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S&P declassa l'Italia

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Governo sfiduciato: S&P declassa l'Italia, Berlusconi si tolga di mezzo

Il rating del debito pubblico passa da A+ ad A. Berlusconi incolpa i media (!) ma per S&P il governo italiano non è pronto ad affrontare questioni chiave per la crescita economica. Bersani: “La crisi finanziaria si sta avvitando, non abbiamo più tempo per uscire dalla palude, dalle sabbie mobili, dal fango e rimettere in cammino il paese. La prima cosa è che Berlusconi si tolga di mezzo” (VIDEO)

pubblicato il 20 settembre 2011 , 188 letture
“La crisi finanziaria si sta avvitando, bisogna accorciare i tempi, non abbiamo più tempo per uscire dalla palude, dalle sabbie mobili, dal fango e rimettere in cammino il paese. La prima cosa e' che Berlusconi si tolga di mezzo”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, al termine dell'incontro con gli amministratori del centrosinistra e alla luce del declassamento dell'Italia da Standard and Poor's.

“Se dentro la maggioranza – ha chiesto il leader del PD - c'è qualcuno di responsabile e di buona volontà batta un colpo perché dire si va avanti così significa pugnalare questo paese2.

“La crisi – ha dichiarato Bersani - è finanziaria, del lavoro e una crisi politica che sta creando in modo galoppante sfiducia e distacco fino a un punto di allarme. L'immagine dell'Italia non è quella che raccontano i Tg. Non c'è più tempo, Berlusconi deve togliersi di mezzo, tutte le edulcorazioni e rinvii di settimane dell'Aspirina che non arriva mai sono promesse senza fondamento che ogni volta ci fanno andare giù un passo in più verso le sabbie mobili”.



*****

Questo governo è arrivato al capolinea e la sua credibilità per i mercati internazionali è definitivamente finita. Questa è la sintesi del declassamento del rating sul debito italiano realizzato dall'agenzia Standard and Poor's che ha ha abbassato il Belpaese da A+ ad A. Ma i guai non sembra finiti in quanto dato l'outlook negativo per l'Italia in futuro potranno esserci ulteriori tagli e declassamenti.

In un comunicato S&P spiega come la prospettiva di crescita italiana è indebolita e che "probabilmente limiterà l'efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia. La fragile coalizione di governo e le differenze politiche all'interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell'esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile".

Per Standard and Poor's gli obiettivi di bilancio fissati nella manovra del governo italiano sono "difficili da raggiungere. Le autorità italiane rimangono riluttanti ad affrontare le questioni chiave, come gli ostacoli strutturali alla crescita, il basso tasso di partecipazione al lavoro e mercati dei servizi e del lavoro troppo strettamente regolati".

Paradossale la reazione dello sfiduciato Berlusconi che, come al solito, ha riacceso la macchina del fango dando la colpa ai media. “Le valutazioni di Standard and Poor's – si legge in una nota di Palazzo Chigi - sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche". Anche questa volta resta il dubbio circa quali quotidiani Berlusconi faccia riferimento. Forse Libero e il Giornale?

Per Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del PD, “i limiti delle valutazioni delle agenzie di rating sono noti, tuttavia l'analisi che ha indotto Standard&Poor's ad abbassare il merito di credito del debito italiano e a prospettare uno scenario di ulteriore declassamento sono in larga misura condivisibili. Dall'inizio della legislatura, noi ripetiamo che sono necessarie riforme, politica industriale, investimenti per sostenere il Pil al fine di rendere credibile la discesa del debito pubblico”.

“Il governo Berlusconi, invece - prosegue Fassina – ha navigato a vista secondo il consolidato spartito populista. Il Ministro dell'Economia ha continuato a mettere pezze a colori sulla finanza pubblica. Così, oltre al danno la beffa: dopo aver approvato una scia di manovre pesantissime ed inique che sulla carta dovrebbero portare non solo al pareggio di bilancio, ma ad un avanzo nel 2013, i conti non tornano perché l'economia va in recessione. Per uscire dalla spirale distruttiva nella quale si trova il Paese è necessaria, prima di tutto, la sostituzione del governo Berlusconi con un esecutivo credibile, affidabile, autorevole, ad ampia base parlamentare. A tale esecutivo va affidato il compito di riaprire la stagione delle riforme, della politica industriale, degli investimenti per sostenere la crescita. Non servono ulteriori manovre di finanza pubblica. Serve, invece, correggere l'iniquità delle manovre estive al fine di minimizzarne l'impatto depressivo. Un esecutivo credibile, affidabile ed autorevole serve, inoltre, ad esercitare pressione politica su Germania e Francia al fine di dare all'area euro gli strumenti di governance per invertire la rotta della cieca austerità. La permanenza di Berlusconi a Palazzo Chigi – conclude Fassina – porta solo l'Italia a fondo”.

