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Giustizia sociale e cambiamento, la sfida che abbiamo davanti

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L'ex Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica, con 137 voti su 313 senatori presenti e altrettanti votanti.

pubblicato il 16 marzo 2013 , 475 letture
L'ex Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, senatore del centrosinistra, è stato eletto Presidente del Senato della Republica, con 137 voti su 313 senatori presenti e altrettanti votanti; 117 voti per il senatore del centrodestra Renato Schifani, 52 schede bianche e 7 nulle.

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"Mai come oggi il Paese ha bisogno di risposte rapide e efficaci. Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come oggi il compito della politica è di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida. Entrando qui mi ha colpito l'affresco sul soffitto con 4 parole: giustizia, diritto, fortezza e concordia di cui il Paese ha disperatamente bisogno, come della pace sociale". Così il neopresidente del Senato ha iniziato il suo discorso di insediamento a Palazzo Madama.

"Siamo a un passaggio straordinario, abbiamo il dovere, il diritto e la responsabilità di indicare il cambiamento possibile, è in gioco la qualità della nostra democrazia. Nello stesso tempo - ha aggiunto - dobbiamo avviare un cammino a lungo termine, iniziare una nuova fase costituente che possa stupire e stupirci".

Grasso ha ricordato l'anniversario dell'Unità d'Italia, che ricorre il 17 marzo. "Nei 152 anni della nostra storia abbiamo saputo unirci, superare le differenza, affermare con fermezza i valori comuni. Il primo pensiero - ha detto - va alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne ci hanno consegnato una delle Carte costituzionali più belle e più moderne del mondo, donne come Teresa Mattei la più giovane eletta della Assemblea Costituente, che ci ha lasciati pochi giorni fa".



Un pensiero è stato rivolto ad un altro anniversario: l'assassinio di Moro e della sua scorta: "In Aldo Moro il terrorismo brigatista colpì il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di generazione della società italiana. Come Moro scrisse: 'il destino di un uomo non è realizzare pienamente la giustizia ma di avere sempre fame e sete di giustizia'. Oggi migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato alla giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia. Vi confesso che mi è molto dispiaciuto non poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato 800 nomi di vittime della mafia, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio deve essere nostro faro.

Ho sempre cercato verità e giustizia - ha proseguito - e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d'Inchiesta su tutte le stragi irrisolte del nostro Paese, perchè la sfida che abbiamo davanti si racchiude nelle parole: giustizia sociale, etica e cambiamento".

Il neopresidente del Senato, Pietro Grasso, ha concluso il suo discorso ricordando le parole che Antonino Caponnetto, Capo dell'ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo gli disse poco prima di entrare nell'aula del maxi processo contro la mafia: 'Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui sempre e soltanto la voce della tua coscienza'. Sono certo che in questo momento e in quest'Aula - ha detto Grasso - l'avrebbe ripetuto a ciascuno di noi".

Discorso di insediamento di Pietro Grasso

Invia commento comment Commenti (2 inviato)

