Privacy Policy politicamentecorretto.com - On. Antonio Razzi (Popolo e Territorio). L’intervento dell’on. Antonio Razzi sulla discussione della Legge comunitaria 2012 (C. 4925-A)

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On. Antonio Razzi (Popolo e Territorio). L’intervento dell’on. Antonio Razzi sulla discussione della Legge comunitaria 2012 (C. 4925-A)

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Roma, 2 ottobre 2012. La discussione congiunta del disegno di legge e del documento: Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2012 (C. 4925-A), ha visto la partecipazione dell’on. Razzi al tavolo dei nove. «Alle 136 procedure di infrazione cui è stata sottoposta l’Italia, se ne aggiungeranno altre se non interverrà la ragionevolezza necessaria per evitarle.» Lo ha dichiarato l’on. Razzi in una nota ed ha aggiunto: «Nel continuo divenire del processo istituzionale dell’Unione, dove le incomprensioni e le difficoltà di una completa attuazione di una governace vera ed auspicabile, sentiamo impellente la partecipazione fattiva delle nazioni al destino comune.» Di seguito, l’intervento in aula al tavolo dei nove dell’on. Antonio Razzi.


Discussione congiunta del disegno di legge e del documento:


Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2012. (C. 4925-A)


Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l'anno 2011.(Doc. LXXXVII, n. 5)

 

 

Egregio Presidente, onorevoli deputati, con la discussione congiunta della legge comunitaria 2012 e della relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2011 si affrontano dei nodi politici fondamentali in un momento estremamente delicato dell’Unione europea.

 

 

Per quanto riguarda la legge comunitaria si è puntato a non pregiudicare il recepimento delle direttive contenute in allegato al disegno di legge in discussione.

 

 

Ciò in virtù delle innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona che prevedono, in caso di mancato recepimento di direttive, sanzioni economiche per gli stati membri che non rispettano i termini per l’adeguamento della normativa nazionale a quella europea già a partire dalla fase di accertamento.

 

 

 E’ noto a tutti noi quanto sia urgente sanare questa discrepanza insita nel nostro sistema che ha trascinato e trascina il paese in ben 136 procedure di infrazione.


In 98 casi si tratta di violazione del diritto europeo, nei restanti 38 casi si tratta di mancata trasposizione di direttive comunitarie nell'ordinamento italiano.


Quanto alla ripartizione per materia, le aree meno ottemperanti nella nostra legislazione sono quelle:


a)     ambientali: 33 procedure, di cui 29 per violazione del diritto UE, 4 per mancata trasposizione di direttive;


b)    fiscale e doganale: 17 procedure, 2 per mancato recepimento;


c)     il lavoro e gli affari sociali: 11;


d)    la salute insieme ai trasporti: 10 e la libera circolazione delle merci: 9. 

 

 

Con le nuove norme il recepimento delle direttive europee sarà anticipato di due mesi rispetto alla scadenza fissata a livello comunitario.  

 

 

L'articolo 1, infatti, stabilisce infatti un principio molto importante, cioè che il termine per l'esercizio della delega legislativa non coincide più con la scadenza del termine previsto in ogni direttiva per il suo recepimento, come stabilito nelle precedenti leggi comunitarie, ma è anticipato ai due mesi precedenti la scadenza del termine di recepimento delle singole direttive.

 


Si prospetta che tale legge permetterà di chiudere ben 23 procedure d'infrazione aperte dalla Commissione europea contro l'Italia.  

 

 

Altro tema rilevante è quello proposto dall’on Gozi sulla necessità di un approfondimento della direttiva 2011/24/CE in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera con l’attenta valutazione dell’impatto economico e finanziario di riflesso diretto sui sistemi sanitari nazionali e regionali ma di sicuro interesse dal punto di vista del diritto alla salute costituzionalmente garantito.

 

 

In sede di commissione si è approvato un emendamento teso a ribadire che la posizione negoziale del Governo debba essere coerente con i pareri parlamentari, dando al contempo la possibilità al Governo di potersene discostare, in ragione dell’andamento negoziale che non si può disconoscere in un ambito come quello dell’Unione Europea.

 

D’altra parte nel testo in esame vi era già una proposta di intensificazione del rapporto tra Parlamento e Governo in sede di attuazione delle deleghe con la previsione del meccanismo del “doppio parere parlamentare” su schemi di decreti legislativi, limitatamente a quelli che prevedono sanzioni penali ovvero ai casi in cui il Governo non intenda conformarsi alle condizioni formulate dalle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, al fine di garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione;

 

 

Per quanto riguarda la relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l'anno 2011 è necessario rimarcare il ritardo con la quale  essa è arrivata all’esame del Parlamento, rendendo di fatto poco significativo il suo esame. Cosa serve, ci domandiamo, esaminare oggi quale è stata, nel 2011, l’attività del Governo in sede europea.

 

 

In tal senso va ribadita una richiesta, già più volte formulata di una rapida approvazione delle modifiche alla disciplina della legge comunitaria prospettate dal disegno di legge di riforma della legge n. 11 del 2005, approvato dalla Camera in prima lettura il 23 marzo 2011, che potrebbero garantire tempi di esame certi anche per la relazione consuntiva.

 

 

E’ necessario, in una fase storica così delicata, rafforzare il rapporto tra il Governo, il Parlamento, le Istituzioni locali e le parti sociali e le rappresentanze delle forze produttive al fine di arrivare ad un’azione congiunta in difesa degli interessi nazionali in sede europea.

 

 

Per questo il Parlamento deve essere, oggi più di ieri, vigile ed attento garantendo tempi certi per l’esame e l’approvazione del disegno di legge comunitario. 

 

 

Purtroppo, però, si continua a non vedere quell’unità politica necessaria ad affrontare l’attuale crisi economica e la forte speculazione esercitata nei confronti della nostra moneta europea.

 

 

Per Il gruppo di Popolo e Territorio rimane irrinunciabile l’obiettivo di arrivare ad un’Europa dei popoli che spazzi via  questa Europa fondata troppo spesso sui singoli egoismi nazionali che rischiano di affondare un grande progetto ed una grande speranza che ci ha visti sempre, come Paese, in prima fila.

 


On. Antonio Razzi
Via Uffici del vicario, 21
00186 Roma
Tel. +39-06/67608166 Fax +39-06/67608750
E-mail: razzi_a@camera.it
Sito: http://www.antoniorazzi.eu


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