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Consegna delle “Chiavi della Città” di Massafra alla Madonna della Scala. L’appuntamento domenica 6 maggio

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Nino Bellinvia.
Il sindaco di Massafra chiederà domenica, 6 maggio, la nuova richiesta di protezione alla Madonna della Scala, alla quale consegnerà le “Chiavi della Città”. Un rito che si ripete annualmente.
 I festeggiamenti in onore della Madonna, quest’anno sono stati ridotti a due (il, 5 e 6 maggio) anche a causa della crisi. L’importante è che a guidare ogni festa ci siano i principi di “Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo”. Lo dice  il Vicario Foraneo don Sario Chiarelli, il quale afferma che le feste patronali e parrocchiali sono un patrimonio spirituale prezioso per l’intera comunità, tratti importanti dell’identità collettiva. Dichiarazione, la sua, riportata sull’apprezzata pubblicazione stampata dal Comitato Festa Patronale con tante notizie sui solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Scala. Quella di quest’anno, riporta al centro uno scritto inedito di don Paolo Ladiana riguardante la “consegna delle chiavi”. Sono riportati anche i saluti, oltre quello del vicario foraneo, del vescovo (dice di rivolgerci tutti alla Madonna della Scala con le parole del Papa: “Vergine Madre di Dio e Madre nostra carissima, la tua presenza faccia rifiorire il deserto delle nostre solitudini e brillare il sole sulle nostre oscurità”. Ed inoltre, fra l’altro: “Tu che desideri ardentemente portarci come figli al Padre per mezzo del Figlio tuo e nello Spirito, aiuta la nostra comunità massafrese ad essere autentico fermento di liberazione e di speranza in seno alla storia umana”), del sindaco (“E’ un appuntamento irrinunciabile e legame indissolubile quello della collettività massafrese con la loro Madonna. Nonostante l’attuale periodo di crisi (dice il sindaco Tamburrrano) non possiamo abbandonare quei valori, quei punti di riferimento sui quali abbiamo costruito le nostre certezze… Non a caso  due anni fa l’Amministrazione Comunale (dice ancora il sindaco) ha voluto sancire ufficialmente la sua militanza, eleggendo Massafra a “Città Mariana”) e del rettore del santuario, il quale, fra l’altro, evidenzia che “Il tempo passa, cambiano i sistemi politici e anche religiosi, ma la fede in Maria è sempre in crescita, particolarmente durante le novene, sia del Patrocinio della Madonna, come durante la festività di Maggio”.

Una festa, questa dedicata alla Madonna della Scala, che a Massafra annualmente, e questo dal 1776, si svolge ogni prima domenica di maggio. La protezione della Madonna della Scala alla città pugliese risale al 1743, quando in occasione di un devastante terremoto che colpì duramente molte località dell’Italia meridionale, Massafra fu graziata. Il popolo massafrese, attribuendo lo scampato pericolo all’intercessione della Madonna della Scala, la invocò come sua protettrice e ne chiese il riconoscimento al Papa che lo accordò nel 1776. La statua lignea settecentesca della Madonna è portata in trionfo, partendo subito dopo la Santa Messa delle ore 9.00 (presieduta dal Vescovo) dal Santuario, nel quale si trova anche l’affresco stile bizantino del XIII secolo della Vergine col Bambino. Il Santuario sorge, lo ricordiamo ai nostri lettori, in mezzo ad un villaggio rupestre tra una fitta vegetazione nell’omonima gravina, detta anche “Valle delle Rose”. Una volta si raggiungeva a piedi partendo da Capo di Gravina, nei pressi della Madonna di tutte le Grazie, seguendo un sentiero, oggi detto “sentiero penitenziale” che i fedeli percorrono in parte in occasione dei ”Crugefisse” (i crocifissi) nei venerdì di marzo. Uscita dal santuario, la folla in processione sale la scenografica scalinata di ben 125 gradini seguendo la statua della Madonna della Scala portata a spalla da decine e decine di portatori, i “muschieri”, che si danno spesso il cambio. La processione si snoda fino a portarsi all’imbocco di via del Santuario, arrivando all’incrocio con viale Marconi e via Vittorio Veneto, ove avverrà l’atteso rito della “Consegna delle chiavi della Città” alla Protettrice. 