  • Inviato in data Rosario Margio, 19 Marzo, 2013 16:37:07
    www.perunanuovaera.blogspot.com PROPOSTE DI RISOLUZIONE DEL GRAVOSO PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO NELLE CARCERI ITALIANE Per la puntuale applicazione dell'art.27 della Costituzione è assolutamente necessario che vengano emessi provvedimenti legislativi volti a ridefinire giuridicamente l’Istituto penale riguardante l’ordinamento penitenziario, avanzando le seguenti PROPOSTE : 1 ) una effettiva distinzione applicativa in ordine ai provvedimenti di restrizione, nei confronti dei soggetti , fra reati gravi ( per esempio , quelli che comportano pene dai cinque anni ed oltre,) e reati meno gravi, le cui pene previste sono inferiori . Cioè, tenere in luoghi e reparti ben distinti i soggetti rientranti nel primo caso da tutti quegli altri con pene superiori, continuando a mantenere distinti i casi di cui all’art.41 bis 2 ) una ulteriore importante distinzione , sempre in ordine alla situazione giuridica processuale personale, riguardo alla collocazione detentiva, fra chi è in attesa di giudizio e chi invece deve scontare una pena divenuta esecutiva. 3 ) rimettere in efficienza talune tuttora esistenti strutture penitenziarie dismesse e inoltre la possibilità di adibire le ex caserme militari , ormai dismesse, come strutture nelle quali ospitare i soggetti , però sempre riguardo ai reati non gravi, sia quelli che si trovino in attesa di giudizio , sia quelli che debbano scontare pene inferiori , per esempio inferiori ai cinque anni. 4 ) riguardo al personale addetto alla custodia cautelare, si può ricorrere alla assunzione anche di persone aventi la qualifica di assistente sociale, specialmente se nei luoghi di restrizione si pongono in essere attività che comportino applicazioni ed impegni di carattere lavorativo e culturale, volti al recupero e reinserimento dei soggetti nell’ambito del sociale. 5 ) tutto ciò , chiaramente, in aggiunta alle norme di legge, già esistenti,( La legge Gozzini , legge n. 663 del 1986,che dispone una serie di misure alternative alla detenzione in carcere in favore di coloro che hanno commesso un reato) 6 ) Infine, la necessità di legiferare in merito ad una depenalizzazione dei reati considerati minori.
  • Inviato in data Rosario Margio, 19 Marzo, 2013 16:37:07
    Rosario Margio www.perunanuovaera.blogspot.com PROPOSTA DI RIFORMA DEL PROCESSO PENALE "PER UNA GIUSTIZIA PIU' VELOCE E PIU' GIUSTA “ IN ITALIA , LA DOMANDA DI GIUSTIZIA E’ RESA SEMPRE DI PIU’ INSODDISFATTA E VANIFICATA A CAUSA SIA DELLE CARENZE ORGANIZZATIVE E STRUTTURALI DI NATURA AMMINISTRATIVA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO NEL SUO COMPLESSO, SIA PER LA COMPLESSITA’ DELLE NORME PROCEDURALI E BUROCRATICHE DEL PROCESSO SIA CIVILE CHE PENALE. PER QUANTO RIGUARDA IL PROCESSO PENALE LA LUNGHEZZA DEI TEMPI DAL SUO INIZIO ALLA DEFINIZIONE, E’ DIVENUTA TALMENTE GRAVE DA COSTITUIRE UN VERO E PROPRIO SCANDALO , ANCHE A LIVELLO