“Standard & Poor's e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia mettono oggi il dito nella piaga: il problema di come l'Italia può affrontare questa crisi è politico ed è costituito da questo governo e dal suo Presidente del Consiglio, che non sono credibili, non sono capaci e dunque sono del tutto inadeguati a portarci fuori dalla palude. Il nostro è un grande Paese che ha enormi potenzialità e può farcela, ma non con questo governo e con questo Premier. Non c'è tempo da perdere.  Berlusconi deve capirlo e farsi da parte. Se non lo fa, se c'è ancora qualche saggio nel Pdl agisca ora". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

"Siamo di fronte con tutta evidenza - prosegue Anna Finocchiaro - a una crisi di fiducia del nostro Paese dovuta al governo e in particolare al Presidente del Consiglio. Ciò che ha natura politica, dunque, non è il giudizio di S&P, che fa il suo mestiere, ma il problema che abbiamo davanti. In più, la manovra appena varata servirà se siamo fortunati ad ottenere il pareggio di bilancio, ma non contiene misure per la crescita, necessarie per rilanciare il Paese, come sottolinea anche l'Unione europea. E' venuto il momento per la maggioranza che sostiene questo Esecutivo di trarre le conseguenze da ciò che sta accadendo e di assumersene pienamente la responsabilità. Il rischio che l'Italia sta correndo in modo tangibile è quello di un avvitamento su se stessa, di manovra in manovra, come è purtroppo accaduto in Grecia".

“Non hanno vergogna e neppure un briciolo di responsabilità verso lo Stato questi signori della destra. Questa notte le agenzie di rating hanno declassato l’Italia perché sostengono che il Governo non ha credibilità né capacità di affrontare la crisi”, così Antonio Misiani, tesoriere del PD. “E’ la stessa cosa che sostiene la Confindustria. Di fatto è anche la stessa tesi del documento sottoscritto qualche tempo or sono da tutte le forze sociali. E qual è la reazione di palazzo Chigi? Sarebbe tutta colpa della stampa. Pur di restare al suo posto, Berlusconi e i suoi collaboratori sono disposti a far pagare al paese un prezzo insostenibile. Sulle loro spalle ormai pesa una responsabilità tremenda, la colpa di portare l’Italia verso una crisi epocale, che si scaricherà violentemente sui più deboli, ma che coinvolgerà tutti”.

Per Vincenzo Vita, componente Pd nella commissione di Vigilanza Rai, “secondo Berlusconi le agenzie di rating si sarebbero fatte influenzare dalla stampa. Considerando che Mediaset, più la maggior parte dei Tg della Rai, a cominciare dal Tg1 di Minzolini, più la Mondadori, il Giornale, Libero, il Foglio e il Tempo sostengono a spada tratta il governo, il presidente del Consiglio dovrebbe fare i conti con se stesso: o hanno ragione le agenzie di rating e quindi l’Italia sta andando a fondo per colpa del suo governo, oppure dovrebbe chiarirsi innanzitutto con i direttori a lui più vicini. Evidentemente tutto questo è drammatico e grottesco insieme. Quando un regime arriva ad attaccare l’informazione, persino quella più benevola o che controlla direttamente, è sicuramente alla fine dei suoi giorni”.

Per Francesco Boccia, coordinatore economico Commissioni parlamentari “incapaci di governare stanno trascinando il paese nel baratro con la loro insipienza. Le giustificazioni portate da palazzo Chigi che definiscono valutazioni politiche giornalistiche le analisi dei mercati sono inaccettabili e irresponsabili”.

“Quando ogni giorno si chiedono soldi in prestito è inevitabile – afferma Boccia – che siano altri a valutare il grado di solvibilità, non si può mettere ai voti la matematica. Quando dicevamo che la manovra non sarebbe servita a nulla perché incapace di modificare l'andamento strutturale del paese ci siamo sentiti rispondere che sbagliavamo”.

