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GAY PRIDE. DAL MINISTRO CARFAGNA VISIONE A SENSO UNICO

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Non mi pare inizi nel migliore dei modi, il mandato della neo-ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
Il metodo e il rifiuto del patrocinio del ministero per il prossimo Gay Pride nazionale che si svolgerà a Bologna il 28 giugno, evidenziano con quali attitudini e intenzioni la nostra ministra si appresti a ricoprire l'incarico, caratterizzato, per ora, da una visione a senso unico obbligato della società.

Il 19 maggio scorso, in una dichiarazione sul quotidiano Corriere della Sera, la ministra cosi' si esprimeva: "Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l' integrazione nella società esiste...". Inoltre, con riferimento alla commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei trasgender, del Ministero per le pari opportunità, la ministra afferma che: "Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire... La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro".

Proprio lo scorso 20 maggio il Parlamento europeo ha approvato un rapporto dell'Europarlamentare inglese Liz Lynne, Vice-presidente della Commissione europea del lavoro e degli affari sociali. Il rapporto  è finalizzato alla proposizione, da parte della Commissione europea, di una direttiva esaustiva che sanzioni la discriminazione nell'accesso ai beni e servizi nelle ipotesi previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità Europea, ed in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale.

Il dubbio è che per la ministra Carfagna le pari opportunità siano da tutelare solo quando riguardano la donna eterosessuale, con buona pace degli altri soggetti discriminati a vario titolo, nella fattispecie gay, lesbiche e transgender.
Poiché è urgente che sulla tutela dei diritti della persona, senza discriminazione di orientamento sessuale, sia chiarita posizione e intenzioni del Governo, col collega Marco Perduca depositiamo anche al Senato l'interrogazione presentata alla Camera dai deputati radicali, per sapere
 - se, il Presidente del Consiglio dei Ministri, consideri propria del Governo la posizione espressa dal Ministro per le pari opportunità;
 - quali misure il Ministro per le pari opportunità intenda adottare nei confronti della commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei trasgender, del Ministero per le pari opportunità;
- se i Ministri destinatari intendano regolare, come già è stato fatto in molti Paesi europei ed extra-europei, le convivenze delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trasgender e tutelarne il trattamento nei casi di discriminazione, in conformità agli standard europei;
- quale é la posizione del Governo rispetto alla direttiva anti-discriminazioni annunciata dalla Commissione europea nel suo programma di lavoro per l'anno 2008 previste dall'articolo 13 del Trattato che istituisce la Comunità Europea, ed in particolare le discriminazioni nei confronti dei portatori di handicap, per ragioni di età, di religione o fede e di orientamento sessuale.

Qui il testo dell'interrogazione:
http://blog.donatellaporetti.it/?p=53

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