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Un discorso penoso che non dà risposte su come risolvere la crisi

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Berlusconi chiede la fiducia alla Camera semi deserta. Nessun passo indietro e nessuna risposta alla crisi economica e sociale. Bersani: "Stanno stracciando la dignità del Parlamento e noi non vogliamo che poi la gente pensi che siamo tutti nel mucchio". Letta: “Quelle di Berlusconi sono parole che confermano la volontà di non farsi carico di un problema, confermano che questo governo non ce la fa, perché la bocciatura del Rendiconto non è stato un incidente di percorso”. Finocchiaro: "Un Berlusconi arrogante, non trova di meglio che ripetere l'ennesimo discorso fotocopia dei tanti fatti in questi mesi"

pubblicato il 13 ottobre 2011 , 306 letture
Non c'è stata nessuna risposta alla crisi. C'era da prevederlo, anzi era assolutamente scontato. Berlusconi ha parlato alla Camera davanti ad una platea semi deserta, sorretto da applausi telecomandati e annunciando che tutto va bene e non esistono alternative. Parole vuote che significano che per l'ennesima volta, il premier è distante dalla realtà e non vuole farsi carico dei problemi che la crisi ha prodotto.

Per Berlusconi, la bocciatura del governo sul Rendiconto generale dello Stato è stato solo un “incidente parlamentare” alimentato in maniera “forzata e strumentale” dall'opposizione. Ciononostante, forse per la prima volta nella sua vita, il presidente del Consiglio si è scusato pubblicamente.

Quindi i soliti falsi elogi alla politica dell'Esecutivo e la lotta contro la strategia del pessimismo. “Fare un passo indietro? Mai come adesso potremmo accondiscendere a questa richiesta” ha ribadito il premier.

“Berlusconi ha fatto un discorso sul piano politico penoso, non ha risposto in nessun modo alla richiesta del presidente della Repubblica su come intende governare al di là delle fiducie. Siamo allo sbandamento totale”. Così il leader del PD, Pier Luigi Bersani ha attaccato, fuori dalla Camera, l'intervento del premier in Aula. “'Il discorso di oggi è acqua fresca, un discorso che non merita di essere ascoltato. Noi abbiamo voluto marcare la nostra dissociazione dalla loro farsa. Stanno stracciando la dignità del Parlamento e noi non vogliamo che poi la gente pensi che siamo tutti nel mucchio. Anche sul rendiconto se ne sono usciti con un escamotage tecnico penoso. Il governo non è in grado di reggere la situazione. I problemi sono tutti sul tappeto e lui sa solo rimanere inchiodato alla sedia con i mezzucci”.

“Sull'esito del voto di fiducia di domani non faccio pronostici ma oggi in Aula il premier ha fatto un richiamo all'ordine e quindi penso che la sopravvivenza possa ancora funzionare. Purtroppo è sopravvivenza e non governo del Paese perché siamo agli ultimi colpi di un tramonto fiammeggiante”.



Circa la decisione delle opposizioni di restare fuori dall'Aula durante il discorso di Berlusconi, Bersani ha spiegato che “il nostro non è un Aventino ma un segnale chiaro di dissociazione da un modo di procedere che colpisce nel profondo i meccanismi democratici. Il governo è indecoroso e se la cava con il cinquantatreesimo voto di fiducia senza dire una parola su come vuole governare”.

“La nostra risposta sarà poi la manifestazione del 5 novembre perché la domanda è se vogliamo dei salvatori della Patria o mettere in sesto una democrazia rappresentativa perché davanti ad una situazione inchiodata o di stallo provocata dal fatto che anni fa ci si e' affidati ad una sola persona”. L'Italia, è convinto Bersani, “ce la fara' se guarda in faccia la situazione che si sta sfaldando”.

“Vedo nero, vedo l' incancrenirsi della situazione per l' assenza di risposte da parte di Berlusconi alla crisi e l'avvitamento di una crisi che pesa sulle spalle degli italiani”. Questo è stato il primo commento al discorso di Berlusconi fatto dal vicesegretario del PD Enrico Letta, intervenendo a SkyTg24.

“Quelle di Berlusconi - ha detto Letta - sono parole che confermano la volontà di non farsi carico di un problema, confermano che questo governo non ce la fa, perché la bocciatura del Rendiconto non è stato un incidente di percorso. Il problema è la quotidianità dell'azione di governo”.

“Berlusconi - ha proseguito il vicesegretario del Pd - ha evocato solo degli spauracchi: se non ci siamo noi c'è lo spauracchio delle opposizione, c'è lo spauracchio della crisi. Ma non c'è stata nessuna risposta alla crisi profonda che ha colpito l'Italia in questi mesi. A questa crisi Berlusconi risponde io rimango qui”.

Per il vicesegretario Letta, Berlusconi ha pronunciato una frase infelice sul Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Berlusconi ha detto che Napolitano non deve far politica. Invece il Presidente della Repubblica non è solo il massimo arbitro, infatti se l' Italia non è esplosa è grazie a lui”.

“Le opposizioni sono unite e questo smentisce le parole di Berlusconi: l'aula vuota a dimostrato che Berlusconi è solo con i suoi. La sua credibilità non c'è più. Quello di oggi è stato il discorso della disperazione e della sopravvivenza. Berlusconi chiama le elezioni a marzo anche perché il governo non ha i numeri se non attraverso i voti di fiducia”.

“Da parte nostra, le opposizioni unite rappresentano la base per l'alternativa”.

*****

"Purtroppo non c'è alcuna novità all'orizzonte. Da Berlusconi abbiamo sentito il solito discorso pieno di bugie, di propaganda e di arroganza". Lo ha dichiarato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

"E proprio l'arroganza è la questione che ci preoccupa di più - ha aggiunto Anna Finocchiaro - Non ci aspettavamo nulla, visto che nulla può dire Berlusconi in termini di proposta politica al Paese, ma ci attendevamo un minimo di responsabilità. E invece abbiamo ascoltato le solite bugie sulle riforme, cento volte annunciate e mai realizzate, visto che gli unici provvedimenti portati avanti da questa maggioranza in Parlamento riguardano le intercettazioni e la prescrizione breve. Abbiamo ascoltato la solita propaganda sui meriti dell'Esecutivo in materia di economia, in realtà inesistenti. Abbiamo ascoltato la solita solfa sul decreto sviluppo, panacea di ogni male di cui però nessuno conosce il contenuto. Il tutto condito dal livore consueto contro le opposizioni. Ma quello che più infastidisce appunto, è l'arroganza di quest'uomo, che in un momento così difficile, nel momento più basso della sua esperienza di governo, e non lo diciamo noi ma lo dicono tutti i commentatori, non trova di meglio che ripetere l'ennesimo discorso fotocopia dei tanti fatti in questi mesi. Ancora una volta il Premier, nonostante quello che sta avvenendo, pensa che dopo di lui e Bossi ci sia il diluvio. E' la sindrome di un uomo che ha perso il senso della realtà, ma la realtà è che potrà conservare i numeri in Parlamento ma dal punto di vista politico il suo governo è finito".

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