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PD: "Confronto subito con imprese e forze sociali"

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Marcegaglia presenta "Progetto imprese per l'Italia". Bersani: "Alcuni punti vanno in direzione delle nostre proposte, come quella sul fisco". Letta: “E’ chiaro che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare le priorità”
pubblicato il 30 settembre 2011 , 587 letture
"Con le imprese siamo pronti a confrontarci già nei prossimi giorni con il nostro progetto", ha detto il Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante la riunione con i segretari provinciali del partito, in risposta al "Progetto delle imprese per l'Italia", presentato dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "Alcuni dei punti che hanno esposto oggi, a partire da quello sul fisco, vanno nella stessa direzione di quanto abbiamo presentato anche nei nostri emendamenti".

“Bene il manifesto delle imprese. E’ un testo in larga parte condivisibile che indica obiettivi ambiziosi e parte da una giusta analisi dei problemi dell’Italia e delle risorse a cui attingere per ripartire”: Così il vicesegretario del PD Enrico Letta. “E’ chiaro – ha continuato - che non è l’attuale governo ad essere in grado di affrontare quelle priorità. Noi siamo pronti al confronto e alla sinergia con la volontà riformatrice che quel manifesto esprime”.

Anche per Stefano Fassina, responsabile economico del PD, "il 'Progetto delle imprese per l'Italia' è un ottimo contributo per portare i problemi veri del nostro Paese al centro dell'agenda politica e parlamentare. Innanzitutto, per consapevolezza della gravità della situazione: non c'è più tempo da perdere nell'area euro per accelerare una gestione comune della politica economica; non c'è più tempo da perdere in Italia. Il nostro Paese non può andare avanti con un governo senza timone e senza progetto - ha ribadito Fassina - senza attenzione ai lavoratori ed alle imprese italiane, costretto ad attuare manovre dettate da umilianti diktat delle Bce. In secondo luogo, è un ottimo contributo - ha aggiunto - per le proposte in larga misura condivisibili dal PD che da anni le ha presentate ad una maggioranza parlamentare indisponibile ad uscire dal terreno populista e propagandista. Tuttavia, è evidente a tutti in Italia e fuori, anche agli autori del Progetto presentato oggi, che il primo e principale ostacolo da rimuovere per avviare una strategia per lo sviluppo sostenibile è il governo Berlusconi, sempre più parte del problema che parte della soluzione”.

Ha affermato il senatore del PD Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione Lavoro: "La rete delle imprese chiede chiaramente che si esca senza indugio dalla politica economica perpetrata in questi anni dal governo Berlusconi, caratterizzata da preoccupanti tratti recessivi, aumento della pressione fiscale, tagli agli investimenti per le infrastrutture e per l’innovazione e depressione dei consumi. Attraverso la presentazione di proposte di legge, ordini del giorno, emendamenti e altri testi parlamentari - ha voluto ribadire l'esponente democratico - il PD ha già dimostrato di condividere punti importanti del Manifesto: la riforma fiscale perchè siano tutti a pagare e non solo i dipendenti e i pensionati; le liberalizzazioni, avviate già con il governo Prodi e poi bruscamente interrotte da Berlusconi; gli investimenti sulle infrastrutture, promesse da più di dieci anni e mai attuate, oggi ancor più necessari dato il fallimento della Legge obiettivo; una riforma delle pensioni, o meglio del welfare, complessiva, che tenga sì conto dell'allungamento della vita ma che dia anche maggiore centralità al ruolo delle donne e alle loro esigenze per conciliare i tempi del lavoro con quelli della cura della famiglia".

"Il PD è pronto al confronto - ha dichiarato anche Treu -, anche con questo governo. Ma il rifiuto o il tentennamento ad agire subito su queste linee guida sarebbe molto rischioso perché aumenterebbe la distanza già abissale tra il governo e il Paese, acuirebbe le contraddizioni già presenti all’interno della maggioranza e alimenterebbe ancora la protesta sociale".

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Il "Progetto delle imprese per l'Italia" punta a rafforzare il pressing sul governo con una posizione unica di industriali, banche, pmi, coop, assicurazioni.

Il manifesto delle imprese per salvare l'Italia si basa su cinque punti. riforma fiscale per abbassare le tasse su lavoratori e imprese, con la disponibilità ad accettare una patrimoniale; infrastrutture; privatizzazioni; liberalizzazioni; pensioni.

 

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