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Berlusconi nega la crisi

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A Montecitorio abbiamo sentito un Berlusconi che o ha sbagliato discorso o ha sbagliato Parlamento. Siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione come ha fatto lui: un cielo azzurro con qualche nuvola, che spazzerà via facilmente. Non possiamo permetterci di vivere in un favola, la crisi c'è. Sono tre anni che diciamo questa cosa. Dopo una lunga stagione di bassa crescita - e in otto degli ultimi dieci anni hanno governato le destre - c'è stata una contrazione così forte solo in Italia. Purtroppo non vuole prenderne atto: abbiamo perso sei punti di PIL, non li ha persi nessun altro paese in Europa.
 



Questo vuol dire che mentre gli altri hanno già assorbito la botta, noi stiamo ancora faticosamente sforzandoci di recuperare.
Il governo ci ha raccontato che stiamo meglio degli altri, nel conformismo generale, e non ha guardato in faccia questo problema.

Ieri nel mio intervento in Aula ho chiesto una svolta; una svolta politica senza la quale nulla di tutto ciò che faremo ci porterà ad un risultato.

Berlusconi deve fare un passo indietro e dare la possibilità all'Italia di riacquistare la credibilità persa a causa della sua guida politica inconcludente. Alla politica degli annunci il PD risponde con i fatti. Le nostre proposte per le imprese, il lavoro, il piano di liberalizzazioni, gli incentivi all'economia verde. Le misure per l'equità sociale e la lotta all'evasione fiscale. Oltre alle misure per la trasparenza della politica: la Camera ha approvato il bilancio con i tagli proposti dal Pd: i parlamentari così avranno lo stesso trattamento pensionistico degli altri cittadini. Grazie al PD, ci saranno tagli anche alle spese del Senato. Un risparmio di circa 150 milioni di euro.
 Pier Luigi Bersani

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