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Argentina, la piccola rivoluzione del Consolato di Buenos Aires

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BUENOS AIRES.

 

Dopo essere “affogato” nelle richieste di cittadinanza determinate dal
crack economico argentino del 2001, il Consolato generale di Buenos Aires sembra aver
cominciato una lenta, ma costante, rinascita. Il trasferimento della sede, l`arrivo di un
nuovo console alla fine del 2006, hanno segnato un cambiamento di rotta che comincia
a dare i suoi frutti. A spiegarlo è il console Giancarlo Maria Curcio: “Nel dicembre 2006
c`erano 20 mila pratiche cartacee arretrate – il capo della delegazione diplomatica italiana
 si riferisce a gruppi familiari composti mediamente da 3-5 persone - e 45 mila domande
in attesa di valutazione. Noi l`arretrato lo abbiamo smaltito e dal 2 gennaio stiamo ricevendo
in ordine progressivo il secondo “blocco” di domande”. Un dato relativo alla sola Buenos Aires,
ovvero circa duecento mila persone, che si “allarga” a 400 mila considerando tutto il Paese.
Poco meno del Brasile che supera il mezzo milione.

“L`anno scorso – spiega Curcio - abbiamo fatto ventimila cittadinanze, già questo è un record
e stiamo continuando a crescere. A fine giugno avremo già `lavorato` ottomila pratiche,
attraverso un procedimento `trasparente`”. Chi non si presenta infatti ha diritto a un nuovo
turno, ma solo se è in grado di offrire giustificazioni valide, chi scopre di avere dei problemi
nella documentazione viene invece `garantito` con un secondo turno ravvicinato. “Noi abbiamo
sbagliato in passato – ammette il console - nella gestione di questa massa immane di richieste,
oggi stiamo cercando di lavorare in maniera efficiente per recuperare il terreno perduto. Nel
momento della crisi qui si era creata una situazione assurda, il sistema si era paralizzato e il
consolato aveva chiuso le porte a tutti. Ora le gestione è cambiata: l`anno scorso abbiamo
ricevuto 75 mila persone e l`anno precedente erano state la metà, con lo stesso personale.
Ora poi, con l`arrivo delle assunzioni legate alla task force voluta dal ministero degli Esteri,
 possiamo fare ancora di più”.

Quello della capitale argentina è un consolato “difficile”, con un bacino d`utenza di 210 mila
connazionali, ai quali si aggiungono altri 80 mila dei due consolati del `Cono urbano`.
“Siamo la decima città d`Italia – spiega Curcio - e in continua crescita. Questo però
non ci esime dall`obbligo morale e professionale di fare il massimo con le risorse a
disposizione. Io sono arrivato e ho preso una decisione immediata, quella di aprire le
porte del Consolato, evitato di costringere le persone a un`indecorosa fila di ore in strada
ed eliminato il `numero chiuso`. Di fatto con queste due operazioni si è eliminato il problema
del `bagarinaggio` dei numeri che aveva luogo ogni giorno”. Una scelta che ha portato la
struttura consolare a passare da 150 cittadini ricevuti ogni giorno a 500-800. “Era vergognoso -
attacca Curcio - che la comunità italiana dovesse essere sottoposta all`umiliazione di dover
aspettare ore fuori dalla porta e alle vessazioni di persone senza scrupoli, senza aver almeno
provato a risolvere il problema. Da quando sono arrivato sfido qualcuno a sostenere che si è
presentato in orario di apertura e non è stato ricevuto”.

“Ad oggi – continua il console - possiamo dire che le pratiche di cittadinanza `diretta`, come
del resto quelle relative al rinnovo dei passaporti, vengono risolte in pochi giorni, i tempi
d`attesa, almeno per ora, rimangono lunghi per quelle pratiche in cui è necessario un lavoro
di `ricostruzione` della cittadinanza. Il governo ha destinato nuove risorse a questa area del
mondo e noi saremo in grado, a breve di assumere quattro contrattisti a Buenos Aires e due
in ognuna delle due agenzie consolari e un piccolo gruppo di lavoratori interinali. A questi si
aggiungeranno alcuni dipendenti che arriveranno direttamente dall`Italia”.

“In questo momento abbiamo finito di lavorare le pratiche relative al 2002. Ne rimangono
circa 45mila e stiamo andando a una media di 2000 nuclei familiari al mese, in due anni
dovremmo aver esaurito il pregresso e con l`aiuto delle nuove risorse contiamo di riuscire
a ridurre ulteriormente i tempi”. Curcio ricorda poi un elemento importante: “Grazie alla
circolare K28, è possibile richiedere la cittadinanza anche in Italia, nel Comune di origine, e,
se si dispone di tutta la documentazione è possibile ottenerla in tempi ben meno lunghi”.
Il console sottolinea infine l`importanza di evitare agenzie che offrono “vie preferenziali”
per l`ottenimento della cittadinanza: “Come ho scritto in una lettera aperta alla cittadinanza
non esistono vie alternative. L`unico rischio che si corre è di commettere atti illegali per i
quali si finisce per pagare conseguenze pesanti”.

(fonte italianos de argentina)

 

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