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L’ALTRA “FACCIA” DEL “LIBRO”

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L’opinione - di Alessandro Olivieri

 

Tutto ha avuto inizio con l’avvento dei telefonini.

160 caratteri di testo per poter comunicare al posto della voce: era l’esordio degli “Short Message Service” oggi più comunemente chiamati SMS. Ma era solo il principio che preannunciava il punto di non ritorno.

Dal Telefonino al PC; dal PC al palmare; il passo è stato breve. La tecnologia ha fatto passi da gigante e programmi volti alla comunicazione di massa sono proliferati a ritmo incessante sino a divenire parte integrante della nostra vita quotidiana: MSN, Skype, Yahoo fino ad arrivare al famigerato Facebook. E i 160 caratteri si sono tramutati in veri strumenti di classificazione di massa. Il metodo più veloce per indurre il mondo intero ad essere schedato, classificato e controllato.

La formula è quella del gioco, dei colori e delle immagini. Un macchinario collaudato che attrae le masse come i suoni della slot machine e che, senza rendercene conto, ci ha fatto consegnare le password della nostra vita in mano al Sistema: gli abbiamo fornito il nostro nome, cognome, i dati anagrafici, cosa facciamo, le fotografie, i luoghi in cui ci troviamo e frequentiamo, le nostre abitudini e chi sono i nostri amici.

Se ce lo avessero chiesto direttamente saremmo insorti, avremmo dato vita ad una guerra civile e invece….glieli abbiamo forniti gratis.

La tecnologia ha, da un lato, semplificato le comunicazioni mondiali, ma dall’altro ha agevolato il processo di lobotomizzazione di massa:

In pochissimo tempo abbiamo finito per recidere ogni tipo di contatto umano, indossando un preservativo virtuale che ha eliso emozioni, per collezionare amici immaginari, figli dell’etere e della trasgressione, ma che di naturale hanno soltanto le colorate icone degli “smile” sul desktop.

Il citofono di casa non suona davvero più; gli amici non sentono più la necessità di passare a chiamarci per andare a giocare una partita di pallone al campetto sotto casa. Ora la partita ce la facciamo davanti al PC, individualmente, ma comodamente seduti sul divano con una birra e il joystick in mano. Le lettere scritte a mano su carta colorata restano solo degli atavici ricordi di gioventù: volgarmente soppiantate dalle mail e dalle chat, si scrivono con la tastiera e gli errori di ortografia ce li corregge direttamente il PC per evitarci la fatica di pensare.

Ma, ormai, non serve più neppure correggere ciò che scriviamo perché la grammatica italiana, nel frattempo, ha subito delle evoluzioni così macroscopiche da aver effettuato capriole con doppio carpiato: la X al posto del PER; la K al posto del CH; NN al posto del NON e così via, affiancano anagrammi di derivazione internazionale come LOL (laughing out loud) LMAO (laughing my ass off), ROFL  (rolling on the floor laughing), sono solo alcune delle espressioni che formano il nuovo vocabolario di internet. Una apparente sequenza di codici fiscali e segni di interpunzione uniti tra loro come in una sorta di ideogrammi [ :)  :(   ;)  :’)  <3 ] volti ad esprimere uno stato d’animo del nostro interlocutore. Espressioni che, ahimè, finiscono direttamente nei compiti di scuola e, peggio ancora, nei temi svolti durante i concorsi pubblici. L’italiano, ormai, ce lo siamo dimenticato e, con quello, anche tutti i sistemi di comunicazione verbale volti a trasmetterne l’essenza.

Progresso o paralisi del sistema? Libertà o definitivo controllo delle masse?

Ai posteri l’ardua sentenza…

ALESSANDRO OLIVIERI (Alfacharly)

Invia commento comment Commenti (32 inviato)

  • Inviato in data Claudio B., 02 Maggio, 2012 13:58:28
    "Preservativo virtuale", ma da cosa è necessario preservarsi? Il meccanismo di protezione messo in atto dalla società attuale è forse un effetto collaterale di una inconsapevole paura dei rapporti umani "reali"? Noi occidentali stiamo vivendo una società viziata, nella quale non si è disposti a scendere a compromessi: oggi il migliore amico è quello che "virtualmente" accetta i nostri "mi piace" o i post ironici della bacheca, domani qualche tag di troppo potrebbe farlo diventare un conosciente scomodo, una persona da allontanare senza possibilità di replica, senza appello. Forse la facilità con cui gli strumenti tecnologici consentono di aprire o recidere rapporti a volte anche profondi con un semplice click, facilita il nasconderci dietro il condom di etere, a protezione degli inevitabili compromessi che solo una società "vera" può esigere.
  • Inviato in data Barbara, 01 Maggio, 2012 18:34:15
    Caro Ale,ho letto con attenzione il tuo articolo....un'analisi sicuramente fotografica di ciò che accade e sta accadendo.Tutto in continua evoluzione.....ma io sono un'ottimista e confido sempre nel buon senso e nelle &quot;teste&quot; di tanti individui che sapranno stabilire un giusto limite.....la tecnologia è il risultato di una società in evoluzione ma i valori,quelli secondo me sono il vero senso e la risposta a tutte le nostre fantasie più futuristiche.
  • Inviato in data chiodi roberto, 29 Aprile, 2012 09:06:25
    In una cosa siamo molto d'accordo: l'italiano è un tesoro che va tutelato. Bravo.
  • Inviato in data Massimiliano Scarabotti, 27 Aprile, 2012 16:47:29
    Caro Alfacharly, il fatto che tu abbia espresso le tue opinioni su un blog e ti firmi Alfacharly (e non solo Alessandro Olivieri), fa capire che tu, come me e la quasi totalità delle persone che stanno leggendo, abbia ben capito la potenza dei nuovi sistemi. Dalla recensione che hai fatto traspare una preoccupazione che francamente non mi sento di condividere a pieno: alla fine grazie a Dio c'è sempre la nostra testa che ci aiuta a fare delle scelte! I dati nelle mani delle aziende li abbiamo sempre consegnati, adesso è cambiato il modo di farlo, ma ricordiamoci che internet è sempre un mondo &quot;virtuale&quot;, come virtuale può essere l'identità che mi creo: nessuno verrà mai a controllare se è vero che abito in &quot;Via le mani dal naso&quot; e mi chiamo veramente Pippi Calzelunghe.. a meno che non debba farmi consegnare dei prodotti a casa, perchè dovrei dare il mio indirizzo o il mio telefono vero? Chi mi vieta di utilizzare un indirizzo email &quot;recipiente&quot; da &quot;consegnare&quot; solo ed esclusivamente per iscrivermi ai servizi che il web mi propina? Le password? Le password non le &quot;consegnamo&quot; al sistema, le creiamo e le utilizziamo. Io personalmente non ho &quot;reciso&quot; nessun contatto umano a discapito di quello virtuale, anzi è proprio il contrario: le persone che frequentavo prima ho continuato a frequentarle, e ti dirò che con il social networking ho conosciuto nuove persone e ne ho ne &quot;riagguantate&quot; altre che la vita &quot;reale&quot; mi aveva portato a perdere (ed il mio commento sul tuo blog ne è un esempio lampante ;-) ) E ancora, con il mio blog, ormai da 6 anni faccio le convocazioni delle partite REALI di calcetto che gioco any given Thursday con gli amici. Spesso mi chiedono: &quot;ma non hai paura a farti geolocalizzare da Foursquare?