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Anch’io sono contro l’aborto, ma non contro l’aborto necessario

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Tristezza e rabbia, dopo aver letto l’articolo di Adriano Sofri, su La Repubblica del 24 maggio: “Quando tutti i medici sono obiettori di coscienza”. Sempre più difficile abortire, per le donne in Italia. E perché proprio in Italia? Perché in Italia c’è il Vaticano, e si sa, la gerarchia ecclesiastica è contro l’aborto. Anch’io sono contro l'aborto, ma non contro l'aborto necessario. E nessuno può negare che esistono casi in cui portare avanti per forza una gravidanza, significa compromettere la salute e la libertà di una persona. Una donna non è una lavatrice che, una volta programmata, e carica d'acqua e sapone, deve in qualche modo portare a termine il suo ciclo. Si può obiettare che nel grembo della donna c'è un essere in via di sviluppo, e non acqua e sapone. Ma è necessario scegliere il male minore. Un caso esemplare è la gravidanza a seguito di stupro, soprattutto se si tratta di una ragazza minorenne, o addirittura di una bambina. In questo caso la salute psichica e fisica della bambina è una priorità assoluta. Ma non si pensi solo alla violenza da parte di un estraneo, spesso le donne subiscono violenza anche dall’amato consorte. Esistono casi in cui si ricorre all'aborto per senso di responsabilità, ed anche per amore, qualora il feto sia portatore di gravissime malattie. E' ingiusto che una donna, come qualsiasi animale, possa concepire un figlio a prescindere dalla sua volontà, ma la natura non conosce la giustizia. Ed è giusto che un essere umano, a differenza di un animale, venga al mondo perché desiderato. E’ così. La natura non conosce la giustizia. Alle volte gli uomini della Chiesa seguono la natura anziché seguire Cristo.
Elisa Merlo

 

Invia commento comment Commenti (3 inviato)

  • Inviato in data Carmine Gonnella ( Londra) , 26 Maggio, 2012 11:41:03
    LA SCELTA DI TERMINARE UNA GRAVIDANZA INDESIDERATA (al di la' delle ragioni) E' UNA SCELTA INDIVIDUALE E NON DIPENTE NE' DA DIO (ammesso e non concesso v'e' sia mai stato uno) NE DALLO STATO, TANTOMENO DA FRANCESCA O ANGELA
  • Inviato in data Francesca ribeiro, 25 Maggio, 2012 16:22:49
    Un concepimento a seguito di stupro non è un bene, è una disgrazia. Un feto portatore di gravissime malattie non è un bene, è un grande disgrazia. Disgrazia per la malcapitata e disgrazia per il malcapitato. Dio, per sua natura, non può volere disgrazie per l’uomo. Poiché ha dato all’uomo la possibilità di rimediare agli errori della cieca natura (non conosce giustizia), è giusto che l'uomo provveda.
  • Inviato in data Angela Provenzale, 25 Maggio, 2012 13:51:15
    Non credo esista l'aborto necessario. La vita, anche quella del figlio concepito con la violenza, è un bene ed è un bene più grande di qualsiasi cosa, per cui vale anche la pena essere non una lavatrice, ma una culla accogliente anche solo per nove mesi. E' possibile fare nascere un figlio in piena sicurezza e in anonimato e darlo in adozione. Meglio una vita in una famiglia altra, ma accogliente che il nulla e cioè la morte. Comunque per gli aborti in conseguenza di una violenza, i medici non obiettori sarebbero più che sufficienti come nuemro, il problema sono gli altri aborti