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Riformare Comites e CGIE?

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Atene 6 febbraio.In tempo di crisi ci si accorge ancora di piu'dei punti deboli di un sistema di servizi per gli italiani all'estero che bene o male esistono.E varie voci,spesso inesperte,si innalzano soprattutto per cercare di fare abolire del tutto quel poco che e' rimasto al servizio anche degli italiani all'estero,in virtru' della spendig rewiew dei passati governi che ci hanno salvato!
I Comites invece come nostri organi di rappresentanza democraticamente eletti dovrebbero essere rafforzati legalmente e senza neanche bisogno quasi di investimenti,ma attraverso l'assunzione di maggiori interventi esecutivi e non solo consultivi!Per di piu' dovrebbero essere presentati ai Governi locali,nei paesi di residenza,e assumere a tutti gli effetti un riconoscimento legale che non hanno mai avuto e che spesso li costringe ad agire illegalmente.
Ma anche per il CGIE si dovrebbe rivedere il suo funzionamento ,con proposte che ho sempre fatto,di metterli direttamente in collegamento con i nostri 18 parlamentari all'estero al di fuori delle logiche i partito.
I nostri parlamentari potrebbero far parte di un consiglio speciale per gli italiani all'estero (CSIE) autonomo e che farebbe da tramite diretto tra COMITES e CGIE,con monitoraggio immediato su un portale aggiornato costantemente a livello mondiale sullo stato delle nostre Comunita' all'estero.

Angelo Saracini
candidato SEL Europa
www.angelosaracini.blogspot.com

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Patrizio Repetti, 07 Febbraio, 2013 20:58:47
    Secondo me sia i Comites che i CGIE devono essere al più presto aboliti e smantellati, in quanto non fanno veramente nulla di utile e opportuno per la stragrande maggioranza della comunità degli italiani all'estero. Forse nei decenni passati, caratterizzati da un'emigrazione di bassa manovalanza scarsamente qualificata e istruita questi enti potevano forse offrire qualche forma di aiuto e supporto per l'inserimento nell'ambiente del paese ospitante in campo sociale, economico e lavorativo. La nuova emigrazione, molto diversa da quella del passsato, caratterizzata più da giovani laureati e figure professiionali ad alta specializzazione e con la conoscenza di varie lingue straniere, non ha bisogno assolutamente di questi organismi per risolvere i propri problemi del vivere quotidiano. Aggiungo infine che NESSUN PAESE AL MONDO detiene una rete di enti analoga, per funzioni, compiti e attribuzioni, a quelli dei Comites e dei CIGE, per cui non comprendo perché lo stato italiano si possa e voglia permettere di finanziare questi soggetti, ripeto inutili, antiquati e assolutamente non richiesti e graditi alla stragrande maggioranza degli italiani all'estero. Saluti da Lisbona Patrizio Repetti