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RELIGIONI E POLITICA NEL MONDO GLOBALE. TRE PROSPETTIVE NON NECESSARIAMENTE IN CONFLITTO

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Si è svolta a Cosenza la presentazione del libro dell’Onorevole Vannino Chiti, “Religioni e politica nel mondo globale. Le ragioni di un dialogo”, presso i locali della Provincia di Cosenza. Dopo un breve intervento di saluto dell’Assessore alla cultura, Maria Francesca Corigliano, che già squadernava con nettezza alcune delle problematiche affrontate nel testo di Chiti, hanno parlato il docente universitario Antonino Mantineo, lo scrittore Maurice Bignami e, a conclusione, lo stesso Presidente Chiti. Le tre relazioni, particolareggiate e seguite, hanno affrontato tematiche affini da prospettive del tutto peculiari, ma non necessariamente (anzi!) in conflitto, che hanno impreziosito, per altro verso, gli stessi contenuti già proposti nel libro di Chiti, dalla concreta leggibilità e dalla copiosa mole documentaria, bibliografica e legislativa.
Il professor Mantineo ha in particolar modo apprezzato gli spazi che sussistono per aprire un dialogo non solo “inter-religioso”, ma anche e soprattutto “infra-religioso”, dove le singole componenti confessionali non lottino per esercitare un’egemonia, di tipo burocratico o gerarchico, nei confronti delle altre, ma provino ad armonizzare le rispettive posizioni per tratteggiare più ampi spazi di dialogo con gli altri. Ha, poi, sottolineato gli squilibri che ancora affliggono il sistema giuridico italiano, segnalando alcuni motivi di insoddisfazione che vengono dalla non compiuta riforma del diritto di famiglia, dalla mancata discussione pubblica sul disarmo, dagli stessi rapporti tra Stato e Chiese.
Bignami ha tratto spunto dalla sua pluridecennale esperienza nel circuito della Caritas romana. Senza mai esporsi al rischio dell’aneddotica, ha raccontato con misura, e alcuni accenti di veri affetto e generosità, di alcune delle molteplici iniziative di Don Luigi Di Liegro. L’intervento ha mostrato enorme attenzione al periodo storico in cui si svolgevano le vicende riportate: ascesa e declino dell’utopia filosovietica, aumento imprevisto del numero dei “senza fissa dimora”, con l’intensificazione delle tipologie di disagio, necessità di un emisfero confessionale connotato come testimonianza concreta e non mera rappresentanza di interessi.
Le conclusioni del Presidente Chiti hanno preso le mosse dagli spunti che erano giunti, anche per il contributo delle relazioni precedenti: la figura di Balducci, evocata da Mantineo, il tema del finanziamento confessionale, sollevato sempre dal docente, il suggestivo percorso espresso nelle parole di Bignami, con le problematicità sollevate dalla banalizzazione delle esperienze spirituali e dalla frammentazione e inadeguatezza del sistema informativo.
L’Onorevole Chiti ha proseguito riprendendo tre issues particolarmente forti in “Religioni e politica nel mondo globale. Le ragioni di un dialogo”: il confronto con la realtà islamica, da cui provengono proficui filoni di studio come quello della “teologia islamica della liberazione”, l’opportunità di non legiferare su materie e in forme che sollevino divisioni laceranti, piuttosto che propensioni all’ascolto, il percorso di rinnovamento che dovrà interessare, in senso partecipativo, le istituzioni comunitarie.
Dibattito prezioso, allora, appassionato, e che meriterà quanto più possibile di essere mantenuto, rinnovato e riconsiderato.
 

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