“E' stata introdotta la patrimoniale? No. e' stata fatta la lotta all'evasione? No. E' stata fatta la riforma fiscale? No. Sono state fatte le liberalizzazioni? No. L'elenco delle cose non fatte sarebbe lunghissimo ma purtroppo il tempo per il paese è scaduto, come ha denunciato preoccupata anche Confindustria. Berlusconi è il problema e deve fare un passo indietro”.
“Se non lo fa, lo faccia Tremonti – se ha ancora un minimo di decoro istituzionale – per aprire una crisi di governo che possa approdare almeno ad un governo di salvezza nazionale. Noi – conclude Boccia – non vogliamo regolamenti i conti, l'unica nostra preoccupazione è salvare il paese e gli italiani”.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Giulio Mancabelli, 21 Settembre, 2011 06:56:24
    Approvare una siffatta nuova manovra dopo ben 4 riscritture implicite ne potevano essere siffatte conseguenze! Oltretutto, così facendo non finiremo mai di pagare anche perché disdicevole risulta inferire siffatte sconsiderate manovre fiscali che imbalsamano il PIL comprimendolo negando ogni sviluppo, sostanzialmente riproducono per recessione conseguentemente a filotto richiameranno, purtroppo per noi, delle altre manovre più o meno imposte da sempre nuove direttive EU che denotano una concreta italica abdicazione del governo! Come quanto già accade nei confronti dei paesi a rischio di default: la Grecia insegna che messa a strapazzo non potrà mai risollevarsi se non si invertiranno i criteri dell’intera impostazione della politica economica europea Giacché inammissibile risulta avere una moneta comune senza un’autentica comune politica! Pertanto il rischio di contagio permane anche agli altri paesi PIIGS! Purtroppo si continuerà sin tanto che in Italia (che in Europa) non si interverrà ad introdurre sostanziali radicali ristrutturazioni elettoral-istituzionali apportando quelle innovazioni indispensabili a farci superare questa crisi che diventa sempre più endemica se rimarremo incapsulati in quelle solite obsolete impostazioni ancorate a statuizioni formalmente corrette (Weber) dello scorso millennio e sordi perfino al tonfo del crollo del muro del secolo scorso quello dell’89 per intenderci. Così continuando privi d’ogni adeguamento rispetto a quanto le esigenze d’una siffatta rivoluzione informazionale in corso pretenderebbe: semplificazione sotto tutti i profili e trasparenza con filiere corte per rendere in efficienza questo è quanto decreta la realtà date le possibilità che le nuove tecnologie permettono ciò analogamente per mainstream confluenza dovrebbe accadere su tutti i fronti. Giacché nell’era dell’informatizzazione è la semplificazione, la trasparenza che prevale data la quasi “total interactivity” in corso dal touch all’instant”, dal just in time ecc. quanto in prospettiva renderebbe già l’agorà una “Global Public Square” data l’accelerazione delle prassi e dei processi che pervasivamente sempre più permette infondere! Giacché disdicevole diventa il non voler velocemente acquisire e mettere a regime queste potenzialità! E’ appunto per analoga simmetria strutturalmente cambiando che si potrebbe infondere più virtuosa efficienza semplicemente estendendo quella opportuna contendibilità e renderla fisiologico e reali le prospettive propositive aperte al confronto anche nell’ambito elettoral-istituzionale come quanto già presente nel mercato per rendersi efficiente! Questi sono i criteri elementari essenziali per responsabilmente meglio caricarci di quel necessario potenziale di concorrenza indispensabile a renderci competitivi nel compendio mondiale situazione che non ammette alcuna anacronistica conservazione di privilegio di casta e/o protezioni di parte autoreferenzialità mantenuto a regime! Specialmente in Italia dove lo spread dei nostri titoli nei confronti di quelli tedeschi che continua a lievitare e che s’è raddoppiato rispetto ai primi di luglio del c.a.: dal 1,90% ora ha ormai oltrepassato il 3,85%. Galleggiamo in una situazione sempre peggiore rispetto a quella spagnola dove Zapatero dichiarando di rimettersi a breve a nuove elezioni ha determinato migliori prospettive di affidabilità rispetto al nostro governo che col “bunga bunga” sta giorno dopo giorno portandoci nel baratro date le scarse aspettative proietta nel prossimo futuro e la scarsa fiducia che riscontra ormai nel compendio mondiale! Governo che è stato oggigiorno battuto per ben 4 volte. 4 volte quanto sono state quelle impiegate per riscrivere una siffatta recessiva manovra fiscale dando modo di esibire una madornale superficialità d’affrontate le questioni economiche e finanziarie! Quindi per rendere la stessa democrazia più completa e partecipata secondo le esigenze del nostro tempo urge semplicemente implementarla anche con inediti e più completi meccanismi elettorali secondo quando l’attuale momento richiederebbe massimizzare il rigore iniziando coll’iniettare serie e congrue innovazioni riformando anche detto meccanismo del sistema elettorale per completarlo in modo tali da effettivamente ossigenare, rigenerare ed implementare ricorsivamente la qualità d’insieme nel suo complesso e rendere virtuosi a contendibilità bipolare aperta gli apparati sin dalle front-line all’entrata. Questo è quanto col sistema SEMIALTERNO si propugna infondere per migliorare a tutto tondo la contendibilità e rendere più ampi i menu opzionali propositivi! Serve soprattutto determinare chiarezza e trasparenza l’alternativa la vera discontinuità per definitivamente cambiare gioco e non continuare ad essere giocati! Appunto quanto il sistema SEMIALTERNO attesta che strutturandosi su una base proporzionale verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Così come urge acquisire: •1 – detto meccanismo elettorale completo - il SEMIALTERNO quale innovativa articolazione per iniettare/ingenerare competitività e contestualmente riequilibrare l’insieme sotto il profilo induttivo: “centripeto/centrifugo” e contestualmente poter massimizzare governabilità, rappresentatività ed economicità gestionale ed agire nel dissipare rischi di deterrenza mono- o bi-poli ed inciuci! Il SEMIALTERNO rappresenta una conseguente soluzione per incamminarci verso un sistema capace d’implementare democraticità ed implementare una responsabile sussidiarietà! Qualità queste, indispensabili per rendere sempre più matura la “nostra” democrazia e per poter evolvere verso l’implementazione dell’eccellenza! Giacché nessun sistema democratico può reggersi e/o proceder spedito se risulta strutturalmente zoppo sin dai suo meccanismi elettorali delle sue -front line- ingressi! Specialmente quando tende recidere i rapporti fra elettore ed eletto come sta accadendo con l’attuale “porcellum” che concede un enorme strapotere ai solito manipolo di inamovibili tenutari di partito (estensori di liste per nominati) che contribuiscono comunque a togliere autorità e prestigio al Parlamento. Benché la Costituzione all’art. 49 autorizza a concorrere con metodo democratico alla politica nazionale… non si è ancora provveduto a regolamentare i partiti secondo quanto già avviene nella realtà esterna della nostra società al fine di poter contrastare il nepotismo, il familismo di una siffatta gerontocratica inamovibile casta! • 2 – istituzionalizzare le primarie in modo aperto alla “TOP TWO” californiana; • 3 – aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale; • 4 – eliminare il quorum ai referendum; • 5 – introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi!? Per l’appunto urgono contro bilanciamenti per dar modo agli elettori di esprimersi su testi normativi e poter contrastare l’attuale straripamento della casta! • 6 – recall Iniettare concorrenza si rende improrogabile e necessario al fine d’aumentare la già scarsa produttività che langue sul fronte politico-amministrativo. Un passaggio che si rende indifferibile attivare per legittimare i rapporti fra l’elettorato attivo a quello passivo legandone il rapporto in modo più coerentemente al mandato elettorale ricevuto dai rappresentanti … al di là delle prerogative che l’articolo 67 concede ad ogni membro del Parlamento “d’esercitare le su funzioni senza alcun vincolo al mandato”. Come controbilanciamento servirebbe anche qui introdurre l’istituto del “recall” analogo a quel ateniese “sano” ostracismo istituito per contrastare le tirannidi! Questione auspicabile per equilibrare i rapporti al fine di ovviare a quei numerosi cambi di casacca che ad ogni legislatura si presentano. Quando un minimo di reputazione dovrebbe implicare implicitamente innanzitutto le dimissioni?! Poiché il voltagabbana lede innanzitutto quel atto di lealtà che, il candidato ha stretto nei confronti dell’elettorato e con il partito d’appartenenza quanto col leader del partito stesso! Lealtà, in linea di massima, che si renderebbe necessaria mantenere ai fini d’un buon funzionamento di qualsiasi sistema, quale indispensabile parametro per poter ottenere coerenti soluzioni e risposte alle istanze espresse dall’elettorato attivo senza doversi richiamare al “mandato imperativo” dei Parlamenti a regime feudale. Pertanto, “snobbare-disconoscere” il mandato ricevuto significa cullarsi/rifugiarsi cinicamente nell’autoreferenzialità di casta e disconoscere la propria identità!? Tutti i suddetti elementi rappresentano quegli induttori di poter attivare al fine di rendere autenticamente organico il sistema elettoral-istituzionale, il più plasmo elastico flessibile e pronto (non ingessato) con quei necessari antidoti atti a contribuire a contrastare ogni inerziale tirannia per mantenere “in equilibrio sinergico ed interattivo” l’insieme nel suo complesso sotto i vari profili. Questioni indispensabili per contrastare e dissipare sul nascere eventuali derive autoritarie e/o inciuci! Ovviamente, il tutto non disgiunto da quanto si renderebbe necessario introdurre per ulteriormente implementarne l’efficacia all’insieme che è rappresentato dall’elenco delle tante promesse, istanze espresse e buoni propositi perennemente elencati ad ogni campagna elettorale dalla casta ma sempre da più decenni rimandato nel tempo che reclamerebbe: • Riequilibrare i rapporti sulla fiscalità dei percettori rispetto ai produttori – ridurre le tasse; • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49 e, tutta la pletora di connesse erogazioni, sovvenzione e vitalizi costituite da quelle anacronistiche collegate catene ed eredità dei partiti defunti che gonfiano smisuratamente la spesa pubblica e, quant’altro desumibile dalle quotidiane cronache, ecc. • Riconoscere più specificità funzionale alle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere (auto-estinguere) il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale; • Rendere improrogabile (al di là degli atteggiamenti dei tacchini a Natale!) una concreta riduzione del pletorico numero dei Parlamentari (max a 100 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista da inciucciate bozze od analoghi schemi che umiliano il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché l’overdose di politici ferisce la democrazia L. Verzichelli. L’anacronismi di siffatti parlamenti degli Stati Europei è palesemente dimostrato dal fatto che talora i loro governi vengono commissariati dalle direttive europee: l’attuale momento ne è pregno di siffatti condizionamenti/limitazioni. Queste rappresentano delle concrete sostanziali madornali abdicazioni!? Segno d’essere in presenza di un anacronistico conservatorismo che esige strutturali radicali cambiamenti e