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Austerità senza se e senza ma, non ci farà uscire da fase recessiva

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Intervento di Stefano Fassina alla presentazione del Rapporto 2012 Svimez

 


di Stefano Fassina

 

Importante che lo Svimez insista a presentare i problemi del Mezzogiorno in chiave unitaria, ponendoli come criticità acute del Paese intero. La presentazione del rapporto 2012 contiene dati drammatici per l'occupazione, in particolare giovanile e femminile, il Pil, la spesa per consumi alimentari. Il crollo del Pil reale del 10% dal 2007 ad oggi è di portata da grande guerra, come ha anche rilevato l'ultimo rapporto di Confindustria. Non siamo al'ordinaria amministrazione, siamo dimfronte a un'emergenza economica e sociale.

Il primo scoglio da superare è la politica economica prevalente nell'eurozona che aggrava gli squilibri tra le aree della moneta unica. Taglio di investimenti e svalutazione del lavoro, oltre a ridimensionare la base produttiva e le potenzialità di crescita, portano all'aumento del debito pubblico e all'innalzamento degli spread.


 Quando sento parlare di una prossima ripresa nel 2013, mi chiedo da quali fonti si pensa che possa arrivare, se il potere di acquisto delle famiglie viene colpito da disocuppazione, aumento delle tasse, tagli al welfare e erosione dei risparmi; se le imprese rinviano investimenti per carenza di domanda; se le manovre di bilancio già attuate accentuano il segno recessivo nel 2013, se tutti in Europa e nel mondo puntano sulle esportazioni.


È necessaria e urgente l'unione fiscale e l'allentamento delle politiche pro-cicliche. Altrimenti, il miglioramento della capacità amministrativa, lo sradicamento della corruzione e degli sprechi non riescono a ribaltare le tendenze in corso. Oggi è indispensabile aprire una prospettiva di fiducia.

 

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