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IMU, Garavini (PD): “I comuni siano sensibili alle richieste degli italiani all'estero”

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“Tassando come seconde case gli immobili degli italiani all’estero, i comuni rischiano di penalizzare sé stessi”

“E’ nell’interesse dei comuni applicare alle case degli italiani all’estero l’aliquota IMU più bassa, dello 0,4%." Lo dice Laura Garavini, deputata del Partito Democratico eletta nella Circoscrizione Europa. "Col decreto fiscale approvato sono i comuni a potere decidere se assimilare gli immobili dei connazionali alle ‘abitazioni principali', cioè alla prima casa. C'è da augurarsi che siano tanti i comuni cha daranno un segnale di attenzione e disponibilità ai nostri emigrati”.

Proprio “per sensibilizzare i comuni a considerare prima casa gli immobili dei cittadini emigrati”, su iniziativa del collega PD Gino Bucchino, abbiamo scritto all’ANCI, l’associazione che riunisce tutti i comuni italiani. 

“Equiparando gli immobili dei connazionali alle ‘abitazioni principali’, i comuni non perderebbero risorse, poiché incasserebbero l’intero importo dell’aliquota d’imposta, ossia lo 0,4% ridotto dei 200 euro di detrazione. Se invece decidessero di penalizzare gli italiani all’estero, applicando ai loro immobili l’aliquota dello 0,76%, i comuni rischierebbero di penalizzare sé stessi. La metà dell’imposta, infatti, la incasserebbe lo Stato e ai sindaci rimarrebbe soltanto lo 0,38%”, spiega la deputata PD. “A ciò si aggiunge che le case degli italiani all’estero generano molto spesso un consistente indotto economico e in molti piccoli comuni contribuiscono a contrastare il degrado architettonico e l’abbandono degli immobili”.

“Il nostro obiettivo resta la piena e automatica equiparazione delle case degli italiani all’estero alle ‘abitazioni principali’, così come previsto dalla legge del 1993”, conclude Laura Garavini. “Nel frattempo abbiamo chiesto ai comuni di deliberare con attenzione e lungimiranza”.

Roma, lì 25 maggio 2012

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 28 Maggio, 2012 12:18:22
    Onorevola, le é stato spiegato male come avviene la divisione.Anche se Lei é arrivata in ritardo:In base a quanto fin qui detto rileviamo che saranno dunque i proprietari a scegliere se versare un terzo dell’imposta dovuta entro il 18 giugno, un terzo entro il 17 settembre e la rimanente quota (comprensiva del conguaglio) entro il 17 dicembre, oppure pagare la metà entro il 18 giugno e il resto a dicembre. I comuni inoltre potranno scegliere di far pagare un’Imu agevolata agli anziani o ai disabili possessori di prima casa e residenti in modo permanente presso istituti di ricovero e cura. Ma a una condizione: che l’immobile non risulti affittato. Stessa cosa dicasi per le abitazioni dei cittadini italiani residenti all’estero: saranno considerate abitazioni principali ai fini Imu se non concesse in locazione.