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Massafra. Attesa presentazione libro di Marco Vitale "Corruzione. Malattia sociale che distrugge competitività, civiltà, costituzione e carità”

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Nino Bellinvia


Grande attesa a Massafra /Taranto per la presentazione (giovedì 12 aprile presso il teatro comunale) del libro "Corruzione. Malattia sociale che distrugge competitività, civiltà, costituzione e carità” di Marco Vitale, economista di fama internazionale (Edizioni Studio Domenicano con la collaborazione “Ambrosianeum”).
La presentazione avverrà a cura del Comune di Massafra – Presidenza del Consiglio Comunale - Assessorato alla Cultura  e Associazionismo – Biblioteca Comunale, all’Università Popolare delle Gravine Ioniche e alla Consulta delle Associazioni di Massafra. Collaborano il Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, la sezione di Massafra della F.I.D.A.P.A. il Leo Club Massafra-Mottola “Le Cripte”, il Liceo “De Ruggieri”, l’ITAS “C. Mondelli”, l’l’ITIS “Amaldi, il Presidio del Libro e la Galleria “Segmenti d’Arte”.
Porteranno indirizzi di saluto il sindaco Martino C. Tamburrano, il presidente del Consiglio Comunale Giandomenico Pilolli, l’assessore alla Cultura ed all’Associazionismo Antonio Cerbino e il dirigente scolastico del Liceo “De Ruggieri” Stefano Milda.
Coordinamento di Luigi Convertino, presidente della Università Popolare delle Gravine Ioniche (U.P.G.I.).
Intervento di Domenico Gamarro, dottore commercialista. Cura l’Ufficio Commerciale delle Edizioni Studio Domenicano delle quali è anche l’ideatore delle iniziative della collana “Il pane quotidiano” di cui “Corruzione” fa parte. Altri volumi della Collana con autore Marco Vitale: “Viaggio nello sport italiano”  (scritto con Michele Uva  e uscito a gennaio 2012),  “Longevità. Una rivoluzione silenziosa”, “E’  in sostanza un problema di libertà. Vita e ideali di don Luigi Sturzo”, “I proverbi di Calatafimi. Antichi e modernissimi punti di vista iniziali sui grandi temi dell’Impresa”.
Sarà presente l’Autore, economista d’impresa, bresciano di nascita, milanese di residenza, internazionale per cultura e attività. Ha dietro di sé, infatti, un’esperienza di studio e di lavoro quanto mai ricca e varia. Ha lavorato in e per grosse e importanti compagnie americane. Conosce il mondo degli affari americano come pochi e come pochi ne avvertì per tempo la profonda crisi. Ha anche lavorato come consulente o dirigente in diverse aziende italiane finanziarie e industriali. E’ un professionista preparato, provato e di talento. Ed è anche un esperto economista che conosce a fondo le tecniche più sofisticate dell’arte, ma che non si lascia abbacinare dai modelli e dai paradigmi teorici e va alla sostanza delle cose con un profondo senso della realtà e un non comune senso della storia.
In questo suo nuovo libro mette in luce, fra le cause profonde della crisi, anzitutto la caduta verticale degli standard etici che avevano presieduto al grande sviluppo del secondo dopoguerra, in America e in Europa; in secondo luogo la nascita di un’aristocrazia industriale, quella dei CEO (Chief Executive Officer), i nuovi capitani di ventura della fine del Novecento.
Il libro nasce dall’allarme per il livello intollerabile di corruzione in cui versa l’Italia. Si nota come la Corruzione produce una caduta del livello di Competitività economica e del sistema-paese; da qui, una crisi di Civiltà; attacchi alla stessa Costituzione e un impoverimento profondo della Carità. Sul tema – e sulle relazioni tra queste “cinque C” – si esprimono alcune personalità di spicco scelte tra: imprenditori, banchieri, amministratori pubblici, magistrati, giuristi, ministri, e la stessa Chiesa.
La tesi che emerge da più parti è che le istituzioni, le leggi e la stessa magistratura possono fare poco, se non vengono aiutate da un contesto culturale, quello italiano, “geneticamente” poco avvezzo alla meritocrazia, alla trasparenza e alla legalità. Ambiente culturale, quello italiano, dove troppo facilmente si chiedono favori agli amici degli amici anche per cose futili: per rinnovare in fretta il passaporto e partecipare al viaggio di piacere dell’ultimo minuto. I rimedi ufficiali, insomma, vengono facilmente vanificati, se non comincia dalla base, dal fondo, uno sforzo serio, individuale, privato, di ciascuno di noi, a cambiare con coraggio quel piccolo pezzo di Paese e di storia che ci è stato affidato, nella nostra quotidianità.
Dopo un’ampia introduzione del prof. Marco Vitale, economista di fama mondiale, che fissa il tema e fornisce la sua chiave di lettura, seguono gli interventi di: Umberto Ambrosoli (figlio di Giorgio Ambrosoli); Maria Teresa Brassiolo (Presidente Transparency International Italia); Edmondo Bruti Liberati (Procuratore generale della Repubblica di Milano);  Rosario Crocetta (ex-sindaco di Gela); Antonino De Masi (imprenditore di Gioia Tauro);  Sergio Gatti (Direttore Federazione italiana BCC); Alberto Meomartini (Presidente Assolombarda); Andrea Moltrasio (Vice-Presidente Europa di Confindustria); Virginio Rognoni (già ministro dell’Interno, di Grazia e Giustizia e della Difesa); Gian Antonio Stella (autore de “La Casta”); Gaspare Sturzo (magistrato, consigliere presso l’Alto Commissariato Anti-Corruzione);  Mons. Adriano Vincenzi (Assistente UCID); Zagrebelsky (giurista, Presidente emerito della Corte Costituzionale). Chiude il dott. Marco Garzonio, psicologo analista e psicoterapeuta, Presidente della Fondazione Ambrosianeum.

