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Franceschini: "No al Monti-bis. La governabilità sarà garantita dal premio di maggioranza"

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Intervista a Dario Franceschini di Carlo Bertini - La Stampa


di Dario Franceschini 

 

 

 


Franceschini, siete preoccupati che il Monti bis sia uno sbocco obbligato se dalle urne non uscirà un vincitore certo? O temete che i cosiddetti poteri forti non vi vogliano consegnar le chiavi del Paese, come dite sempre?

«Noi abbiamo voluto e fatto nascere il governo Monti, dicendo fin dal primo giorno in Parlamento che l’esperienza indispensabile per salvare il Paese dal baratro in cui l’aveva portato Berlusconi sarebbe durata con il nostro sostegno leale fino all’ultimo giorno della legislatura. Così sarà, ma alle elezioni torneranno a confrontarsi centrodestra e centrosinistra. Chi vincerà farà la maggioranza e chi perderà l’opposizione. Del resto in tutti i Paesi europei i mercati e i poteri forti rispettano l’esito delle elezioni. Quindi non ci sarà alcun Monti bis».

Come fate a sviare il sospetto che non vi convenga tenere il porcellum che più di ogni altro sistema può assicurarvi una maggioranza solida?

«Porteremo tutto in aula alla luce del sole in modo che si capisca chi vuole cambiarlo e chi fa solo finta. Per noi la cosa da modificare assolutamente sono le liste bloccate ed è questo ciò che vogliono gli italiani. Un premio di maggioranza invece può servire ad assicurare la governabilità».

Per rassicurare Bruxelles non vi converrebbe lanciare voi per primi la proposta di Monti al Quirinale senza aspettare oltre?

«Non si è mai visto parlare dell’elezione del Capo dello Stato un anno prima sapendo per altro che sarà il nuovo Parlamento ad eleggerlo. Sono convinto che Monti continuerà a servire il Paese e i ruoli per farlo sono tanti».

Anche quello di ministro dell’Economia o la poltrona è già prenotata da Passera?

«Non ci sono poltrone prenotate per nessuno...».

Ma se Casini punta al Monti bis, come farà a stare con Vendola che attacca sempre e solo la macelleria sociale del governo?

«Più i partiti sono piccoli, più hanno bisogno di visibilità e di rassicurare il proprio elettorato. Un grande partito come il Pd continuerà a lavorare perché nella prossima legislatura, che sarà piena di difficoltà e di problemi da risolvere, il Paese sia governato da un’alleanza tra il nostro campo dei progressisti e quelle forze moderate che si sono prima distaccate e poi opposte a Berlusconi e alla Lega».

Anche lei ritiene che dopo l’agenda Monti verrà l’agenda Bersani? Sarà questo il tema su cui si giocheranno le primarie?

«Spero che si giochino proprio su idee diverse per il Paese proprio perché sono per la premiership e non su rottamazione o ricambio dei gruppi dirigenti che sarà invece oggetto del congresso nel 2013».

Le primarie possono essere un boomerang se vincesse Renzi? Si spaccherebbe il Pd e rischiereste di perdere le elezioni?

«Non credo che vincerà Renzi, perché col passar delle settimane i nostri elettori capiranno che si tratta di scegliere una persona in grado di sostituire Monti davanti al mondo e ai mercati e di tenere insieme l’alleanza cui stiamo lavorando. E solo Bersani ha queste caratteristiche».

Lei perché ha deciso di non candidarsi? La Bindi ci sta pensando...

«Ho guidato il Pd in un momento di grande crisi quando tutti me lo hanno chiesto. E dopo aver perso le primarie ho preso l’impegno di lavorare con Bersani come in una squadra. Così ho fatto e così farò, non è il momento di aprire divisioni tra di noi ma di lavorare insieme per vincere le elezioni».


Fonte: dariofranceschini.it

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