Privacy Policy politicamentecorretto.com - Ahmadinejad : “Basta speculazioni, il prezzo del petrolio è troppo basso”

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Ahmadinejad : “Basta speculazioni, il prezzo del petrolio è troppo basso”

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 

Le parole del presidente iraniano  sono state riportate  dall’agenzia di stato Isna ,  a seguito di una visita ad una esposizione sull'industria petrolifera e petrolchimica di Teheran.
Mahmud Ahmadinejad ha affermato  che mentre il prezzo delle altre commodity è  cresciuto notevolmente negli ultimi decenni, il valore economico reale del petrolio è piu’ basso se paragonato a quello degli anni 80.
Il leader iraniano  accusa le compagnie ed i governi occidentali di speculare e guadagnare piu’ dei produttori sulla vendita dell’oro nero: “ I maggiori Paesi consumatori - pensano che il petrolio appartenga a loro e che nei Paesi produttori venga solo conservato per loro. Per questo cercano di averlo a prezzi bassi, ma quando lo forniscono alle loro popolazioni fanno più soldi dei Paesi produttori”.
Ahmadinejad punta il dito contro il dollaro che a causa della forte svalutazione non può essere piu’ considerata una valida  moneta di scambio e di conseguenza,  il prezzo di 115 dollari al barile non è quello veritiero.
Mercoledì il Ministro del Petrolio iraniano, Gholam Hossein Nozari, aveva respinto gli inviti dei maggiori paesi importatori di greggio, perche' l'Opec intervenisse per una riduzione del prezzo al barile.
Infatti, Il 15 gennaio a Riad, il Presidente americano George W. Bush, sostenuto da Sarkozy , si era scagliato nei confronti dei paesi produttori, accusandoli di attuare una politica dei prezzi definita  “brutale”.

Samuel Bodman, segretario All’Energia Usa, ha affermato che il suo governo continuerà a comprare petrolio nonostante i rincari degli ultimi mesi. “E’ fondamentale  per gli Stati Uniti incrementare le proprie riserve strategiche di greggio dai 56 giorni  attuali a 90”,  ha sottolineato l’alto dirigente .
 Secondo l’ex Governatore della Banca centrale ,Alan Greenspan, la produzione di greggio è insufficiente a sostenere la crescita delle nuove potenze mondiali  e l’aumento dei prezzi proseguirà in modo costante.
La crisi è causata dall’aumento della domanda a cui non corrisponde quella dell’offerta, generando uno shock della domanda che causa un aumento generale del prezzo del greggio .
La guerra in Iraq che ha portato al blocco delle esportazioni da quel paese e gli attentati alle installazioni petrolifere  in Nigeria hanno generato  una diminuzione della produzione .
Infatti, a causa delle notizie poco confortanti provenienti dal paese africano, in cui Il Mend, movimento armato del Niger, ha sabotato un terminale della Shell e minacciato nuovi attacchi nelle prossime settimane, il prezzo del petrolio è salito a quota 117 dollari al barile, segnando un nuovo record.
 
Osservando il grafico  che mostra l’evoluzione storica del prezzo del greggio dal 1999 ai giorni nostri,  ciò  che salta immediatamente  agli occhi è  l’incremento del prezzo del barile  che è andato aumentando vertiginosamente  negli ultimissimi anni . Dai 9 dollari al barile del 1999, si è passati ai 30 del 2003, fino a toccare la soglia  tanto temuta dei 100 dollari, nel gennaio del 2008

 

Invia commento comment Commenti (0 inviato)