Privacy Policy politicamentecorretto.com - Roberto Caprara compie 82 anni. L’archeologo e storico dell’architettura rupestre viene festeggiato a Massafra

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Roberto Caprara compie 82 anni. L’archeologo e storico dell’architettura rupestre viene festeggiato a Massafra

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

 

 

 

Soci ed amici dell’Archeogruppo “Espedito Jacovelli” festeggiano lunedì, 20 agosto, Roberto Caprara, noto archeologo e storico dell’architettura rupestre (già docente di Archeologia Medioevale nell’Università di Sassari), che compie nella stessa giornata 82 anni.

Personaggio di grande professionalità con una visione culturale a 380 gradi, da tutti amato e molto apprezzato (e questa festa lo sottolinea) che, per non mancare alla “serata” organizzata in suo onore giungerà appositamente da Firenze (residenza abituale), ove ha proseguito di recente (presso la Facoltà di Architettura – Dipartimento di Architettura – Disegno, Storia, Progetto), il Workshop inerente il progetto “Cultural Rupestrian Heritage in the Circummediterranean Area: Common Identity – New Perspective” (diretto dallo stesso  professor Caprara e dalla dott.ssa Carmela Crescenzi e co-finanziato dalla Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea nell’ambito del “Programma Cultura 2010-13”), iniziato col convegno “Giornate internazionali di studio in Terra Jonica – L’Habitat rupestre nell’Area mediterranea” tenutosi a Massafra e a Palagianello nel 2011. Un convegno internazionale di studio sugli insediamenti rupestri che ha visto alternarsi oltre 40 relatori, con la partecipazione di 80 studiosi di 7 paesi europei (il volume degli atti  del“Giornate Int.li di Studio in Terra Jonica -L’habitat rupestre nell’area mediterranea” è stato ultimamente stampato (sarà presentato prossimamente dallo stesso Caprara) a cura dell’Archeogruppo “E. Jacovelli” presso la tipografia Piccolo di Crispiano, un volume di altissimo livello, ricchissimo di notizie e fotografie che consta di 208 pagine (in copertina la Chiesa di Santa Marina in Gravina San Marco di Massafra, foto di Riccardo Piagentini, con ottima elaborazione grafica di Gabriella Mastrangelo).

La “festa” si svolge presso la “Masseria Cicerone”, immersa nella suggestiva contrada Cernera nel punto più alto della zona collinare a nord di Massafra (a circa mt. 500 s.l.m.), limitrofa all’Oasi WWF di Monte Sant’Elia. Saranno tanti e tanti gli amici che per festeggiarlo giungeranno da varie località. Come sappiamo, il prof. Roberto Caprara è anche autore di numerose pubblicazioni e ci piace segnalare che attualmente sta completando  un’opera a cui ci tiene molto, il “Dizionario etimologico e grammatica del dialetto parlato a Massafra e dei dialetti dell’Arco Jonico delle Gravine” in due volumi (numerose le prenotazioni già pervenute all’Editore Antonio Dellisanti e quelle che gli continuano ad arrivare: Chi non ha provveduto può farlo, mettendosi in contatto on le stesso editore: tel. 3382735193 – info@antoniodellisantieditore.it

