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Emergenza ambientale in Calabria

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dell’Ambiente e Tutela del Territorio ed Economia e Finanze – Per sapere – Premesso che:

- con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 settembre 1997, è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Regione Calabria nel settore dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, della bonifica e del risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché in materia  di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione;

- l’iniziale decreto, previsto per la durata di circa quindici mesi, è stato  via via  inspiegabilmente prorogato per ben 10 anni fino ad una prima conclusione, prevista per il 31 ottobre 2007, slittata con una successiva ordinanza del Governo Prodi, al 30 giugno 2008;

- con i primi decreti venivano nominati i Presidenti della Regione Calabria quali Commissari delegati per la predisposizione degli interventi, con un’ampia serie di poteri;

- a partire dal marzo 2006 l’incarico di Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria è stato sempre affidato a Prefetti;

- fin dai primi anni successivi alla proclamazione dello stato di emergenza ambientale nel territorio della regione Calabria è stato fatto ben poco per attuare gli interventi necessari  ad uscire dall’emergenza, ed ancora oggi la Calabria è costretta a registrare il perdurare, ad esempio, delle cattive condizioni delle acque di balneazione, che provoca, soprattutto nelle stagioni estive, continue proteste da parte della popolazione;

- nel mese di febbraio 2007 il prefetto Antonio Ruggiero, che in data 3 gennaio 2007 aveva già chiuso la sua breve esperienza di delegato per l’emergenza in Calabria, ha fatto un drammatico resoconto della situazione durante un’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza ambientale, il cui contenuto è verificabile dai verbali parlamentari;

- dalla relazione è emersa una pesante situazione debitoria, la mancanza di un reale bilancio, l’erogazione di centinaia di migliaia di euro ed avvocati amici,

 

 


l’inutilizzabilità del programma di elaborazione dei dati contabili, il fallimento   delle politiche nel ciclo dei rifiuti, la presenza alle dipendenze dell’Ufficio del Commissario di 64 dipendenti più 41 persone “fantasma” assunte con contratti stipulati da dirigenti del Ministero dell’Ambiente, la mancanza di allegati o atti che avrebbero dovuto produrre il servizio di controllo interno e di verbali della verifica amministrativa e contabile;

- la relazione del prefetto Ruggiero ha rappresentato l’ennesima denunzia sulla gestione di un lungo commissariamento che è stato al centro di proteste , interrogazioni parlamentari, di relazioni della Corte dei Conti, di indagini delle Forze dell’Ordine e della Magistratura;

- la cattiva gestione degli impianti, il grave ritardo nella raccolta differenziata, gli sperperi inutili, i presunti gravi illeciti nella gestione dei finanziamenti, il mancato controllo degli organi deputati, sono indicativi del totale fallimento del Commissariamento;

- nei giorni scorsi, anche su richiesta dell’attuale Commissario delegato, prefetto Salvatore Montanaro, era stata salutata positivamente la fine della gestione Commissariale, prevista per il 30 giugno 2008, ma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è pervenuta una richiesta di proroga (l’ennesima!) da parte della Regione Calabria;

- l’ennesima ed assurda richiesta della Regione Calabria è stata fatta dopo che il prefetto Montanaro, rispettando la scadenza, aveva presentato la relazione finale dalla quale si evince che l’Ufficio del Commissario ha ottenuto buoni risultati sul fronte della depurazione e della raccolta dei rifiuti, giungendo da una parte al graduale passaggio delle competenze alle Province e dall’altra all’elaborazione del Piano dei rifiuti, che è ancora al vaglio della regione;

 

 

 

 


- nel mese scorso, l’Assessore regionale all’ambiente, che riteneva ormai di poter considerare concluso il periodo di Commissariamento ambientale, si è visto revocato l’incarico dal Governatore Loiero, il quale si ostina a richiedere la proroga dell’emergenza;

- d’altra parte il Sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso, durante la visita fatta a Catanzaro il 13 giugno 2008, aveva dichiarato : “ Lo stato di emergenza per i rifiuti è scaduto il 31 ottobre scorso, ora, a fine mese, la Calabria può rientrare in pieno nella gestione ordinaria come concordato con il Governo regionale”;

- lo stesso Commissario Montanaro si è espresso per la fine di un lunghissimo commissariamento ambientale in Calabria;

- l’interrogante ritiene che la richiesta di proroga da parte del Governatore Loiero sia legata solo ed esclusivamente a scelte opportunistiche che nulla hanno a che vedere con la gestione dell’emergenza ambientale:

- se non ritengano davvero assurda una eventuale ulteriore ed ennesima proroga di un commissariamento che ha già portato in Calabria ben 800 milioni di euro;

- quali le definizioni dell’attuale Governo sullo stato dell’emergenza ambientale in Calabria.

 

 

 

 

 

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