riformulazioni! Appunto, basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento Europeo le normative lì deliberate senza frenarle e/o contrastarle con la solita “nostrana plutocratica retorica/disinvoltura” giacché i legiferati anche a “Strasburgo” già “abbondano” e non recepirli significa finire come usualmente accade nel nostrano cadere nelle solite ammende! Pertanto, una netta riduzione dei Parlamentari con “un parlamento a scomparsa” nello spazio tempo dimostrerebbe di per sé una più attenta volontà europeista ed una propensione alla razionalizzazione a-castale! • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici comunità di valle comprese; • Eliminare innanzitutto la possibilità delle candidature multiple dove il capolista decida di poter optare a suo piacimento farsi eleggere in un collegio rispetto ad un altro e viceversa; • In un siffatto momento di crisi indifferibile risulta dover ricomporre i rapporti remunerativi iniziando col ridurre i lauti appannaggi dei nostrani italici politici che risultano esosamente fuori ogni criterio rispetto ad ogni standard - media “Parlamentare dell’€urozone” così come si rende indispensabile riequilibrare l’eccessivo divario retributivo che intercorre fra i dirigenti (specialmente coloro che hanno generato deficit aziendali) rispetto ed ogni suo comune operatore. In quanto allucinante risulta che tale rapporto possa arrivare talora a valori ben mille (1.000) volte superiore… così come sarebbe opportuno ovviare ad altre palesi e diverse incongruenze che le cronache quotidianamente ci rilevano! • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali “a filiera corta” si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler?! Quindi, oltre alla crisi congiunturale, prodotto dai creativi della finanza inciucciati con la politica che ha fatto finta di non vedere e degli amici delle agenzie di rating lasciate libere d’erigere sempre nuovi castelletti domino di parte, ecc. sempre più magra sarà l’opportunità d’appropriarci del nostro futuro specialmente se non si cambieranno gli spartiti aggiorna do la struttura elettoral-istituzionale nel suo complesso resteremmo perennemente sempre più succubi e schiavi degli eventi ed in preda a quella solita frenesia indotta dalla stessa casta che tenderà comunque a sempre più espandersi e rendersi irremovibile dal semplice fatto del poter gestire il banco per propinarci quel famigerato gioco dell’oca fatta di continue insulse compulsive gattopardesche trasformazioni. Cambiamenti che si concretizzano in quei ciclici -“pit-stops”- farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare o ricambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali variando ogniqualvolta soltanto la percentuale di quanto maggioritario rispetto al proporzionale e/o viceversa non ultimo il precedente insulso Mattarellum al posto dell’attuale Porcellum! Modalità con la quale la casta “inciucciata” s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ed inequivocabilmente transitivi per rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva, per semplicemente in modo schizofrenico farci ripercorrere a ritroso la storia, specialmente per l’aspetto elettorale dove, continuiamo a doppiare le stesse ibride caselle; dal filo Proporzionali a quelle filo Maggioritari e/o viceversa senza considerarne il fatto che per complementarietà l’una induzione centrifuga –Proporzionale non può che per complementarietà coniugarsi nell’altra sua integrativa centripeta Maggioritaria e, viceversa! Questo è quanto il sistema SEMIALTERNO propugna per risolvere ed evolvere verso un futuro che sempre più c’accomuna. Serve anche per l’aspetto elettoral-istituzionale un sistema elettorale che sappia strutturasi secondo quanto le esigenze dei nostri tempi pretendono secondo quanto la realtà già d tempo trasuda ormai ad ogni latitudine! Il tempo pretende soluzioni sistemiche capace d’ingenerare un autentico dinamico concorrenziale a bipolarismo contendibile aperto all’intero catalogo delle opportunità che lo spazio tempo reclama! Urgono soluzioni “cittadino-centriche” e non la solita gattopardesca melina di casta tesa a rendersi sempre più intransitiva! Non possiamo permetterci nel terzo millennio di continuare a rimanere prigionieri d’una siffatta autoreferenzialità di casta che c’ingabbia dentro un autentico epocale irreversibile nuovo assolutismo! Quindi, inutile sarà piangersi addosso evocando l’analogia con la caduta dell’impero romano come taluno acclama, quando chi è causa del suo mal dovrebbe piangere se stesso! Urge semplicemente riflettere e ponderare per decidere al meglio ed un futuro più condiviso e partecipato non può essere preconfezionato dal prossimo improvvisatore od incantatore mantenuto grazie a siffatti anacronistici obsoleti modelli elettorali e/o farsi gioco d’assurdi conflitti d’interessi! Quanto sopra si propone per contrarre le filiere renderle corte per appiattire quella nostrana pesantissima piramide politico-burocratico-amministrativa che ci sovrasta e dissangua presentandosi con ben 10 abominevoli livelli burocratici (politico amministrativi) quanto ne risultano essere contemplandoli dal livello circoscrizionale comunale fin su a quello europeo. Dove, tutto purtroppo risulta farcito da pachidermiche assemblee politico amministrative di esageratamente super pagati e fuori d’ogni standard europeo, questo è come si presenta purtroppo l’italico brand politico amministrativo in continuo rigonfiamento e che si la scia comodamente il tempo che trova per ridimensionarsi! Quando inconcepibile risulta pretendere di volersi rendere competitivi con un siffatto handicap fatto d’un tosto bagaglio sul groppone di ben 10 zaini rispetto ai soli 2 o 3 che solitamente si ritrovano portare i cittadini dei nuovi