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Alitalia. Gestire il fallimento e liberare il mercato

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Intervento in aula della Senatrice Donatella Poretti, Parlamentare Radicale - Partito Democratico su decreto-legge n. 80, recante misure urgenti sul servizio di trasporto aereo.
 
A distanza di pochi giorni quest'aula e' chiamata nuovamente ad esprimersi sul decreto Alitalia. L'ultimo decreto del Governo Prodi fatto su ordinazione e su misura per quello Berlusconi, si potrebbe dire piu' semplicemente che si tratta del primo provvedimento Berlusconi e il voto di oggi lo rende piu' chiaro. Il Partito Democratico che al Senato aveva votato a favore, oggi dopo l'apertura d'infrazione aperta dall'Unione Europea ha deciso di votare contro, la delegazione radicale non aveva partecipato a quel voto, e non lo fara' neppure in questa occasione.

Era evidente allora, oggi e' solo scritto nero su bianco dall'Europa, che si trattava di un aiuto di Stato: nessun prestito ponte perche' non c'erano, e non ci sono, acquirenti, l'unico che c'era e' scappato a gambe levate; nessun prestito a condizioni di mercato, altrimenti vorrebbe dire che chiunque ha bisogno di fare un mutuo per comprare casa basta che si rivolga al Governo e questo gli fara' un decreto, a condizioni di mercato s'intende.

Questa brutta pagina di un Governo che di liberale -per ora, mai disperare, non ha neppure l'odore, e' stata piu' semplicemente una mossa da campagna elettorale costata agli elettori-contribuenti italiani la bellezza di 300 milioni di euro, per ora. Denaro, tra l'altro, sottratto dal fondo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica.

La campagna elettorale e' terminata, e mentre oggi si legge del rigore che intendete portare avanti nel Dpef per pareggiare il bilancio, bene, paradossalmente votiamo un provvedimento che di rigore e di liberale non ha nulla.
La campagna elettorale e' finita, solo questo spot e' costato agli italiani 300 milioni di euro, altro denaro occorrera' per pagare l'infrazione Ue, e ogni giorno la compagnia perde dai 2 ai 3 milioni di euro, per favore fermatevi e provate a pensare che la soluzione meno costosa in termini economici e di posti di lavoro sia di programmare il fallimento della compagnia, gestire questo fallimento e
liberare il mercato, dando cosi' ad altre compagnie la possibilita' di affermarsi su rotte oggi monopolizzate da una azienda che in una economia di mercato avrebbe gia' portato i libri in tribunali da tempo!

 

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