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Riunito il Comitato di Sorveglianza Pon Sicurezza: il programma guarda al futuro con giovani e legalità

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Nel prossimo futuro il PON Sicurezza guarderà soprattutto ai giovani come ‘obiettivo e veicolo di legalità’.  E’ quanto emerso nel corso della riunione, che  si è tenuta a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia, del Comitato di Sorveglianza,  l'organismo presieduto dall'Autorità di Gestione prefetto Nicola Izzo, che rappresenta un momento di verifica sull’andamento del Programma. Del Comitato fanno parte i rappresentanti della Commissione europea, dei ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, di tutte le amministrazioni centrali e regionali coinvolte e del partenariato economico e sociale.

Oggi nell’ambito del PON Sicurezza le risorse assegnate ammontano complessivamente a 959 milioni, quelle impegnate a 474 milioni, mentre arrivano a 344 milioni i pagamenti effettuati. In base allo stato di attuazione fisico e finanziario del Programma, illustrato nel corso del Comitato di Sorveglianza dal direttore della Segreteria tecnica, dottoressa Maria Lodovica De Caro, si registra nei primi 4 mesi del 2012 una maggiore capacità di impegno e di spesa. Inoltre, pur confermandosi il trend molto positivo dell'Asse 1 dedicato ai progetti che utilizzano tecnologie per il presidio del territorio ( 535 milioni assegnati, 360 milioni impegnati), si registra anche un significativo recupero dell'Asse 2 dedicato alla diffusione di migliori condizioni di legalità  (399 milioni di risorse assegnate, con una crescita di 50 milioni nei primi 4 mesi del 2012; 89 milioni le risorse impegnate). I progetti approvati, invece, sono complessivamente 484: 92 di sistema e 392 territoriali. Tra questi, 60 riguardano il recupero di beni confiscati, 83 sono diretti all'integrazione di immigrati extracomunitari, 185 riguardano la diffusione della legalità fra i giovani.

Nel corso del Comitato è stato anche illustrato il Rapporto Annuale di Esecuzione, che ha evidenziato come siano stati rispettati i target previsti dalla delibera Cipe sull'ottimizzazione della spesa dei fondi strutturali, ed analizzate alcune criticità riscontrate sia nella fase di progettazione che in quella di attuazione. Per affrontare quelle della fase di progettazione “sono stati scelti”,  ha detto il prefetto Izzo, “percorsi facilitati e standardizzati, come nel caso dell’iniziativa 'Io gioco legale' e del ‘Progetto Locride’, entrambi esempi di sinergia con gli enti locali”. Per le criticità relative, invece, alla fase di attuazione sono stati attivati momenti di verifica, cosiddetti helpdesk, e fissati incontri tra i beneficiari dei progetti, l’Autorità di Gestione e il responsabile di attuazione del Programma. 

“Inoltre abbiamo aderito al Piano Nazionale di Azione Coesione che prevede la riprogrammazione dei fondi”, ha spiegato l’Autorità di Gestione, “così da ottenere, da un lato un ampliamento delle linee di intervento, e dall'altro la possibilità di indirizzare le azioni in tema di legalità e sicurezza al pubblico privilegiato dei giovani”. E' nato così il ‘Piano di Azione Giovani Sicurezza e Legalità’ che guarda “alla diffusione delle cultura della legalità fra i ragazzi, ma anche alla loro formazione e occupazione”.  Il prefetto Izzo ha, quindi, presentato gli interventi previsti: dai campetti di calcio ai progetti di aggregazione in aree caratterizzate da dispersione scolastica, passando per i corsi di formazione fino a un master post universitario in materia di legalità nella gestione aziendale. A questi si aggiunge un progetto che prevede, in collaborazione con il più antico collegio italiano, il ‘Borromeo’,  una residenza universitaria per studenti ad alto merito e basso reddito. Interventi che verranno realizzati “in collaborazione con i ministeri dello Sviluppo economico, dell’Istruzione e della Coesione territoriale, sotto l'egida della Commissione europea”. “Mai come in questo momento”, ha concluso il prefetto Izzo, “si sente la necessità di mantenere la coesione interna ed europea, specie se con la nostra azione mandiamo un messaggio alle nuove generazioni”.

Per maggiori informazioni www.sicurezzasud.it

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