paesi emergenti! Questo è ciò che sta strutturalmente sta facendo praticamente la differenza rispetto ai nostri global competitor! Non possiamo permetterci che una casta politica continui a promettere l’autoriduzione sia numericamente che dei suoi sfarzosi astronomici emolumenti se continua a far melina dove i cambiamenti non si vedono mai in quanto intenta a soltanto autoassolversi e rendersi sempre più immune! I cambiamenti permangono degli autentici miraggi per detta melina di casta attenta a farcire ed a propinarsi quegli stessi usuali riprovevoli pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare o ricambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali variando ogniqualvolta soltanto la percentuale di quanto maggioritario rispetto al proporzionale e/o viceversa non ultimo il precedente insulso Mattarellum al posto dell’attuale Porcellum! Così facendo non si farà altro che prestarsi al ludibrio internazionale dove le varie agenzie di rating Moody’s & Company potranno continuare a festeggiare ed esasperare l’attuale arrembaggio per l’attacco a sempre nuove speculazione dell’€rozone per costruire nuove impalcature dell’effetto domino sui prossimi default dei paesi europei! E noi indefessi restiamo a guardare!? Serve invertire la rotta diversamente il tanto decantato europeismo diverrà un’autentica illusione specialmente quando l’intera leadership europea anziché prodigarsi a fare squadra per risolvere i problemi continua ad agitarli! Segno d’una latente incapacità avvalorata anche da una cocente delegittimazione che gli stessi leader (“matusa”) europei d’ogni orientamento politico si ritrovano trafitti dal continuativo erodersi dell’elettorato inequivocabile sintomo che i tempi diventando sempre più celeri pretendono soluzioni più appropriate pronte e senza tentennamenti rispetto quanto si sta facendo in quegli ambiti così come inefficiente sembra esserlo quello della tanto decantata BSE sempre più remissiva agli attacchi della speculazione mondiale sembra chiudersi nella sua autoreferenzialità! Quando bisognerebbe con maggior vigore reagire e non esimersi dal ridimensionarsi più virtuosamente per non rischiare di restare imbrigliati nella detta autoreferenzialità che potrebbe facilmente portarci irreversibilmente alla deriva come quanto già profigurava I. Magli nel suo saggio “La Dittatura Europea” e/o attualmente la L. Napoleoni nel suo vivido saggio “Il contagio”, ecc. Pertanto urgerebbe rendersi strutturalmente competitivi introducendo quelli imprescindibili aggiornamenti necessari per affrontare una siffatta sempre più liquida realtà: questo sempre più avallata dalla cronaca che sta diventando storia!? Proprio perché oggigiorno la competitività è tale da mettere tutti contro tutti! Allora, non possiamo fare gli struzzi od i maramaldi! Non ci possono essere più tempi diversi e/o comparti stagni, solo i nostri avi vivevano in ambiti ben definiti legati alla pedissequa continuità, attualmente l’accelerazione e la discontinuità è tale da imporre di cambiare i parametri e continuativamente urgono aggiornamenti su tutti i fronti pertanto serve attrezzarsi con strumenti più strutturalmente capaci: elastico flessibili adattive per affrontare le varianze che le prossimità impongono! Quindi, per non rischiare nuove schiavizzazioni serve poter e saper superare questi gap (spread) inequivocabilmente, bisogna riguadagnare a livello “strutturale” fisiologia e, ciò non può eludere il doversi rendere organicamente snelli a filiere corte! Pertanto urge accelerare nelle ristrutturazioni di siffatti anacronistici apparti e superare un siffatto elefantismo per non ritrovarsi a doverlo fare per decreto quanto si sta paventando per la Grecia che dovrà iniziare a ridurre anche i suoi dipendenti statali per non cadere in default! Queste anacronistiche condizioni sono conseguenti al non aver voluto sfruttare appieno tutte quelle potenzialità che le nuove tecnologie ed internet permettono comprimere e ridurre le filiere quanto tutte quelle pletoriche pachidermiche assemblee! Pertanto, indifferibile risulta rendere strutturalmente completo ogni livello affinché in modo più dinamico e resiliente possa sinergicamente reagire per pervasivamente incrementarsi al più alto tasso propulsivo possibile in democraticità nello spazio tempo!!Quanto in corso dato l’inscindibile reciproco intreccio di democrazia e mercato esprime l’esigenza d’addivenire a strutturali adeguamenti anche per i meccanismi elettoral-istituzionali al fine d’ingenerare per “benchmark” sinergiche soluzioni capace di farci allineare a quanto la stessa realtà protende e già offre su detti fronti. Pertanto solo acquisendo, per mainstream convergenza, più potenti sistemici strutturali dispositivi “hard & soft” capaci di avviluppare quel indispensabile sinergismo necessario a rendere più gestibili e meno traumatici gli eventi, ineludibili pertanto, risulta addivenire a quegli inderogabili adeguamenti che una siffatta realtà reclama da adottarsi attraverso nuovi e più completi sistemi aperti che strutturalmente enucleino capacità d’agire direttamente sui processi in modo da dissipare e contrastare rischi d’autoreferenzialità “di casta”! Specialmente in Italia si rischia di continuare a restare prigionieri di quel latente storico “inciucio” che la nostrana storia annovera: un rissoso immobilismo che fa confondere mezzi e fini… tale da lasciare ai soliti soli impassibili speculatori di turno mano libera a tutto tondo! La mission pertanto, dovrebbe tradursi nell’esigenza di semplicemente estendere ed infondere anche nell’elettoral-istituzionale quanto già presente nel “mondo reale” (mercato) e rendere la stessa democrazia più completa e partecipata secondo le esigenze del nostro tempo implementandola anche