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Oggi Abramo risponderebbe: “Non sei Dio se mi chiedi questo. Vade retro Satana!”

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“Una donna, per vendicarsi del marito che le aveva imposto di portare il velo integrale, ha massacrato a colpi di coltello la figlioletta di due mesi. E' accaduto a M'hamdia, nel governatorato tunisino di Ben Arous. A spiegare le motivazioni del gesto alla polizia è stata la stessa donna che si è detta esasperata dal fatto che, nonostante la sua volontà contraria, il marito la costringeva ad indossare il niqab” (Ansa). Ecco, in questo caso, davvero si può parlare di “peccato contro natura”, altro che atti d’omosessualità o masturbazione che non recano danno ad alcuno. Peccato gravissimo, se la disgraziata madre era capace d’intendere e di volere, ma è probabile che non lo fosse, che fosse pazza. Mi viene in mente il terribile episodio biblico di Abramo e Isacco,  ritenuto di norma un bellissimo episodio biblico.  Abramo era capace d’intendere e di volere e quindi il suo peccato “contro natura” era gravissimo. L’autore biblico attribuiva a Dio un disegno crudelissimo: fingere di volere il sacrificio di Isacco, per mettere alla prova la fede del padre: «Su, prendi tuo figlio, il tuo diletto che tu ami, Isacco, e va’ nel territorio di Moria, ed offrilo ivi in olocausto su di un monte che io ti dirò» (Gn 22,2). Abramo obbedì, andò sul monte, legò Isacco, e lo depose sull'altare sopra la legna. Avrebbe scannato con un coltello il suo figliuolo, se non fosse intervenuto un angelo di Dio. Il Signore fingeva, ma in tal modo Abramo, per mostrare la sua fede, fu costretto a stravolgere un legame naturale, a diventare un padre snaturato. L’episodio, letto alla luce del Vangelo come figura del sacrificio di Cristo, era anche una condanna della prassi orientale di sacrificare i bambini per l’inaugurazione di un palazzo (i sacrifici di fondazione). Oggi Abramo risponderebbe al Signore: “Non sei Dio se mi chiedi questo.  Vade retro Satana!”.

Elisa Merlo

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