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Doria: "Comuni a rischio default, Grillo e Pd trovino un'intesa"

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Doria: "Comuni a rischio default, Grillo e Pd trovino un'intesa"

Intervista a Marco Doria di Giovanna Casadio - La Repubblica

 di Marco Doria

«Stare a bagnomaria, in attesa di nuove elezioni, sarebbe disastroso, lo dico da sindaco di una grande città come Genova. Molti Comuni rischierebbero il default. Spero che Grillo abbia questa consapevolezza».

 


Marco Doria lancia l`allarme. Sindaco Doria, ancheleifa da "mediatore" con Grillo, come don Gallo?

 


«Non conosco Grillo personalmente. Lascerei perdere queste ricostruzioni: sono più importanti i problemi in cui ci dibattiamo e che, questo mi sta a cuore dire, non possono essere trattati con tatticismi parlamentari simbolo di una vecchia politica».

 


Cosa chiede?

 


«Chiedo anche a Grillo che i parlamentari neo eletti trovino una convergenza su alcuni temi di fondo. I margini per trovarla ci sono, e così diano vita a un governo».

 


Dicono i 5Stelle che è meglio un governo tecnico piuttosto che un governo dei partiti. È d`accordo?

 


«Mi convince davvero poco il discorso del governo tecnico, perché ci vuole un governo che faccia scelte politiche».

 


Quali scelte, ad esempio?

 


«Ridurre i tagli selvaggi alle finanze dei Comuni, comprando meno cacciabombardieri o non comprandone affatto, questa è una scelta politica, non tecnica. Non è una decisione da Montibis. Inoltre, un piano che finanzi i piccoli lavori pubblici, e "piccoli" lo metterei tra virgolette perché, per quanto ci riguarda, si tratta del riassetto idrogeologico del territorio. Genova è stata funestata da alluvioni, alcune opere valgono decine di milioni di euro e sono impensabili senza un piano nazionale di aiuti. Sono questioni molto politiche. E poi, c`è la parte portante: i finanziamenti alla scuola e alla ricerca scientifica, non solo contenimento della spesa ma anche riqualificazione. Insieme, va fatto il discorso della trasparenza, dell`onestà, della riduzione di costi indecenti, di un sistema politico degradato. C`è il taglio dei vitalizi dei parlamentari, che gridano vendetta nel momento in cui le pensioni sono ferme».

 


Il rischio assoluto sono nuove elezioni, per lei?

 


«Trovare convergenze è indispensabile. L`emergenza non può essere affrontata da un altro Parlamento, tra sei-otto mesi. I cittadini già in difficoltà potrebbero precipitare in un baratro. La mia è un`ottica molto da sindaco? Può darsi, però credo che il sindaco del MoVimento 5Stelle di Parma, Federico Pizzarotti possa essere testimone e avere sotto gli occhi gli stessi problemi che ho sotto gli occhi io».

 


I Comuni italiani rischiano il default?

 


«Molti sì. Comunque si troverebbero in difficoltà estreme, assai peggiori di quelle in cui sono. Sarebbero costretti a manovre pesantissime».

 


E compatibile Bersani con Grillo?

 


«Gli scenari possono essere diversi. Ma vogli o escludere una maggioranza che metta assieme centrosinistra e centrodestra, che sono schieramenti non compatibili tra di loro. Ripeto che è dannoso per il paese stare alcuni mesi a bagnomaria, andando tra un po` a elezioni. Un confronto è la strada, in un momento così critico».

 


Ma Bersani fa bene a insistere o sarebbe meglio passasse la palla?

 


«In questo momento fa bene, per quanto risicata sia la sua maggioranza. Il centrosinistra è lo schieramento che ha avuto più voti e più seggi, e quindi ha il dovere di rivolgersi a tutti i parlamentari assumendosi delle responsabilità, dando indicazioni di contenuto, rivolgendosi a chi ha detto di volere cambiare questo stato di cose. Il confronto richiede coraggio, anche da parte dei 5Stelle. Occorre mettersi in gioco».

 


Quale consiglio darebbe a Grillo?

 


«Veramente il primo consiglio lo darei al centrosinistra: faccia proposte concrete. Se Bersani riceverà l`incarico dal presidente Napolitano si rivolga ai parlamentari 5Stelle chiedendo la fiducia su alcune cose chiare, discusse, condivise. C`è un tempo di emergenze: questo tempo è adesso. E c`è un tempo più lungo di costruzione di nuovi assetti istituzionali. Davanti ai problemi di persone che perdono il posto di lavoro, di servizi sociali che i Comuni non riescono a mantenere, non si può attendere».

 


Fonte: La Repubblica

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