Privacy Policy politicamentecorretto.com - “La Consulta Emiliano-Romagnoli nel mondo valore aggiunto per la Regione”

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

“La Consulta Emiliano-Romagnoli nel mondo valore aggiunto per la Regione”

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 Garavini (PD): “Consulta Emiliano-Romagnoli nel mondo non va abolita”

 

“Sarebbe miope abolire la Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo”. Lo dice Laura Garavini, parlamentare del Pd eletta nella circoscrizione Europa, commentando le proposte di legge regionali presentate da Lega, Movimento 5 stelle, IDV ed UDC, volte ad abolire l’organo di rappresentanza degli emiliano romagnoli residenti nel mondo.

“La Consulta non è solo un punto di riferimento essenziale per i corregionali all’estero, ma è una straordinaria antenna della Regione in giro per il mondo, che produce incalcolabili ricadute su tutto l’indotto economico-turistico e commerciale dell’Emilia-Romagna”.

“Nessuno sarebbe in grado di quantificare il valore aggiunto della Consulta in termini di ritorno di immagine e di indotto economico commerciale per il turismo e per l’esportazione di prodotti tipicamente emiliano romagnoli (Barilla, parmigiano reggiano, prosciutto di Parma)”, ha precisato Garavini, concludendo, “mi auguro che le proposte di legge finalizzate all’abolizione della Consulta non trovino approvazione. In questi difficili anni di tagli massicci a tutte le politiche per gli italiani all’estero e all’internazionalizzazione del Made in Italy, la Consulta degli Emiliano-Romagnoli ha costituito un baluardo di serietà e di buona politica”.

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 17 Novembre, 2011 06:06:53
    In un momento dove si deve risparmiare, non vedo che c´é di strano che la regione si riorganizzi.Dopo tutto, sono soldi dei contribuenti.Basta mantenere lo scopo con altri addetti ai lavori e il Parmigiano sará venduto ancora.Un articolo che spiega la proposta.Quattro proposte di legge presentate da consiglieri di Idv, Udc, Lega Nord e Movimento 5 stelle: tutte con l’obiettivo di abolire la Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo. È quanto accade al Consiglio regionale per iniziativa di diversi partiti. I testi sono stati presentati nell’ultima settimana di ottobre e pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione. Tutti partono dal presupposto che i costi della Consulta, visto il momento difficile che attraversano i conti italiani, non siano più sostenibili. Tutti, più o meno, fanno salvo nella premessa il principio del "riconoscimento" dell’importanza e del ruolo degli emiliano romagnoli nel mondo. La proposta di Liliana Barbati (Idv) prevede che le attività della Consulta siano svolte dalla Giunta e che le risorse recuperate siano destinate "al sostegno finanziario delle politiche socio-assistenziali e degli interventi di solidarietà regionali". Il testo, all’articolo 5, prevede che "le funzioni siano esercitate dalla Giunta d’intesa con l’ufficio di Presidenza dell’assemblea legislativa anche al fine di garantire la più completa "copertura politica" alle attività poste in essere". Manes Bernardini, Stefano Cavalli, Mauro Manfredini e Roberto Corradi della Lega Nord sottolineano il costo di una Consulta composta da "53 membri oltre agli invitati ai lavori". Il "superamento della Consulta", aggiungono, "sarebbe un risultato notevole. Le attività legate alle iniziative in corso e quelle meritevoli che in futuro potranno svolgersi saranno organizzate e gestite direttamente da uffici regionali, in particolare quelli preposti alle relazioni europee e alle relazioni internazionali". Favia e Defranceschi del Movimento 5 Stelle prevedono l’abrogazione della Consulta dal gennaio 2013: "fino a quel momento le spese siano ridotte del 50%". Nel testo, poi, si prevede che "la tutela degli emiliano romagnoli dovrà essere attuata attraverso interventi specifici promossi dalla Giunta regionale senza necessità di una apposita struttura che ha generato costi di gestione sproporzionati rispetto agli obiettivi prefissi. Basti pensare che la Consulta dal 2007 al 2009 è costata la somma di 3 milioni di euro". Infine, Silvia Noè dell’Udc pospone al 2015 l’abrogazione della Consulta e dispone che "a partire dal gennaio 2003 non sarà riconosciuto alcun compenso al Presidente: che gli interventi previsti dai piani regionali triennali non possono prevedere ulteriori deroghe rispetto alla data di abrogazione della legge regionale 3 del 2006; che le risorse economiche previste per il triennio 2013-2015 saranno dimezzate del 50%; e che il risparmio prodotto sarà destinato a sostegno di politiche sociali". Tutte le proposte di legge sono state assegnate in sede referente alla IV Commissione Politiche Sociali.