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L'esigenza di realizzare una casa di reclusione nel territorio della regione Calabria

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Interrogazione a risposta in Commissione

Al ministro della Giustizia e al Ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti - per sapere – premesso che:

 

- l’esigenza di realizzare una casa di reclusione nel territorio della regione Calabria fu rappresentata nel lontano 1988 dalla Direzione dell’Istituto Penitenziario reggino;

- nel decennio passato, alterne vicende politico-finanziarie ed amministrative hanno fatto slittare l’iter progettuale di una casa di reclusione nella provincia di Reggio Calabria;

- nel 1993/94, individuata l’area per la nuova casa penale a Reggio Calabria, furono avviate le procedure concorsuali per l’appalto dei lavori, privilegiando il sistema dell’affidamento “in concessione” delle opere di progettazione esecutiva e realizzazione del nuovo complesso carcerario;

- pur avendo individuato il soggetto concessionario nel R.I.T. (Raggruppamento Temporaneo di Impresa) CMC-PIZZAROTTI, la procedura avviata divenne impercorribile a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 109/94, per cui si provvide ad affidare allo stesso soggetto l’appalto a “trattativa privata”;

-  nel corso degli anni alcuni finanziamenti parcellizzati portarono alla realizzazione dei primi due lotti e al completamento della c.d. “stabilizzazione del fronte settentrionale”;

- Il 31 gennaio 2003 è stata siglata la proposta di ridimensionamento della struttura nascente, allo scopo di rendere la stessa fruibile in tempi brevi, anche alla luce di un ulteriore stanziamento di circa 14,5 milioni di euro;

- Il 31 luglio 2003 all’impresa appaltatrice è stato conferito l’incarico per redigere il nuovo progetto, ma una serie di vicissitudini hanno portato solo nel marzo del 2004 alla consegna da parte della CMC - PIZZAROTTI del progetto generale esecutivo di variante commissionato, ma nel frattempo non è risultato più disponibile il finanziamento di 14,5 milioni di euro di cui allo stato revisionale del bilancio del 2002 da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

 

 

 

 

 

 

- il problema finanziario veniva però superato con il D.M. del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 30.09.2004, con il quale era stato assegnato al Servizio Integrato delle Infrastrutture e dei Trasporti (S.I.I.T.) per la Sicilia e la Calabria un finanziamento di 16 milioni di euro da destinare proprio alla Casa di Reclusione di Reggio Calabria;

- il S.I.I.T. non ha però approvato il definitivo progetto rielaborato dalla ditta appaltatrice in tempo utile ad impegnare la somma stanziata entro l’esercizio finanziario 2004;

- nonostante le varie sollecitazioni anche del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, solo il 01 dicembre 2006 è stato nominato il Commissario straordinario per il completamento dei lavori della Casa di Reclusione di Arghillà in Reggio Calabria;

- e solo il 26 giugno 2007 l’Impresa C.M.C. Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, Società Capogruppo dell’A.T.I., affidataria dei lavori di costruzione dell’opera, confermava la disponibilità alla ripresa ed al completamento dei lavori, pur rappresentando la necessità di disporre di un progetto esecutivo, redatto dal Commissario Straordinario e non accolta dallo stesso;

- con ulteriore nota il Commissario straordinario, ing. Giovanni Grimaldi, informava il Ministero delle Infrastrutture – Dipartimento 2^ Direzione Generale per l’Edilizia Statale e gli Interventi Speciali, che l’appaltatore dei lavori per la costruzione della Casa di Reclusione di Arghillà aveva comunicato l’esito del lodo arbitrale pronunciandosi per la risoluzione del contratto d’appalto “per fatto e colpa della stazione appaltante” e chiedeva, altresì, di conoscere la dotazione finanziaria disponibile per l’eventuale appalto dell’opera in questione;

- nonostante il sollecito prodotto in data 11 aprile 2008, il Commissario straordinario ad oggi non ha avuto alcun riscontro nel merito;

- la struttura di Arghillà avrebbe la possibilità di ospitare 300 detenuti, nonché laboratori per le attività lavorative all’interno ed aree verdi da destinare a possibili coltivazioni;

- purtroppo nel c.d. “Piano Carceri” presentato nel 2008 tale struttura non è stata inserita e quindi non indicata tra le opere da eseguire per il biennio 2009/2010 e per quello 2011/2012:

 

 


- quali urgenti iniziative intendano assumere, per le parti di competenza, al fine di inserire il completamento di questa importante e necessaria struttura carceraria di Arghillà nel c.d. “Piano Carceri”.


On. Angela NAPOLI

 

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