Da ricordare ai lettori, fra l’altro, che Giorgio Vitale negli ultimi anni si è molto impegnato nello sviluppo dei valori e dei metodi imprenditoriali nell’amministrazione degli Enti locali e nel Mezzogiorno, dove i suoi impegni più significativi sono stati quelli di presidente del nuovo terminal container al porto di Gioia Tauro (RC), dove «ho approfittato per camminare sulle affascinanti montagne calabresi», e di consigliere della Società per lo Sviluppo dell’Imprenditoria Giovanile.
Nel marzo 1999 è stato nominato, dal Presidente del Consiglio, Commissario Unico per il coordinamento e l’utilizzo dei fondi privati per l’aiuto umanitario ai profughi del Kosovo (Missione Arcobaleno), esperienza che lo ha messo in contatto con il mondo degli operatori umanitari italiani e internazionali e gli ha permesso di istituire un fondo di microcredito con il prof. Yunus, fondatore di Grameen Bank e premio Nobel per la Pace, del quale è diventato amico.
Cattolico, liberale, studioso delle Encicliche sociali della Chiesa, si impegna anche sul fronte pubblico: presidente delle Ferrovie Nord di Milano; Assessore alle attività economiche del Comune di Milano; Commissario straordinario dell’Ospedale Maggiore-Policlinico di Milano; consulente di varie Province e Comuni nei processi di modernizzazione e privatizzazione e nello sviluppo dei loro piani territoriali e strategici. Anche in questo mondo tenta di introdurre valori e metodi professionali e manageriali, ricavandone un mare di frustrazioni, ma anche qualche significativa realizzazione.
È membro del Movimento Federalista Europeo dal 1955, del Comitato Direttivo della Fondazione Olivetti e del Consiglio della Fondazione FAI (Fondo Ambiente Italiano). È vice-presidente del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo e presidente della Rino Snaidero Scientific Foundation.
Editorialista di importanti quotidiani e autore di numerosi scritti e libri, tra cui: “La riforma delle Società per Azioni”, Giuffrè, 1975; “La lunga marcia verso il capitalismo democratico”, Il Sole 24 Ore, 1989; “Le Encicliche sociali, il rapporto tra Chiesa ed Economia”, Il Sole 24 Ore, 1991; “Liberare l’economia, le privatizzazioni come terapia alla crisi italiana”, I grilli – Marsilio, 1993; “Sviluppo e Spirito d’Impresa”, Il Veltro Editrice, 2001; “America, punto e a capo. Una lettura non conformista della crisi dei mercati mobiliari”, Libri Scheiwiller, 2002; “Fenomeno Chievo. Economia, costume, società. Una squadra di quartiere contro il calcio miliardario”, Libri Scheiwiller, 2002; “Il mito Alfa”, Egea, 2004; “Arturo Benedetti Michelangeli. La perfezione si fa musica”, Castelli Bolis Poligrafiche, 2005; “Lezioni di Impresa da tempi e luoghi diversi”, Piccola Biblioteca di Impresa Inaz, 2008; “I proverbi di Calatafimi. Antichi e modernissimi: punti di vista inusuali sui grandi temi dell’Impresa”, Piccola Biblioteca di Impresa Inaz, 2008; “Viaggio nell’economia campana”, Ed. Giunta, 2008; “Gli angeli nella città”, Edizioni Studio Domenicano, 2008; “E’ in sostanza un problema di libertà – Vita e ideali di don Luigi Sturzo”, Edizioni Studio Domenicano, 2009; “Passaggio al futuro – Oltre la crisi attraverso la crisi”, EGEA, 2010; “Corruzione”, Edizioni Studio Domenicano, 2010; “Responsabilità nell’Impresa”, Piccola Biblioteca d’Impresa Inaz, 2010; “Longevità”, Edizioni Studio Domenicano, 2011.

