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L’indifferenza del Paese.

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Sinceramente riesce difficile capire gli applausi che la parte politica rivolge a questo governo Monti e al decreto “Salva Italia. E’ evidente che in questo momento la loro maggior preoccupazione è quella di tenersi a galla, facendo fare il lavoro sporco ai tecnici, e celare la loro incapacità dietro una finta responsabilità nazionale. Non capisco, cosa ci sia da applaudire ad una manovra che colpisce i cittadini e premia le banche che, con le loro attività speculative sono le vere responsabili della crisi! Una crisi che ha cominciato a muovere i suoi passi attraverso speculazioni finanziarie, titoli derivati  OTC  - Over the Counter (negoziati fuori dal mercato e dai listini di borsa e tenuti fuori di bilancio.) e finanziamenti, di mutui e crediti al consumo al di sopra di ogni ragionevole strategia. Dinanzi a questo drammatico scenario cosa fa il Governo dei Professori e dei Banchieri? Anziché bloccare le speculazioni finanziarie con provvedimenti tipo Tobin Tax, con l’incentivazione del credito alle imprese, con la distinzione tra banche speculative e banche dedicate al credito reale, vara un decreto Salva Italia (e forse ne sta preparando un secondo) che colpisce la gente, che non prende nessun provvedimento contro la speculazione finanziaria e partecipa alla decisione europea di rifinanziare il sistema bancario senza porre alle banche alcun vincolo. Questi super tecnici non possono ignorare tale situazione, così come non possono far finta di niente quei politici che si sono spellati le mani per applaudire governo e decreto. Dunque, ben conoscendo la situazione i signori della politica hanno scelto la strada più semplice per loro e più sbagliata per i cittadini. Hanno scelto di coprire il buco di bilancio approvando misure antipopolari per evitare conflitto con i “Poteri Forti”, con le grandi istituzioni finanziarie e col sistema bancario nazionale e internazionale, consentendo da codardi di far avere il ruolo da protagonisti a questi personaggi che non sono stati scelti dal popolo. Ovviamente perseguendo questa strategia si finirà in un vicolo cieco, in quanto continuare a tassare il nostro Paese senza vere misure di crescita, porterà ad una sicura recessione. La politica, anzi i politici, anziché battersi per  che tutelare la dignità della persona, i giovani e le famiglie, ha ceduto il passo ad un c.d. “Governo tecnico” nella speranza  di tornare presto alla guida del Paese. Un progetto questo, francamente poco nobile e soprattutto poco intelligente perché sacrifica il “bene comune” sull’altare delle ambizioni personali che, fra l’altro, molto difficilmente potranno essere in futuro soddisfatte. Non possiamo quindi continuare ad inginocchiarsi all’Europa  e al suo impero finanziario, come non possiamo più inginocchiarci alla BCE che finanzia solo le banche a lei più congeniali, ed è stato questo l’errore dell’ex maggioranza, incapace di affrontare la crisi senza avere alcuna strategia alternativa da proporre al Paese e senza esprimere alcuna seria proposta fondata sui principi della dottrina sociale cristiana.  L’ indifferenza dei politici è stata evidente e pericolosa per il Paese, come pericolosa e drammatica è l’indifferenza del Paese nei confronti dei politici. Voglio chiudere con le parole di Antonio Gramsci proprio sull’indifferenza che lui stesso odiava: “L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?”….Ecco mai parole furono cosi tremendamente attuali.
Antonio Di Giovanni

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