INTERNAZIONALE. AL FINE DI OTTENERE UNA ACCELERAZIONE DEI PROCESSI PENALI , NEL TEMPO SONO STATE AVANZATE TALUNE PROPOSTE DI MODIFICA DELLE NORME DEL PROCESSO STESSO, CHE RIGUARDANO IN PARTICOLARE VARIE IPOTESI , QUALI : - 1) IMPORRE LIMITI DI TEMPO PREDEFINITI IN ORDINE AI VARI GRADI DI GIUDIZIO ; - 2 )ULTERIORE ABBREVIAZIONE DEI TERMINI DI PRESCRIZIONE DEI REATI. SI DEVE DIRE PERO’ CHE RISPETTO A TALI PROPOSTE SORGONO CHIARAMENTE ALCUNE OBIEZIONI : INFATTI, SE VENISSERO APPLICATE TALI RIFORME , QUESTE DIVERREBBERO UNO STRUMENTO AVENTE CERTAMENTE MINORI GARANZIE DI GIUSTIZIA RISPETTO ALLA ESIGENZA DI PARITA’ DI DIRITTI FRA TUTTE LE PARTI IN CAUSA E ANCHE DI OSTACOLO ALL’ACCERTAMENTO DELLA VERITA’ ; COME ANCORA , LA PROPOSTA : -3 ) IN ORDINE ALL’ ESERCIZIO DELLA AZIONE PENALE , TRASFORMANDOLA DA OBBLIGATORIA IN FACOLTATIVA; QUESTA MODIFICA PROCESSUALE INTRODURREBBE UN ELEMENTO DI DISCREZIONALITA’ , TALE CHE SE ANCHE POSTO A GIUSTIFICAZIONE DI UNA ESIGENZA DI DIMINUIRE IL NUMERO DEI PROCEDIMENTI DA ESAMINARE, PER ALTRO VERSO VERREBBE A COSTITUIRE UNA GRAVE INCRINATURA NEL DOVERE DI OBBIETTIVITA’ NELL’ESERCIZIO E NELLE FUNZIONI DELL’ORGANO GIUDIZIARIO , NONCHE’ DI INOSSERVANZA DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA STABILITO DALLA COSTITUZIONE; POI , RIGUARDO ALLA PROPOSTA DI : -4 ) RIFORMA DELLA CARRIERA DI PUBBLICO MINISTERO , PONENDO TALE FIGURA GIUDIZIARIA ALLE DIPENDENZE DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA , CHE E’ UN ORGANO POLITICO ; CIO’ APPARE ASSAI DISCUTIBILE SOTTO L’ASPETTO DELLA ESIGENZA DI AUTONOMIA DELL’ORGANO GIUDIZIARIO, PREVISTA DALLA COSTITUZIONE ; DATO CHE CIO’ , PUR NON RIGUARDANDO LA FIGURA DI MAGISTRATO GIUDICANTE , MA SOLO QUELLA DEL P.M., COMUNQUE VERREBBE A COSTITUIRE UNA INELUDIBILE CONDIZIONE LIMITATIVA RISPETTO ALLA ESIGENZA DI PIENA AUTONOMIA FUNZIONALE DEL P.M. , CHE INVECE DEVE ESSERE ESERCITATA IN PIENA AUTONOMIA QUALE ORGANO PREPOSTO ALLE INDAGINI E REQUIRENTE NEL PROCESSO ; COME MODIFICA , INVECE , SI POTREBBERO ISTITUIRE DUE PERCORSI PARALLELI , DI CARRIERE DIVERSE E DISTINTE , SIN DALLA LORO ORIGINE MA SEMPRE ATTRAVERSO UN CONCORSO PUBBLICO ; UNA COME CARRIERA DI PUBBLICO MINISTERO E L’ALTRA DI GIUDICE , MA PUR SEMPRE APPARTENENTI ENTRAMBI ALLA MAGISTRATURA, ORGANO E POTERE AUTONOMO RISPETTO AL POTERE POLITICO. PER POTER PROCEDERE AD UNA RIFORMA COMPLESSIVA DEL SISTEMA PROCESSUALE PENALE, INNANZI TUTTO SAREBBERO ASSOLUTAMENTE NECESSARI MAGGIORI IMPEGNI DI CARATTERE ECONOMICO E PROFICUI INTERVENTI LEGISLATIVI VOLTI AD INCREMENTARE GLI ORGANICI DEL PERSONALE DI MAGISTRATI E DI AMMINISTRATIVI, SIA GIUDIZIARIO E SIA PENITENZIARIO E FINALIZZATI AD UN NECESSARIO ADEGUAMENTO DI MEZZI E DI STRUTTURE ; POI , L'UNICO VERO E REALE RIMEDIO SAREBBE UNA VERA RIFORMA DELLE NORME DEL PROCESSO PENALE, CHE PREVEDA: 1 ) RIGUARDO ALLA FASE ISTRUTTORIA : - SIA INDISPENSABILE , SIN DALLA “NOTITIA CRIMINIS” , L’ESIGENZA DI SEGRETEZZA DEGLI ATTI IVI COMPIUTI E OBBLIGO DA PARTE