&quot; No, perchè i check-in nei luoghi li decido io e sicuramente se mi trovo a cenare da &quot;Pascucci al porticciolo&quot;, farò il mio bel check-in, ma se mi trovo da &quot;manette e dildo&quot; (magari senza la mia ragazza) eviterò di farlo! Capisco che da Tecnologo mi trovo spesso dalla parte di chi la tecnologia la fa, piuttosto che subirla, e posso quindi essere un po' di parte, ma tutta questa preoccupazione davvero io non riesco ad averla.. alla fine dei conti ora abbiamo chi mette le emoticons nei temi dei concorsi, ma prima avevamo chi manifestava la propria ignoranza o superficialità in altro modo.. P.S.: per scrivere questo commento, ho dovuto lasciare il mio nominativo ed il mio indirizzo email.. chissà se avrò utilizzati quelli veri, o quelli del mio alter ego virtuale?!? E soprattutto... cosa ne farà di quei dati il &quot;sistema&quot; a cui li ho consegnati?? :-)
  • Inviato in data alessandro bolide, 27 Aprile, 2012 12:54:25
    mi dicevi bastano solo 2 parole? veramente interessante....sai so\' comico!! mi ritrovo in tante cose che hai scritto ma ogni evoluzione ha sempre dei lati siapositivi che negativi; l\'importante è darsi il giusto limite ...ma questi giovani sono capaci di darsi questo limite?? cmq mai piu\' di 5 tu sarai laureato mai piu\' di 3!! complimenti per l\'articolo a prescindere
  • Inviato in data Claudia, 26 Aprile, 2012 10:39:54
    L\'articolo è bellissimo e scritto veramente bene! Ha centrato il punto della situazione. Sono felicissima di facebook che mi permette di rimanere in contatto con i miei amici e parenti lontani nel mondo, ma a volte qualcuno perde il senso della misura, del pudore, del buon senso. Conosco persone che con i social network stringono nuove amicizie anche in Patagonia, ma non conoscono l\'inquilino del piano di sotto quando in quella casa ci sono nati! Il bene ed il male non stanno mai nelle cose ma nell\'uso che se ne fa. Ed effettivamente Ale hai ragione quando dici che nessuno ti citofona più, nessuno &quot;passa&quot; più e la famosa frase &quot;non sia mai viene qualcuno&quot; è diventata solo il titolo dello spettacolo di Brignano!
  • Inviato in data Paola, 26 Aprile, 2012 06:56:03
    Ciao Alessandro, personalmente sono d'accordo sugli aspetti positivi e negativi del progresso tecnologico evidenziati finora. La possibilità di facilitare le comunicazioni a livello mondiale e di informare ed essere informati in tempo reale è una conquista che la tecnologia ha sicuramente portato. Trovo invece socialmente pericoloso il controllo sulle masse, esercitato con la possibilità di condizionare, plasmare ed uniformare le menti ed i comportamenti umani. Senza tralasciare poi l'impoverimento delle relazioni umane e della comunicazione interpersonale più profonda, derivanti dal cattivo uso degli strumenti informatici e tecnologici in generale. Sarebbe auspicabile da parte di tutti noi fare un uso consapevole e responsabile di tali strumenti, non solo per il nostro bene ma anche per dare testimonianza alle nuove generazioni nate nel progresso tecnologico di quanti e quali rischi si corrono.
  • Inviato in data giuditta, 25 Aprile, 2012 09:57:07
    Caro Ale....ho letto il tuo articolo e devo dire che sono d'accordo sull'argomento privacy...ma per il resto vado un po' controcorrente.....è stata per me una gioia infinita poter contattare finalmente parenti e amici sparsi per il mondo e poter interagire con loro in tempo reale...senza contare il valido aiuto che ci forniscono a noi mamme i social network con cui possiamo senza dover troppo indagare e investigare scoprire i malumori e i desideri dei nostri figli!!! ritengo che come in ogni cosa occorra un equilibrio nell'uso di questi strumenti e che i lati negativi vadano a compensarsi naturalmente con i lati positivi! a proposito....io per chiamare i miei figli a cena quando sono nelle loro stanze faccio un trillo con messenger.....sono irrecuperabile!!!
  • Inviato in data aldo minghelli, 24 Aprile, 2012 21:48:40
    più tecnologia appare, più lobotomizzazione si realizza. il bello e' che ha un effetto cascata che coinvolge dal singolo alla massa. Diviene status-symbol!
  • Inviato in data PAOLA DI GENNARO, 24 Aprile, 2012 19:07:50
    Caro Alessandro il progresso ha due facce basta usare la parte buona...una é quella di avvicinare la gente lontanissima ..ci si vede in chatt , si mandano mail a velocità ultrasonica,vero restando davanti ad uno schermo....l`alta la pericolosa é che si scoprono fatti o cose che non vorremmo mai vedere o comunque non far scoprire ai nostri figli ..ecco la pericolosità della tecnologia messa in mani sbagliate. Basta farne uso con parsimonia e tutto é risolto ... È vero che non c`é privacy...si controlla tutto . Hai scritto un articolo reale ,bravo!
  • Inviato in data Stefano, 24 Aprile, 2012 07:40:13
    Hai fotografato esattamente la situazione alessandro. La teconolgia ha congelato anzi paralizzato la comunicazione più vera. Fb in testa è uno strumento di una pericolosità unica ma non credo che molti se ne rendono conto. Ci stiamo involvendo vittime delle nostre stesse presunte evoluzioni. Le masse si controllano meglio del singolo e la teconlogia aiuta a controllare le masse. La tanto desiderata libertà che ci sta portando alla schiavitù...ecco cosa abbiamo fatto. Addirittura l'amore si puo fare virtualmente. Ecco l'uomo..e la sua mostruosità.
  • Inviato in data Monica, 24 Aprile, 2012 07:40:13
    Ciao Alessandro!Ho letto molto attentemente il tuo articolo. Tutto quello che scrivi corrisponde a realtà. La tecnologia ci ha ridotti dei burattini.Le cose più pure, come la comunicazione verbale, la scrittura, hanno lasciato il posto ad una macchina e a tutto un sistema che ci riduce come schiavi di esso.più che progresso definirei tutto ciò paralisi del sistema.Spero solo che in futuro non diventiamo dei robot. Cmq, davvero complimeti per il tuo articolo.
  • Inviato in data silvietta, 24 Aprile, 2012 07:39:47
    Oggi scopro l'ennesima faccia di quel poliedrico uomo a molti noto come Alfacharly. Che dire? Fedele analisi sociologica del nostro momento storico-culturale; siamo senz'altro ormai sopraffatti dalla tecnologia e questo ci ha, inevitabilmente, allontanati dai rapporti umani diretti, per così dire. E' tristemente vero che nessuno viene più a citofonare a casa perchè, ora come ora,non ce lo sogneremmo mai; niente telefonate a casa, solo sms ed e-mail. Io sono la prima ad affidarmi e a nascondermi dietro lo schermo della tecnologia, anzi proprio gli sms sono all'origine dei più grossi guai che mi sono creata nella vita privata....con il pc o il telefono ho il coraggio di dire un sacco di cose che a voce non direi mai. Per il resto comincio ad avere una certa età e quindi quelle sigle (tipo LOL e simili) che leggo sempre non so nemmeno cosa significhino con esattezza, ma come dicevo sono anziana!! Complimenti Ale, continua così! Baci
  • Inviato in data Stefano, 24 Aprile, 2012 07:39:47
    Hai fotografato esattamente la situazione alessandro. La teconolgia ha congelato anzi paralizzato la comunicazione più vera. Fb in testa è uno strumento di una pericolosità unica ma non credo che molti se ne rendono conto. Ci stiamo involvendo vittime delle nostre stesse presunte evoluzioni. Le masse si controllano meglio del singolo e la teconlogia aiuta a controllare le masse. La tanto desiderata libertà che ci sta portando alla schiavitù...ecco cosa abbiamo fatto. Addirittura l\'amore si puo fare virtualmente. Ecco l\'uomo..e la sua mostruosità.
  • Inviato in data Rosy, 24 Aprile, 2012 07:39:47
    ciao Ale,che dire è tutto vero quello che dici, poi lo dici a una che il telefono lo utilizza solo per telefonare e quando manda un sms scrive tutte le parole ed usa la punteggiatura. Si sono daccordo si fa un uso improprio degli strumenti che abbiamo a disposizione e diventiamo ogni giorno più isolati ed individualisti. Ogni tanto dovremmo lasciare a casa il cellulare, specialmente quando decidiamo di incontrare finalmente un amico!!!