Ma ecco in breve una biografia del festeggiato.
Roberto Caprara è nato a Massafra il 20 agosto 1930. Ha frequentato le elementari nella scuola di Piazza Corsica, appena inaugurata, le scuole medie, durante la guerra a Maglie e Gallipoli, il liceo nell’Archita di Taranto, l’Università a Bari, dove si è laureato della linguistica, avendo avuto dei maestri Giovanni Nencioni (poi Presidente dell’Accademia della Crusca) e Giovanni Alessio (autore, con Carlo Battisti, del grande “Dizionario Etimologico della Lingua Italiana”).
La sua tesi ebbe ad argomento il dialetto massafrese, di cui stabilì il fondo generale latino, dei contributi greci – bizantini e germanici. Il vocabolario del nostro dialetto fu pubblicato nell’Annuario dell’Università di Bari del 1955.
Subito dopo la laurea, iniziò la sua carriera d’insegnante nel Liceo Marchia, insegnando in seguito anche nel Liceo Tito Livio di Martina Franca e nel Liceo Michelangiolo di Firenze. Dal 1947, insieme a suo fratello Attilio, fu fedele compagno del padre Luigi Abatangelo (che considerò sempre suo maestro) nelle visite alle chiese rupestri della Provincia e, quando apparve chiaro che il padre Luigi era stato colpito da un male che lo avrebbe portato alla morte, abbandonò la linguistica e passò a studiare l’archeologia post-classica nel Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma e presso l’Istituto di Antichità Bizantine e Ravennati di Ravenna, dell’Università di Bologna.
Dedicatosi professionalmente all’archeologia, soprattutto dopo essersi dimesso dall’insegnamento nel 1983, ha condotto una ventina di campagne di scavo e di ricerca in Puglia, in Toscana e soprattutto in Sardegna, dove ha vissuto per vent’anni.
Legato tenacemente a Massafra e alla Puglia, pur vivendone lontano da oltre quarant’anni, è stato, dagli anni settanta in poi, uno dei riconosciuti innovatori degli studi sui villaggi e le chiese rupestri, la cui cronologia era sin allora appiattita su un indistinto medioevo bizantino. Grazie ai suoi studi oggi sappiamo, ad esempio, che le chiese di San Marco e della Buona Nuova sono anteriori al VII secolo e quella di Santa Marina non più tarda dell’VIII secolo e che, nel Medioevo, nel villaggio di Madonna della Scala non c’era soltanto, come si scriveva normalmente, un’economia agricolo-pastorale, ma vi si svolgeva addirittura un’attività siderurgica.
Per questa ragione nella sua vasta bibliografia spiccano monografie su chiese rupestri massafresi, su quelle di Palagianello, di Taranto e Statte, di Castellaneta e della Sardegna, dove, prima del suo arrivo, le chiese rupestri erano completamente ignorate.
Alieno dall’autopromozione per procacciarsi premi e onorificenze, nel 2008 ha accettato il “Premio Umanesimo della Pietra per la Storia” solo per rispetto agli studiosi che avevano votato il suo nome, perché gli fosse assegnato.
E’ profondamente convinto che l’Archeologia oggi non sia più una scienza sussidiaria, quasi un’ancella, della Storia, ma, soprattutto l’Archeologia medioevale, sia scienza storica a pieno titolo (l’archeologo medievista legge e interpreta i documenti esattamente come lo storico), ed ha pubblicato e commentato testi medioevali umbri.
Tra i suoi ultimi studi, un codice del 1464, il “Quaterno del notaio Antonio Caricello”, erario di Massafra che allora era città regia, non infeudata, e sede di un allevamento regio di cavalli, che gli ha consentito di disegnare un inedito profilo della vita economica, sociale, religiosa della comunità massafrese nel Quattrocento.
Ci sarebbe tanto e tanto ancora da dire del prof. Caprara. Nel 2010, tanto per fare una citazione, in occasione della Festa Patronale “Madonna della Scala 2010”, ebbe a curare l’introduzione dello studio di Espedito Jacovelli “La Chiesa e il Monastero delle benedettine di Massafra”, tratto da “Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli” (Galatina 1976), ristampa anastatica a cura di Giulio Mastrangelo. Del quale ha presentato con tanto successo, e in diverse località, il libro “La condizione giuridica della donna nelle leggi longobarde e negli usi matrimoniali in Terra d’Otranto” (Editore Dellisanti),
Nella foto il prof. Roberto Caprara.

 

Invia commento comment Commenti (3 inviato)

  • Inviato in data anonimo massafrese, 22 Agosto, 2012 10:21:43
    Chi ha scritto l'articolo - oltre ad essere prolisso - non sa nemmeno le semplici regole di geometria: "... con una visione culturale a 380 gradi...". Meditate gente, meditate.
  • Inviato in data annamaria carbone, 20 Agosto, 2012 14:36:38
    UN GRANDISSIMO PROFESSORE AUGURI
  • Inviato in data stefano, 18 Agosto, 2012 21:18:51
    uno studioso " puro " e, per quel che ho intiuto, fuori dalle trame di potere. auguri