionalmente garantito. Salve, sono un fisioterapista (per la precisione un T.d.R) che dal 2005 lavora in Francia presso il Centre Hospitalier di Cholet (Maine et Loire). Leggo la newsletter di Fisionline quasi regolarmente. Mi ricordo che nella rivista dell'AITR, alla quale ero abbonato prima della mia partenza per la Francia, si parlava dell'Ordine dei Fisioterapisti. Io lo vivevo a livello emotivo come una sospirata conquista di un ente pronto a proteggere la categoria contro gli abusivismi ecc. In Francia l'Ordine dei Masseur Kinésithérapeutes è da quasi un anno una realtà......................... scomodissima!!! Non serve a nessuno, non si capisce perché esso sia stato fatto e neppure chi lo ha voluto e soprattutto a cosa serve una struttura così costosa (200 € / l'anno) Noi, i fisioterapisti salariati (quelli che lavorano in ospedale) in maggioranza con una parte dei colleghi che lavorano in liberale, abbiamo fatto delle azioni di protesta (sciopero, manifestazioni, rifiuto di accettare i tirocinanti ecc) perché il ministero elimini questo Ordine che nessuno vuole. Tra di noi sono recentemente arrivati due fisioterapisti provenienti dall'attività in liberale, essi ci hanno confermato di essersi iscritti ed aver pagato "per paura" in seguito a lettere "minaccianti" arrivate dalle sedi dipartimentali dell'Ordine (che io stesso ho ricevuto). Tali lettere ci minacciavano di essere in situazione di illegalità dell'esercizio della professione (a partire dal 20 marzo 2008) se non ci fossimo iscritti e pagato la cotizzazione. Ora per lavorare in Francia ci vuole un diploma di stato, un esame di stato e il numero ADELI rilasciato dalla DRASH dipartimentale. Dopo anni di lavoro (ho dei colleghi prossimi al pensionamento) ci si trova illegali perché non si è iscritti all'ordine e non si ha pagato. Ebbene ho testimonianze dirette dell'inutilità dell'Ordine. Ad esempio: il numero ADELI rilasciato dalla DRASH è gratis, mentre l'Ordine si fa pagare. Ora; ci si domanda perché pagare una cosa che lo stato faceva già gratuitamente. Altro esempio: Due MK (=FT/TdR in Italia) si sono trovati in difficoltà e si sono rivolti all'Ordine per risolvere il loro contenzioso (niente di giudiziario ma solamente problemi di carattere professionale) e l'Ordine ha risposto che non poteva fare nulla. Ma se non è l'Ordine dei Fisioterapisti che si occupa dei problemi tra i fisioterapisti chi deve farlo? Parlando con i medici scopro che per loro l'Ordine è una grossa scocciatura, una palla al piede. Il mio medico curante mi ha confidato che dal '93 paga una cotizzazione extra per la formazione, ma che non ha ancora beneficiato di alcuna formazione. Ha telefonato per saperne qualcosa e gli hanno risposto (nel 2007) che si stanno organizzando!!! Ancora: l'Ordine dei medici lo si vede soltanto quando deve condannare un medico a torto o a ragione. Per concludere: io e i miei colleghi, capo-servizio compreso, (tranne gli ultimi due arrivati che erano già iscritti prima di arrivare), lavoriamo in situazione di "illegalità" dal 20 marzo, abbiamo gli ultimi tirocinanti di marzo e poi stop. Senza troppo dirlo per scaramanzia temiamo una soluzione "alla vaselina". Quindi mi dico e mi domando: in Italia non c'è questa istituzione arcaica (in Francia gli Ordini sono nati durante il governo fascista filo-tedesco di Vichy) perché vi battete tanto per trovarvici invischiati dentro? Distinti saluti PS L'ultima lettera ricevuta riporta le tariffe delle cotizzazioni e, tra le altre voci, ci ha perplesso quella riservata ai MK in pensione! Chiedono 50 € ai fisioterapisti in pensione. Non abbiamo trovato una cotizzazione post-mortem ma non tarderà ad arrivare... Per chi mastica un po' di francese: http://kinencolere.unblog.fr/ Marcello Santi France °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°