In occasione della presentazione del volume, Nicola Andreace mette in mostra una sua Rassegna di Arte visiva del periodo Post Human,in modo che le immagini, completandosi e arricchendosi, possano offrire un’occasione di riferimento in qualità e azione sociale ed una opportunità per riflettere. Smaterializzando la realtà,  le opere pongono l’attenzione su particolari nascosti, che sfuggono allo sguardo, ma che riecheggiano un’indagine antropologica del territorio. Arte, tempo presente, pensiero ed animo si mescolano per raffigurare il segno del disgregarsi di un’idea di uomo, che muta la sua vita “normale”, facendola diventare sregolata, a brandelli, drammatica per sé, bagaglio angosciante, difficile da respirare per gli altri. Carmen De Stasio, scrittore e saggista, così commenta le opere:”Con Nicola Andreace trionfa il linguaggio contemporaneo della sintesi, della coesione e dell’immediatezza…Egli sollecita la scoperta della vivacità di discorsi interrotti, strappati alla meditazione con spirito combattivo. L’originalità delle sue composizioni trova riscontro nel senso di equilibrio che riconduce ad un’organizzazione di elementi talvolta dissenzienti tra loro, ordinata con cura del particolare, intessuta di impegno sociale e culturale. Un documento oltre storico al quale l’artista perviene al seguito di eventi circostanziali, che si configurano come intelaiatura di significati tra loro contigui ed intelligibili. L’emergente complessità del messaggio di Andreace esorbita dalla scena e rivela la tensione e la plasticità di una prospettiva dilatata in un eterno presente , che richiama la capacità umana di condensare la rabbia del tempo…” .
Nicola Andreace ha realizzato anche il Manifesto ed una cartolina-invito. La composizione presenta uno spazio, che con il suo stare silenzioso, crea una sosta necessaria, sfuggita al vocabolario dei suoni e dei rumori: un paesaggio urbano, un personaggio smembrato in un volto dallo sguardo determinato, privo di scrupoli ed in un uomo, corpo senz’anima, con la valigia, una macchia rossa di sangue ci pongono di fronte alla realtà dell’individuo e alla realtà della morale, che opprime la libertà interiore.

Nella foto, la copertina del libro.

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