Mentre la processione si snoderà tra ali di folla per raggiungere questa località, da Piazza Garibaldi si  muoverà alle ore 11.00 il corteo civico con in testa il sindaco dott. Martino Tamburrano seguito da assessori, consiglieri comunali, autorità civili e militari, rappresentanti delle varie associazioni e tanti cittadini  per raggiungere la Insigne Collegiata di S. Lorenzo, dalla quale, (congiuntamente al Vescovo della Diocesi di Castellaneta, don Sario Chiarelli, il Capitolo tutto, le Confraternite del SS. Sacramento e del Carmine e il Comitato Festa presieduto dall’avv. Giulio Mastrangelo), si avvierà lungo Via Vittorio Veneto per l’incontro con il simulacro della Madonna proveniente dall’omonimo Santuario.
Il corteo va incontro alla Madonna (la processione è guidata da padre Joao Da Cunha, rettore del Santuario Madonna della Scala). I portatori, arrivati al luogo stabilito, poggeranno la statua della Madonna su un palco, sul quale prendono posto (verso le ore 11.30 circa) anche il vescovo e il sindaco per l’atteso rito della “Consegna delle chiavi della Città” alla Protettrice. Il sindaco Martino Tamburrano consegnerà le “Chiavi della Città alla Madonna della Scala” e rinnoverà, a nome di Massafra, l’invocazione alla Beata Vergine Maria, affinché continui a proteggere ed a preservare il popolo massafrese ed il suo territorio. Il vescovo della Diocesi di Castellaneta, Mons. Pietro Maria Fragnelli, con la sua presenza sancirà solennemente l’importanza del rito. Subito dopo riprenderà la processione (accompagnata dal Concerto Bandistico “Città di Massafra”) che terminerà nella Collegiata di San Lorenzo Martire. La statua della Madonna resterà esposta in questa chiesa fino a domenica 3 giugno quando, dopo la messa vespertina delle ore 19.00, sarà riportata in processione nella Chiesa di San Benedetto, ove sarà custodita in un cassettone-armadio  cosiddetto “stipone”, (chiuso con due serrature). Vi rimarrà fino ad una decina di giorni prima del 20 febbraio, per poi far ritorno nella Collegiata di San Lorenzo per festeggiare con un novenario il Patrocinio di Maria. Per questo la Madonna della Scala (unica al mondo a “soggiornare” nel corso dell’anno in tre chiese), è anche chiamata la “Madonna in cammino” e la “Madonna delle tre chiese” (Santuario, Collegiata di San Lorenzo, Chiesa di San Benedetto).

La devozione per la Madonna della Scala si fa risalire ad un antico miracolo delle Cerve; Cerve che troviamo scolpite in marmo anche nel Santuario, ai lati dell’altare maggiore. Una cerva, invece, è in atto di arrampicarsi sulla scaletta, posta accanto alla statua della Madonna. La leggenda è raccontata in diverse versioni. Una di queste è quella data dallo scrittore massafrese Giuseppe Portararo (nato nel 1859 e morto nel 1947), il quale parla del terremoto del 324 d. C. e del ritrovamento dell’affresco di Santa Maria Prisca grazie ad “alcune cerve che si davano convegno in ginocchio, ogni sabato, davanti all’affresco”. Altri scrittori, invece, hanno evidenziato scene di caccia. Alcuni cacciatori, inseguendo delle cerve, le videro fermarsi ed inginocchiarsi sopra un sasso. Questo fatto fu riferito al Protonotabile Gustavo, paciere del paese, che il 1° maggio 418 ordinò lo scavo e lo sgombero delle macerie. Fu scoperto l’affresco della Vergine che già si venerava nei primi secoli del cristianesimo. L’immagine era rimasta sepolta per diversi secoli. Il suo antico nome di Santa Maria Prisca, fu poi sostituito con quello di Santa Maria della Cerva e, infine, in quello di Madonna della Scala.
