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Civati: "Niente accordi con il Pdl. Abbiamo già dato con Monti" Intervista a Giuseppe Civati di Carlo Bertini - La Stampa

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 di Giuseppe Civati,  pubblicato il 22 marzo 2013 , 857 letture

 

Civati, dopo quello che è successo al Colle, si aspetta che a Bersani venga dato un incarico subito?


«La cosa più probabile è un mandato esplorativo e non un mandato pieno in questa situazione. Ci si augura che venga affidato a Bersani, anche perché quella linea che ha tenuto fin qui ha bisogno di un supplemento di istruttoria, cioè di verificare se sia possibile formare quel governo del cambiamento che rimane la linea del Pd anche dopo le consultazioni»


E cosa prevede possa avvenire ora? Esiste qualche spiraglio con la Lega, visto che lei è stato indicato come uno degli sherpa nel dialogo col Carroccio?


«Non è vero che io lo sia, detto questo è chiaro che ad oggi di possibilità ce ne siano molto poche. Credo sia giusto non sprecare il tempo ma utilizzarlo per capire se sia possibile fare quello che ci siamo ripromessi. Secondo me non è solo un fatto di numeri, ma dell`effetto che può fare un governo di alto profilo ed evito di entrare nel toto-nomi che è già troppo frequentato. Il week end Boldrini-Grasso ha fatto il suo effetto, perché quelle scelte hanno avuto il plauso dei cittadini. E non c`è un particolare lavoro ai fianchi sulla Lega, niente di paragonabile di quanto fatto con i 5 Stelle».


Non sembra una mossa già da campagna elettorale andare in Parlamento e farsi dire di no dai grillini su un programma così radicale di riforme?


«Più che altro, è una mossa tra due campagne elettorali: una, quella passata, che ha dato un segnale forte di cambiamento che ha lasciato il segno nel paese e anche tra gli elettori del Pd; e la seconda è quella che potrebbe esserci, che noi non vogliamo, ma che avendo scelto una strada così rischiosa si può riaprire anche dopo l`elezione del nuovo capo dello Stato».


Se il tentativo fallisse, il Pd reggerebbe sulla linea del mai un governo con il Pdl?


«Sinceramente spero di sì e penso di sì, abbiamo sempre detto che pasticci non ne faremo e che abbiamo già dato col governo Monti. E non è solo un pregiudizio contro Berlusconi che dopo 20 anni conosciamo bene, ma anche dell`agibilità di un governo con loro. Tanto per fare un esempio, prima di essere eletto presidente del Senato Grasso ha già presentato una proposta di legge sulla corruzione e la contraddizione con il Pdl balza subito agli occhi. Sulla legge elettorale poi, gli stessi protagonisti dovrebbero trovare un accordo che non hanno trovato per un anno?».


E se si tornasse alle urne, il candidato sarebbe ancora Bersani o Renzi?


«Credo che dovremmo discuterne e trovare la forma per sceglierlo, magari primarie più aperte e trasparenti possibili. Ma io vorrei capire che tipo di proposta è quella di Grillo. A chi vorrebbe fosse dato l`incarico? Non vogliono Bersani ma chi vorrebbero? Se si riesce a trovare una figura che piaccia a noi e ai 5 Stelle bene, ma vorrei capire che margine ci offrono. Grillo ha tirato giù una saracinesca, almeno provi a discutere con noi un altro possibile premier a loro gradito, come eventualità se dovesse andare male Bersani».


Fonte: La Stampa

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