con meccanismi elettorali più completi quanto col SEMIALTERNO si propugna! Giacché indifferibile risulta rendere strutturalmente completo ogni livello affinché in modo più dinamico e resiliente possa sinergicamente reagire per pervasivamente incrementarsi al più alto tasso propulsivo possibile in democraticità nello spazio tempo!! Dato che la legittimità di una legge risplende per la chiarezza e la trasparenza che racchiude! Questo è quanto per l’appunto già accade attualmente nella nostra realtà in modo sempre più coinvolgente e pervasivo dove la maggiore interattività viene promossa grazie a questi attributi di semplicità e trasparenza data dall’impostazione dinamica sistemica d’implementazione ricorsiva che sostanziale caratterizza i suoi stessi mezzi che, s’implementano secondo le velocità della legge di Moore! In altrettanto modo multi-task-touch (S. Jobs) questa epocale sistemica dinamica innovazione (rivoluzione) per analogia dovrebbe ingravidare la democrazia per renderla proattivamente altrettanto autentica volta alla prerogativa d’implementarsi e migliorarsi in modo ricorsivo nello spazio tempo per “multi-task-approach in progressive”! Speculare a quanto già accade nell’informazionale dove per “total mainstream” convergenza diventa lo stesso mezzo-medium il messaggio! (E. Mc Luhan) Giacché per l’appunto, resta assodato essere la stessa democrazia il miglior mezzo organizzativo politico finora riconosciuto allo scopo! Da cui l’esigenza “simmetrica” d’infondere sistematicamente ovunque ad ogni livello, maggiore contendibilità elemento indispensabile per rendere sostanziale ed autentica la competizione a tutto tondo ed a tutto campo. Pertanto, per riprodurre quella necessaria fisiologia procedurale democratica serve rendere la discontinuità/contendibilità permanenti attraverso meccanismi che enucleino quella indispensabile capacità d’incrementare democraticità. Qualità che qualifica una democrazia migliore rispetto ad un'altra rendendola più matura considerazione desunta dal fatto che essendo molte e diverse le democrazie nel compendio mondiale implica non può che esserne il suo potenziale di miglioramento! Necessità insita nella stessa UE - Stati Europei per riscattarsi dall’attuale dimensione d’agglomerato essendo più che assodata l’impossibilità d’avere una moneta senza un governo politico alle spalle! Pertanto urge una congrua risposta politica se non si vuole continuare ad essere la piazza ideale della speculazione monetaria mondiale! Indifferibile risulta acquisire quelle opportune dinamiche sistemiche capaci di accelerarne i processi e le prassi democratiche quindi, urge rendere visibilità e concorrenza alle opzioni di scelte quale indifferibile “must” al quale tutto dovrebbe incurvarsi per aumentare la democraticità ed implementarla. Per l’appunto, anche la questione elettoral-istituzionale non possono esimersi dall’adeguarsi e ristrutturasi secondo queste nuove esigenze che una siffatta maggiore accelerazione delle prassi e dei processi reclama a acquisire su tutti i fronti e livelli a filiere corte per rendersi competitivi! Giacché solo permanentemente adeguandoci permetteremo appropriarci del futuro! Inderogabile risulta appropriarci di sistemi agili e snelli a filiere corte per incrementare l’efficienza la qualità della vita, la democraticità; elementi che permettono di rilevare il grado di maturità d’ogni democrazia! Allora, serve munirsi di quel necessario coraggio a riscattarci dalla nuova schiavitù rappresentata dall’obsolescenza dei modelli anche da quelli elettorali che ci ingabbiano in quel famigerato gioco dell’oca col quale la nostrana casta da decenni ci mantiene in scacco rubandoci giorno dopo giorno ogni prospettiva per un futuro più radioso e prosperoso! Nell’era degli accessi non frutto di un enorme processo di capitalizzazioni di tecnologie e conoscenze non possiamo continuare a rimanere schiavi di un nuovo anacronistico assolutismo: succubi degli eventi lasciando alla mercé dei soliti cinici speculatori di turno! Da cui l’esigenza di stendere una “road map” a miglioramento incrementale continuo ed al fine di rendere la discontinuità permanente serve iniettare concorrenzialità rendendola sistemica, solo così ci si potrà riscattare dalla morsa asfissiante dell’eccesiva burocratizzazione che c’attanaglia e ci soffoca in conseguente dell’assillante pressione fiscale che questa patologica obesità burocratica genera in continua, morbosa progressione! Pertanto, indifferibile risulta la sfida che ci troviamo di fronte; quella di dover implementare questo nostro mezzo che si chiama appunto “democrazia” per non rischiare di finire dalla padella alla brace. Serve ristrutturarsi per implementare il miglioramento incrementalmente ricorsivo continuo e renderlo un meccanismo resiliente in modo da potersi sintonizzare su quella lunghezza che ogniqualvolta le prossimità del tempo reclamano. Questa dovrebbe essere la qualità indispensabile da ricercarsi per qualificare una democrazia migliore rispetto ad un'altra! E giacché, or ora, nel compendio mondiale molte e diverse se ne annoverano implicita non può che esserne la sua perfettibilità! Appunto stiamo vivendo un momento di transizione di crisi/opportunità d’un autentico cambio di paradigma determinato dall’irreversibilità del tratto del dado della “globalizzazione”! Pertanto, la sfida diventa sempre più gravosa ed indifferibile quella che richiede di dover contribuire ad ingravidare positivamente ed in modo responsabile quella costituenda global-i-cloud di new global rules tali da qualificarsi in un’autentica human democracy, providing to unlock proactive human potential!? Un salto che non può esimersi dall’adottare i suddetti epocali adeguamenti! Urge rimuovere ovunque l’obesità della