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"Basta parlare a 'spot', se crolla la produzione addio conti stabili"

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Il Segretario del PD Pier Luigi Bersani, ospite di Ballarò, su Raitre, ha parlato di crisi del mercato del lavoro e di produzione. "La crisi non si affronta solo con i 'muscoli dei lavoratori', bisogna mettere in campo politiche industriali e lavorare sulla produttività, non solo 'a spot'. Nell'ultimo decennio il tema delle attività produttive è stato abbandonato".
di Maria Antonella Procopio,  pubblicato il 19 settembre 2012 , 28 letture
"Abbiamo tensioni ovunque, una situazione che lascia intendere una sensazione di abbandono. La crisi non si affronta solo con 'i muscoli dei lavoratori', bisogna mettere in campo politiche industriali e lavorare sulla produttività, non solo a spot", ha commentato il Segretario del PD Pier Luigi Bersani, ospite di Ballarò, su Raitre, parlando della crisi, dopo un servizio sulla chiusura di alcune fabbriche. "Si parla di questi casi solo quando si presentano con un volto drammatico", ha denunciato.

"Abbiamo un restringimento della capacità produttiva, piccole imprese che nel silenzio stanno saltando - ha proseguito - va bene occuparsi di spread ed equilibrio finanziario, ma se la nostra base produttiva si restringe in modo permanente non riusciamo più a tenere a posto i conti. Bisogna parlarne, ma non a colpi di spot, bisogna ragionare tutti, governo e parti sociali. Nell'ultimo decennio il tema delle attività produttive è stato abbandonato".

Alla domanda del giornalista Floris su "Cosa manca all'Italia?", Bersani ha risposto subito: "Gli investimenti, ecco cosa manca. Bassi investimenti a causa del debito pubblico che ha stremato lo Stato. E poi i soldi sono stati indirizzati verso la finanza e l'immobiliare. E ci sono anche le riforme mancate - ha ribadito - che hanno pesato negativamente sugli investimenti".

Sull'ipotesi di un ritorno in campo di Berlusconi il leader del PD ha commentato: " Il ritorno di Berlusconi penso che sia impressionante, visto dal mondo. Mezzo mondo comincia a pensare che non è possibile che gli italiani siano così. Purtroppo temo che ci ritroveremo di nuovo di fronte a quello scenario. Credo però che bisognerà combattere".

In fine, il Segretario PD, rivolgendosi al ministro del Welfare Elsa Fornero, presente in studio, ha affrontato il tema della Riforma del mercato del lavoro. "Se il Governo avesse ascoltato di più le proposte del PD alcune riforme sarebbero venute meglio. Dico al ministro Fornero che dopo anni che lavoriamo su queste cose siamo un po' tecnici anche noi".

Sul tema degli esodati, il leader del PD ha ricordato la "lealtà del suo partito nei confronti del Governo, ma l'esecutivo ha commesso un errore con la riforma delle pensioni. Noi chiedevamo più gradualità - ha chiarito - ci avete risposto che sarebbe costata di più, ma poi c'è stato il problema degli esodati che è costato 6 -7 miliardi in più. Sugli esodati è stato commesso un errore, ministro, c'è poco da fare - ha ribadito con forza Bersani - un errore molto serio, perché c'è un problema sociale acutissimo e andarlo a sanare ormai è molto complicato. La credibilità portata da Monti deve essere un punto di non ritorno, e siamo soddisfatti di aver contribuito a questa svolta - ha concluso Bersani - ma dentro la credibilità bisogna mettere più equità, più lavoro e più diritti. E in questo si deve impegnare la politica".

Ultimo argomento toccato durante la trasmissione, la tanto discussa tassa IMU. "Gli italiani devono conoscere la verità - ha detto il Segretario democratico - l'IMU l'ha praticamente imposta Berlusconi, con lo sbarellamento totale dei conti dei suoi governi. Si fa presto, dopo avere sbarellato i conti, ad andare in Europa a firmare il pareggio di bilancio nel 2013 perchè non c'erano riforme", ha insistito. "Ora siamo attaccati a quell'impegno, che dobbiamo rispettare, del pareggio nel 2013, ed è toccato a Monti fare la quadra e trovare i soldi. Detto questo - ha chiarito - l'IMU l'avrei fatta più leggera e più equa, affiancata con una imposta personale sui grandi patrimoni mobiliari".

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