Le motivazioni che hanno portato alla  denominazione di “Madonna della Scala” sono  diverse, tra cui: il sogno di Giacobbe come scritto nella Genesi (la Scala che dalla terra saliva al Cielo) e la lunga scalinata scavata nella roccia della gravina per raggiungere il Santuario (il nome di Madonna della Scala lo aveva già l’affresco di stile bizantino). Come abbiamo scritto prima, numerosi ogni anno sono i fedeli che seguono la statua portata a spalla da decine e decine di portatori, detti “muschieri”, come ha scritto Espedito Jacovelli nel suo volume del 1963 “S. Maria della Scala”, qualche anno fa ristampato a cura del Comitato Festa Patronale Madonna della Scala e dell’Archeogruppo “Espedito Jacovelli, che annualmente danno vita ad una raccolta d’opere sul culto, sulle leggende e sulle tradizioni fiorite intorno alla Madonna della Scala. Ricordiamo gli introvabili scritti “Pel centenario della Madonna della Scala di Massafra 1876” (panegirico recitato il 14 maggio 1876 dal massafrese sac. don Cosimo Giannotta nella Chiesa Collegiata di Massafra nell’ottava della Festa Centenaria della Madonna della Scala (con correzioni e aggiunte di Portararo); il “Carme” del poeta Giuseppe Nardone (pubblicato a cura del Municipio nel maggio 1876  presso la Tipografia Salvatore Latronico e figlio di Taranto); una cronaca dell’800 sulla “Festa della Madonna della Scala” dell’inglese Janet Ross (tratta dalla sua opera “La terra di Manfredi” pubblicata a Londra nel 1887); “La Municipalità di un Rito” dell’avv. Vincenzo Gallo (stampato nel 1909 dalla Tipografia Martinelli & Copeta di Taranto);  la ristampa anastatica di “S. Maria della Scala di Massafra” di Espedito Jacovelli (nel 1963 stampato dalla tipografia dei F.lli Di Lorenzo di Massafra), il  volume inedito di Giulio Mastrangelo “La Vergine, la cerva e la scala”, “Il segreto delle Cerve” di Antonio Dellisanti, il saggio “La Chiesa e il Monastero delle Benedettine di Massafra” di Espedito Iacovelli, a cura di Giulio Mastrangelo (con premessa della riedizione di Roberto Caprara), il saggio “Il Capitolo Collegiale di Massafra” (stampato presso la tipografia Piccolo di Crispiano a cura del Comitato Festa Patronale e dell’Archeogruppo “E. Jacovelli”. 