casta burocratica che sempre più ci soverchia e sovraccarica una conclamata devianza da ogni fisiologia che ci porta alla deriva, serve invertire la rotta per rendere endemica una siffatta patologia che affligge l’intero “vecchio” occidente questione che ci sta sempre più rubando il futuro! Obesità, non solo per l’aspetto alimentare ma sempre più pericoloso per l’aspetto politico burocratico, particolarmente questo è quanto purtroppo siamo afflitti e sta colpendo l’Italia e sempre più l’Europa nel suo insieme dato il trend espansivo pluto burocratico gli ambiti e gli apparati politici amministrativi stanno sempre più assumendo gonfiandosi a dismisura. Incontrovertibilmente dimostrato dall’eccessiva proliferazione di livelli politico amministrativo - or giunti purtroppo, come detto a ben 10 considerandoli per la sola piramide politico-amministrativa. Aspetto che ci comprime dentro autentici infernali gironi ogni cittadino italiano-europeo ingessandolo dal livello circoscrizionale comunale fin su a quello apicale europeo!? Gironi praticamente sembrano servire per meglio accantonare il debito pubblico!? Vista la strategia che l'Europa sta conducendo di cercare di tenere in piedi l'euro attraverso l'acquisto da parte della Banca Centrale Europea del debito pubblico d’ogni paesi PIIGS. Questione che appunto non potrà anche lì funzionare a lungo termine come data la di già “iper” indebitata italica piramide - burocratico politico amministrativa! Dove ovunque s’istallano anacronistiche nuove pachidermiche assemblee con eccesivi livelli rigonfi di rappresentanti. Quando gli stessi Parlamenti degli Stati europei così come i loro parlamentari sin dalla nascita ed insediamento del Parlamento Europeo avrebbero dovuto, tutti, scemare e numericamente ridursi sempre più in modo tale da scomparire nel tempo! Invece restiamo legati alla solita obsolescenza strutturale quando il muro è già dal secolo scorso –’89- crollato e non servono più contraltari per ripristinare nuove età della guerra fredda! Giacché per cambiare musica e suonatori servono nuovi spartiti, come su elencato, al fine di poter rendere più celeri e più dinamiche le prassi della democrazia per arrivare e nuove e più virtuose soluzioni introducendo sistemi attuatori d’implementazione di qualità – sussidiarietà nei servizi resi! Serve avere il coraggio d’un salto di qualità ed invertire questo perverso patologico trend autolesionista, iniziando ed applicare quanto le nuove tecnologie ed internet dimostrano permettere dato da quanto hanno saputo copiosamente profittare ed applicare in modo più virtuoso i paesi emergenti –BRIC! Quindi, serve iniettare ovunque competitività e soprattutto nei meccanismi elettorali per ingenerare dinamismo nei processi e nelle prassi effetti indispensabili a rendere autenticamente fisiologica la competitività! Inoltre, serve ribadire che il sistema elettorale SEMIALTERNO aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo - imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma, complementare rappresentato dall’induzione - centripeta delle mandate al “Maggioritario od a Premio di Maggioranza” che incardina sulla governabilità desumibile da come anche la GB si vede sistematicamente costretta (effetto di un governo -Cameron- a coalizione LibDem e Tory) a doversi evolvere ovvero, passare dal classico modello elettorale Maggioritario a quello Proporzionale ! Oltre tutto, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo competitivamente ingenerato ed indotto da quei complementari passaggi dal proporzionale al maggioritario e viceversa. Articolazione che permette d’ingenerare quel necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così pragmaticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato ed adattivo possibile l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo e coerente a quanto l’attuale cangiante realtà contestuale che una democrazia arrivata nell’era del post moderna pretende dai sistemi, per così poterci meglio sintonizzare a quanto una siffatta cangiante società pretende poterli accreditare e qualificarli per tali: sistemi completi e non ciarpame frutto di quelle suddette statuizioni formalmente corrette –Weber- e sempre più corrotte!? Giacché non possiamo assistere ad un continuativo decadimento politico frutto dell’inadeguatezza dei sistemi politici in auge, che per intrinseco “lock in”, preferiscono far abdicare la politica e talora rimettersi alla guerra! Questo è purtroppo, quanto in continuazione tende accadere ad ulteriore segno della mancanza di più appropriati strutturali sistemi che proattivamente s’auto correggano ed auto aggiustino affinché si possano affrontare i cambiamenti che le prossimità e le circostanze impongono. Pertanto, per “i-cluod” mainstream convergenza e confluenza urge richiamarsi come detto, ad una declinazione di nuovo ordine superiore “new normal deal - new normal global rules?!” In quanto come detto, Democrazia e Mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che in presenza di un’inconfutabile globalizzazione, per complementarietà entrambe debbono reciprocamente declinarsi sotto una fattasi nuova luce. Giacché solo così si renderanno i rapporti più sinergici e fisiologici, secondo quanto implicitamente una siffatta nuova realtà sempre più liquida reclama! Urgono riformulazioni sotto i profili: antropologico, sociologico, economico ed ecologico! L’effervescenza d’addivenire a nuove declinazioni trasuda sempre più ovunque ed in ogni dove, i fatti lo stanno dimostrando giacché la storia sta galoppando nella cronaca rendendo il mondo sempre più piccolo questo sta ritagliando sempre più spazio alla vecchia obsolescenza all’autoreferenzialità di parte ed agisce verso il nuovo l’inedito l’efficiente il singolare!?