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Letta: "Monti e Pierluigi troveranno un'intesa"

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Intervista a Enrico Letta di Alberto D'Argenio - La Repubblica

 


 

 

 

«Le dimissioni di Monti sono un gesto politicamente intelligente e avveduto, una scelta di saggezza. Se fosse rimasto al suo posto sarebbe stato messo sulla graticola dal Pdl facendo entrare il Paese in una situazione di totale fibrillazione che alla lunga avrebbe portato al crollo di quella credibilità che abbiamo acquisito con tanta fatica».


Enrico Letta, vicesegretario del Pd, guarda al futuro con ottimismo, è fiducioso sulla capacità del centrosinistra di governare ma ricorda che «nei prossimi giorni ci sarà ancora bisogno della saggezza di Napolitano per evitare che la legislatura finisca davvero male: stiamo vivendo un momento delicato e restano da approvare la Legge di Stabilità, il pareggio di bilancio in Costituzione e il decreto Ilva».


Certo è che Berlusconi è tornato a incidere sulla vita del Paese.


«Dobbiamo impostare una campagna elettorale che non sia un referendum pro o contro Berlusconi. Al contrario dobbiamo spiegare agli italiani e all'estero che senza Berlusconi e il suo partito in maggioranza saremo in grado di fare cose estremamente utili per la competitività del Paese, di rendere il l'Italia più attrattiva. Ad esempio, Berlusconi ha impedito al governo di mettere il falso in bilancio, l'autoriciclaggio e l'allungamento della prescrizione nel decreto contro la corruzione. Noi invece lo faremo e questo conterà molto per gli investitori».


Non teme che intanto con l'addio di Monti su di noi si possa abbattere una nuova tempesta finanziaria?


«No, sono fiducioso e ottimista, non siamo nel novembre 2011 e sono convinto che un governo di centrosinistra scelto dagli elettori sarà una soluzione politicamente forte, in grado di curare anche l'aspetto sociale che sta facendo soffrire i cittadini e pienamente accettato da mercati a partner Ue. Di questo il Pd deve prendere consapevolezza, dobbiamo essere fiduciosi nei nostri mezzi. Oltretutto credo che tanto la comunità internazionale quanto gli investitori accoglieranno con favore la prospettiva di elezioni più ravvicinate che faranno chiarezza rispetto ad una campagna elettorale lunga e con un governo indebolito».


Ci sarà un allargamento al centro?


«Mi fido di Bersani e delle sue scelte, lui è il leader legittimato dalle primarie»


Quale ruolo per Monti?


«Monti ha dimostrato grande saggezza nelle scelte politiche e penso che fara lo stesso in questo frangente. Aspettiamo e vediamo. Non penso che tornerà alla Bocconi e sarebbe negativo se lo facesse. In questo anno Monti e Bersani si sono intesi bene, sono certo che troveranno la soluzione migliore. Vorrei aggiungere che le primarie hanno dimostrato il grande ruolo che Renzi ha avuto nel regalare nuovi consensi al Pd: sarebbe un errore se non creassimo le condizioni per farlo uscire dalla città di Firenze, spero che al più presto sia in pista affianco a Bersani nel guidare la nostra colazione verso le elezioni».


L'accelerazione verso il voto farà saltare le primarie per i parlamentari?


«No, faremo il possibile e l'impossibile per tenerle».


Fonte: La Repubblica

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