A parlare della Madonna della Scala, del Santuario, del villaggio rupestre e delle grotte farmacia e del monastero, tra storia, tradizione e leggende, oltre ai nomi già citati, da ricordare Cosimo Damiano Fonseca, Roberto Caprara, padre Luigi Abatangelo, don Paolo Ladiana, Paolo Catucci, Gianni Jacovelli, Franco Dell’Aquila, Fernando Ladiana, Antonio Conforti.. All’inizio il Santuario era una chiesa campestre che nel 1509 venne dotata di una campana, benedetta da mons. Giacomo Michele, vescovo di Mottola, da cui dipendeva Massafra. In seguito, aumentando sempre più il numero dei devoti, il santuario venne costruito, ampliato, tra il 1729 ed il 1731, su progetto dell’ing. Ignazio Scarcia di Taranto. E’ a pianta quadrata e l’interno è articolato in tre navate divise da quattro massicci pilastri, transetto e vano rettangolare di fondo con funzione di abside. Strettamente connessa con il Santuario Madonna della Scala è la chiesa rupestre dedicata alla Madonna della Buona Nuova, che è stata parzialmente demolita agli inizi del 1800, in occasione dell’ampliamento del sagrato del Santuario. Al di sotto, si trova la chiesa rupestre inferiore di Madonna della Scala di due ambienti originariamente distinti: uno doveva essere in origine una abitazione, mentre l’altro spazio una cripta-pozzo con accesso dall’alto, costituito da due vani, in uno dei quali si trovava l’originario affresco di Santa Maria Prisca, sul quale in epoca più tardi fu affrescata la Madonna che attualmente si vede (asportata probabilmente già nel XIV secolo) sull’altare maggiore del Santuario sovrastante. La storia continua con il “Miracolo della pioggia”. A metà della scalinata, che porta al Santuario, si può leggere in una lapide il “Miracolo della pioggia” avvenuto nel 1889. La primavera di quell’anno (come ha scritto lo storico prof. Paolo Catucci) è stata la stagione più avara d’acqua per Massafra. I fedeli organizzarono allora una processione penitenziale (invocando il miracolo della pioggia). La processione, partita dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria (dietro alla Croce, portata a turno dai sacerdoti, una folla immensa alternava tra voti e invocazioni, preghiere e canti), giunse al Santuario, ove venne celebrata una Santa Messa propiziatrice, celebrata nel Santuario. Mentre i fedeli ritornavano verso casa, giunse la benefica pioggia. A ricordo di questo miracolo è stata apposta una lapide sulla quale si leggono queste parole dettate dall’allora can. Giuseppe Madaro: “A perpetua ricordanza della pioggia da lunga pezza desiderata e indi caduta sulle riarse campagne come manna benefica a dissipare il timore di una spaventevole carestia quando un’immensa massa di popolo nel dì 5 e 6 aprile con cuore contrito e con fede vivissima in questo tempio si raccolse per impetrare la grazia dell’Augusta sua Protettrice Maria SS. della Scala. I cittadini con animo grato e devoto questa lapide posero”. 
Ogni anno nel mese di aprile (il primo giorno della novena), si svolge la traslazione della statua della Madonna della Scala dalla Chiesa di S. Benedetto al Santuario.
Ed adesso alcune notizie sul “cuonzo” (il concio, ovvero pasto sacro) che sarà distribuito ai fedeli venerdì, ultimo giorno della novena, dopo la Santa Messa delle ore 18.00. A prepararlo, da diversi anni, è la signora Caterina Bianco Antonacci con il grano offerto dal dott. Michele Mastrangelo. Una tradizione secolare. Si racconta (lo hanno scritto Vincenzo Gallo e Espedito Jacovelli, tra gli altri) che in occasione della festa giungevano due cerve, madre e figlia. Se ne stavano genuflesse e alla vista dei fedeli che plaudivano il prodigio, la cerva adulta si precipitava nel burrone (la minore tornava indietro) e le sue carni, cotte, “crescevano miracolosamente e bastavano a satollare migliaia di persone”. Questo fin quando i sacerdoti del tempo, chiamati Varva, per limitare la ressa dei devoti e per trarre un mezzo di profitto, non posero in vendita i pezzettini della carne della cerva. Da allora le cerve non apparvero più. In seguito il “cuonzo”, come abbiamo detto, venne preparato con ceci e chicchi di grano lessi  e semi di finocchio. Una tradizione nel tempo interrotta. Dal 2000 è stata ripresa dall’attuale Comitato organizzatore dei festeggiamenti che tra i suoi obiettivi ha anche quello della carità e quello della cultura.

Nella giornata di domenica, 6 maggio, si celebreranno Santa Messe sia al Santuario “Madonna della Scala” (ore 7.00 – ore 8.00 – ore 9.00 e ore 18.00) che nella Collegiata di San Lorenzo Martire (ore 8.00 – 10.30 – ore 17.00, ore 18.30 e ore 20.00).
Nelle foto la statua lignea del ‘700 della Madonna della Scala riportata sull’invito alla cerimonia del rito del Comune di Massafra.

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