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Corte suprema della California e matrimoni gay: sentenza storica

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Contro le discriminazioni basate sulle preferenze sessuali

 

"Limitare la definizione di matrimonio a un'unione tra un uomo e una donna è anticostituzionale e questo passaggio deve essere eliminato dal testo legislativo". Poteva essere la sentenza della nostra Corte Costituzionale visto che il matrimonio civile e' un istituto giuridico non sostituibile, ne' vicariabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto verrebbe rispettato e pienamente applicato il principio fondamentale di eguaglianza e pari dignita' sociale di tutti i cittadini sancito dalla nostra Costituzione.
Invece e' quanto ha scritto il presidente del collegio, Ron George nella storica sentenza della Corte Suprema californiana in merito alla legge che proibiva il matrimonio tra persone dello stesso. Nella sentenza dei giudici di Sacramento si afferma che le unioni civili non sono un sostituto accettabile per il matrimonio.
La sentenza, letta in Italia dove non si riesce neppure a far approvare una legge sulle unioni civili, sembra arrivare da un'altro pianeta invece che da un'altro continente!
Anche da noi la soluzione piu' semplice sarebbe quella di abrogare la discriminazione che esiste per le persone omosessuali di contrarre matrimonio sostituendo "coniugi" a "marito e moglie" presenti nel nostro codice civile.
L'art. II 81 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta in qualsiasi forma, compresa quella fondata sull'orientamento sessuale, ogni forma di discriminazione, e quale forma peggiore esiste che vietare l'accesso ad un istituto e percio' al divieto di accesso al diritto?

Su questo come deputati Radicali, insieme alle associazioni Luca Coscioni e Certi Diritti stiamo promuovendo la riforma del diritto di famiglia, e tra i vari disegni di legge ripresentiamo anche quello per il matrimonio gay confermando quello gia' depositato la scorsa legislatura.
Alla Spagna, al Belgio, ai Paesi Bassi e al Canada, oggi si unisce la California in un percorso storico verso la fine delle discriminazioni basate sulle preferenze sessuali.

 

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