  • Inviato in data Daniela Zigarella, 24 Aprile, 2012 07:39:47
    Bravo Ale, hai un ottimo modo di comunicare, puntuale e chiaro e......politicamente corretto! Mi piace &quot;leggerti &quot;, e' piacevole ed entusiasmante.
  • Inviato in data barbara, 24 Aprile, 2012 07:39:47
    Complimenti per la tua analisi lucida ed ironica, che condivido pienamente. Certo, i mezzi di comunicazione di cui disponiamo potrebbero facilitarci enormemente la vita, se solo ne facessimo un uso ragionato. Forse per qualcuno la realtà virtuale è diventata più interessante di quella fattuale, questo in perfetta coerenza con il progressivo avanzare dell’apparire a discapito dell’essere. Aggiungiamo poi un bel pizzico di pigrizia che rende tanto più comoda la chat casalinga mentre si ha in faccia la maschera al cetriolo piuttosto che l’uscita serale in bilico sul tacco 12 e il gioco è fatto. Personalmente, continuo a preferire la chiacchierata a voce, magari faccia a faccia, ma forse io sono un po’ démodé… Non mi resta che dire due parole di cordoglio per il nostro povero italiano, ripetutamente ucciso sul web: speriamo solo che abbia qualche vita in più di quelle che la tradizione popolare attribuisce ai gatti!
  • Inviato in data Francesco, 23 Aprile, 2012 19:48:57
    ogni cosa ha i suoi lati negativi.....e questo è ovvio....ma è ancor più ovvio che il problema non è lo strumento bensì l\'utente.... lo strumento sta li....e nessuno ti impone di farne un utilizzo scelerato.. grazie alla rete ci si può far conoscere...si può conoscere.... si può scoprire... Come tutte le cose belle anche la rete può trasformarsi in un tunnel da cui non è facile uscire... tutto dipende dall\'equilibrio che ciascuno di noi ha o dovrebbe avere. Io rimango della mia idea..... a giocare a calcetto ci vengo ma ti avverto con un sms senza venire sotto casa tua a citofonare!!!!!!.....:)
  • Inviato in data Simone, 23 Aprile, 2012 19:27:09
    Se solo ci fermassimo a riflettere di più ci renderemmo conto di quali cambiamenti stravolgono il nostro modo di essere tra gli altri e di comunicare. Ma è una vita in cui il tempo sembra non essercene mai abbastanza. tanto da non avere nemmeno il tempo, o lo spazio, di scrivere NN e NON.. Brillante articolo. Soprattutto perchè il preservativo ormai lo indossiamo tutti. E l'ultima domanda rimane la più inquietante ma con una risposta ahimè chiara. Anzi, kiara.
  • Inviato in data Giuseppe Olivo, 23 Aprile, 2012 19:27:09
    Carissimo Alessandro, prima di tutto complimenti x l'articolo: credo che tratti in maniera onesta ed esauriente delle problematiche molto attuali. Non vorrei sembrare qualunquista ma credo che, come in ogni cosa, è la misura che fa la differenza. Dentro di me &quot;insorgo&quot; ogni qual volta mi trovo ad utilizzare uno degli strumenti da te menzionati, infatti sto sempre molto attento a selezionare informazioni che trasmetto e destinatari delle stesse. Di fatto trapela solo quello che io desidero. Mi rendo conto però che a volte sento la mancanza delle vecchie carta e penna... Ti ringrAzio comunque per gli spunti di riflessione! Buon lavoro, Giuseppe
  • Inviato in data Gianfranco, 23 Aprile, 2012 19:27:09
    CAro Alessandro, nel complimentarmi per la tua verve giornalistica a me ignara, vorrei aggiungere che la moderna tecnologia comunicativa è conseguenza di un uso frettoloso e superficiale della parola; il dover limitare un pensiero in un numero succinto di caratteri, porta a comunicare tramite slogan, tramite frasi ad effetto che colpiscano l'attenzione del lettore, con buona pace dei ragionamenti e delle disquisizioni da tempo ormai abbandonati a se stessi. La cultura è morta!