DEGLI OPERATORI GIUDIZIARI DI MANTENERLA , PREVEDENDO SANZIONI IN ORDINE ALLA VIOLAZIONE DELLA STESSA ; CIO’ SINO A CHE NEL CORSO DELLE INDAGINI CONDOTTE DAL P.M. NON VENGA INDIVIDUATO IL SOGGETTO NEI CUI CONFRONTI RISULTINO ADDEBITABILI DEI REATI E PERTANTO FORMALIZZATA LA RELATIVA IMPUTAZIONE; SOLTANTO IN TALE CASO TUTTI GLI ATTI PERTINENTI AL PROCESSO VERREBBERO DEPOSITATI IN CANCELLERIA E QUINDI RESI PUBBLICI ; IN CASO CONTRARIO, CIOE’ DI NON INDIVIDUAZIONE DI ALCUN SOGGETTO COME IMPUTATO OPPURE DI FATTI NON RILEVABILI COME REATI, NE DERIVEREBBE UN PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE ED I RELATIVI ATTI PROCESSUALI ( IVI COMPRESE LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE ) NON VERREBBERO RESI PUBBLICI E RESTEREBBERO COPERTI DAL SEGRETO ISTRUTTORIO ; PREVEDENDO PER LEGGE I TEMPI E LE MODALITA’ PER LA LORO DISTRUZIONE . 2 ) RIGUARDO ALLA SUCCESSIVA FASE PROCESSUALE : DAL MOMENTO IN CUI VIENE AD IDENTIFICARSI IL SOGGETTO IMPUTATO OPPURE CHE SIANO STATI RILEVATI GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA A CARICO DI UN SOGGETTO, TALE FASE PROCESSUALE SI SVOLGEREBBE DIRETTAMENTE NELL’AMBITO DEL GIUDIZIO DIBATTIMENTALE, IN UDIENZA PUBBLICA E IN CONTRADDITTORIO FRA LE PARTI ; IN QUESTA FASE DI GIUDIZIO SIA IL P.M.( LA PUBBLICA ACCUSA ) SIA GLI AVVOCATI , RISPETTIVAMENTE IN DIFESA DELL'IMPUTATO E DELLA PARTE CIVILE , SIANO MESSI IN CONDIZIONE, RISPETTO ALL’UFFICIO DEL PUBBLICO MINISTERO, DI AVERE PARI POSSIBILITA' , ATTRAVERSO RISPETTIVI LORO APPOSITI UFFICI, AUTORIZZATI DALLA LEGGE A SVOLGERE ATTIVITA’ , UTILIZZARE MEZZI E DI ESEGUIRE INDAGINI , DI PRODURRE ATTI CONTESTUALMENTE AL P.M. , COME PROVE DOCUMENTALI E TESTIMONIALI DAVANTI AL GIUDICE O COLLEGIO GIUDICANTE . QUEST’ULTIMO POTRA' CELEBRARE IL PROCESSO IN UDIENZE SUSSEGUENTI E CON INTERVALLI I PIU’ BREVI POSSIBILI FRA LORO, NATURALMENTE IN RELAZIONE ALLA COMPLESSITA’ DEL PROCESSO STESSO, SINO AL PRONUNCIAMENTO DELLA SENTENZA. 3) RIGUARDO AGLI ATTI PROCESSUALI : DOVREBBE PROCEDERSI AD UNA DRASTICA RIDUZIONE E SEMPLIFICAZIONE DI ATTI CARTACEI RELATIVI A RAPPORTI VARI E NOTIFICHE; CIO’ ATTRAVERSO LA REGISTRAZIONE CON MEZZI TELEMATICI E TECNOLOGICAMENTE MODERNI; DA ESEGUIRE DIRETTAMENTE IN UDIENZA , RIGUARDO A TUTTE LE TESTIMONIANZE PROPOSTE DALLE PARTI ( P.M. , DIFESA , PARTE CIVILE ) AMMESSE DAL GIUDICE E DEGLI INTERROGATORI DELL’IMPUTATO, NECESSARI PER GIUNGERE AD UNA SENTENZA. 4) RIGUARDO AI TRE GRADI DI GIUDIZIO ( PRIMO GRADO, APPELLO E CASSAZIONE ) : SAREBBE OPPORTUNO PORRE MAGGIORI LIMITI IN ORDINE ALLE POSSIBILITA’ DI PROPOSIZIONE DEL RICORSO PER CASSAZIONE , ISTITUENDO A TAL PROPOSITO UN ORGANO GIUDIZIARIO CHE SERVA DA FILTRO E CHE ESAMINI PREVENTIVAMENTE IL GRADO DI PROPONIBILITA’ DAL PUNTO DI VISTA DELLA FONDATEZZA O MENO DELLE MOTIVAZIONI, E AMMETTA SOLTANTO I CASI DI RICORSO NEI QUALI SIANO SUFFICIENTEMENTE FONDATE LE ISTANZE PER L’ESAME DI LEGITTIMITA’ DA PARTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE.